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News

Venerdì, 21 Maggio 2010

aias_progettosicurezzaI sistemi di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro, l'analisi delle informazioni su infortuni e malattie professionali, il legame tra rispetto dell'ambiente, risparmio energetico e gestione delle emergenze, la formazione del personale e la misurazione dell'efficacia delle azioni di prevenzione. Sono questi i temi che saranno discussi nella Mostra Convegno "Progetto Sicurezza", organizzata dall'Associazione professionale Italiana Ambiente e Sicurezza (AIAS), con la collaborazione di INAIL, in programma dall'1 al 3 luglio il Palazzo delle Stelline di Milano.

In occasione del suo 35º anniversario di fondazione, AIAS organizza tre giorni di confronto tra professionisti per riflettere sulle azioni da compiere per diffondere la cultura della sicurezza nel Italia, soprattutto tra i giovani.
Il format è innovativo: la prima giornata vedrà la costituzione di cinque gruppi di lavoro, ognuno dei quali moderato da due esperti - di INAIL e di AIAS - che gestiranno il dibattito. Verranno elaborate cinque relazioni che, nella seconda giornata, saranno riunite in un unico documento di sintesi, che verrà presentato nella giornata finale a chi ha la responsabilità di attuare le politiche per una prevenzione efficace nel pubblico e nel privato.

Nel primo gruppo di lavoro osservato speciale sarà il cosiddetto SGSL, il Sistema di Gestione della Sicurezza sul Lavoro, cioè quel sistema di organizzazione dell'azienda finalizzato a garantire il raggiungimento degli obiettivi di salute e sicurezza, cercando allo stesso tempo di massimizzare i benefici, minimizzando i costi.
Nel secondo si parlerà invece di analisi e di gestione delle informazioni sugli infortuni, a partire dall'European Statistic of Accidents at Work (ESAW) fino ad arrivare al più recente Sistema Informativo nazionale di prevenzione nei luoghi di lavoro (sinp), un protocollo d'intesa tra diversi soggetti protagonisti della prevenzione degli infortuni in Italia, come l'INAIL, gli enti territoriali e il Mistero del Lavoro.
Il terzo workshop cercherà di focalizzare il legame che unisce la salute dei lavoratori con la protezione dell'ambiente e la gestione delle emergenze, attraverso l'analisi di casi di aziende a elevato rischio di incidente e la riflessione sul complesso problema dello smaltimento dei rifiuti industriali.
Il quarto gruppo si concentrerà sulla formazione, partendo dal presupposto che la sicurezza sul lavoro comincia dall'addestramento dei propri dipendenti, che devono sapere che comportamenti adottare per prevenire gli infortuni.
L'ultimo workshop, infine, sarà dedicato alla misurazione dell'efficacia delle azioni preventive e dei costi del mancato rispetto delle norme sulla sicurezza nelle aziende.

Il convegno è aperto a tutti. La domanda di adesione al convegno è scaricabile dal sito www.aias-sicurezza.it

Antonella Maia
Ufficio stampa AIAS
tel 02 77790403
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Emanuela Capitanio
cell 347 4319334
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Mercoledì, 19 Maggio 2010

pfuTra i milioni di tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno in Europa una parte significativa riguarda il settore dei pneumatici. Per cercare di contribuire al problema del recupero dei "pneumatici fuori uso" (PFU), in sede europea, sotto il coordinamento dell'UNI, è stato messo a punto un documento normativo che definisce le metodiche per determinare le caratteristiche di tali materiali. E' la specifica tecnica CEN/TS 14243...

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Giovedì, 13 Maggio 2010

La Commissione CUNA "Sicurezza Passiva ed Ergonomia" ha organizzato la riunione dei gruppi di lavoro internazionali ISO TC 22/SC 10 e SC 12, che si occupano della protezione degli utenti della strada in caso di incidente.
Esperti di tutto il mondo si sono quindi riuniti a Milano, presso la sede dell'UNI, per una settimana di lavori, da lunedì 3 a venerdì 7 maggio.

Nei vari sottogruppi vengono trattati i vari temi attualmente in discussione finalizzati all'emissione di nuovi standard. Di particolare rilevanza si segnalano:

  • procedure di prova per la misura di lesività degli airbag frontali e laterali in condizione dinamiche con manichini antropomorfi (adulti e bambini) in situazione cosiddetta "out of position", ovvero in situazioni limite di distanza minima dagli airbag al momento dell'attivazione.
    Poiché ad oggi esistono solo standard di prova in condizioni statiche, si prevede che l'adozione della nuova norma permetterà di migliorare ulteriormente lo standard qualitativo degli airbag;
  • nuove procedure di prova e di misura di urto su veicolo completo.
    Queste si rendono infatti necessarie per inserire nelle attuali procedure di prova i nuovi manichini che costituiscono un salto in termini di biofedeltà rispetto alla generazione precedente. Parliamo in particolare del manichino WorldSID (World Side Impact Dummy) e l'intera nuova serie Q di manichini bambino (1 anno, 3 anni, 6 anni e 10 anni). L'adozione di queste nuove norme da parte dell'industria e dei corpi legislativi costituisce un passo essenziale per l'evoluzione degli standard progettativi dei veicoli e dei seggiolini per bambino;
  • procedure di costruzione e verifica dei modelli virtuali dei veicoli in condizione di crash che daranno l'opportunità di simulare in modo affidabile svariate configurazioni di urto rendendo quindi possibile (sia in termini di tempi che di costi) l'ottimizzazione dei veicoli su uno scenario sempre più vasto di condizioni reali di impatto;
  • procedure per l'analisi standardizzata degli incidenti reali in modo da poter disporre in un futuro molto prossimo di banche dati incidentologiche uniformi fra le varie realtà geografiche. In questo modo i dati incidentologici risulteranno maggiormente consistenti contribuendo in modo più efficace alla definizione dei futuri standard di sicurezza dei veicoli.

CUNA - Commissione Tecnica di Unificazione
nell'Autoveicolo
Internet: www.ass-cuna.org

Mercoledì, 12 Maggio 2010

moto_iso1771Per fornire risultati più accurati vista la continua evoluzione della tecnologia, è stata pubblicata la versione aggiornata della norma internazionale ISO 7117, che offre ai fabbricanti di moto e agli organismi incaricati delle prove un metodo di misura per determinare la velocità massima dei veicoli a due ruote.
Questa terza edizione vede aggiornati e rivisti tutti i metodi e le condizioni di prova, come la precisione del sistema di misura e le condizioni climatiche.

La ISO 7117:2010 "Motorcycles - Measurement method for determining maximum speed", elaborata dal Sottocomitato 22 "Motorcycles" dell'ISO/TC 22 "Road vehicles", descrive le diverse fasi nel modo seguente:

• preparazione della moto di prova
• motociclista e sua posizione sulla moto
• strumenti di misura e livelli di precisione
• pista di prova
• condizioni atmosferiche
• procedura di prova e calcolo della velocità massima
• presentazione dei risultati.

Alcuni metodi di prova indicati nella precedente versione della norma risultavano ormai obsoleti e poco pratici; per esempio, le versioni precedenti della ISO 7117 ammettevano metodi di misurazione manuali per il cronometraggio.
La nuova norma richiede invece l'utilizzo di dispositivi e strumentazione, come fotocellule e cronometri elettronici, volti a migliorare l'accuratezza di misura.
Il metodo e le condizioni dei test su piste di prova circolari, utilizzate in diverse regioni, sono anch'essi stati aggiornati in modo sostanziale, in modo da assicurare maggiore coerenza con i risultati delle prove svolte su piste rettilinee o, quando queste non disponibili, su strada.

CUNA - Commissione Tecnica di Unificazione
nell'Autoveicolo

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Venerdì, 07 Maggio 2010

Domenica 9 maggio si terrà la . L’appuntamento, che avrà una cadenza annuale, è stato presentato e promosso dal per sottolineare come possa concretamente realizzarsi una mobilità alternativa ed ecocompatibile. Molti i Comuni coinvolti nell’iniziativa da nord a sud.
Una giornata di festa senza però dimenticare la sicurezza. L’UNI, infatti, ricorda che esistono norme europee sulla qualità e la sicurezza delle biciclette e di alcuni importanti accessori.

biciclette_01Sicura, stabile, resistente e facilmente identificabile dal consumatore da un’apposita etichetta: sono queste le principali caratteristiche della "bicicletta europea a norma" che deve essere progettata e costruita secondo le norme europee UNI EN che definiscono i requisiti di sicurezza e i parametri costruttivi, destinati ai produttori di biciclette da città e da trekking, biciclette da ragazzo, mountain bike, biciclette da corsa.
Tali norme si rivelano quindi fondamentali per la fabbricazione delle biciclette disciplinando i metodi di prova da applicare sia alla bici completa sia ai singoli componenti, al fine di valutarne la resistenza e le caratteristiche.
Ecco alcuni esempi di prove e requisiti per garantire la sicurezza e le prestazioni delle biciclette "a norma": prove di fatica dei telai; requisiti speciali per i telai e le forcelle ammortizzati; prove di resistenza delle selle; stabilità dello sterzo; prove su strada; prestazioni di frenata; biciclette pieghevoli; sicurezza e resistenza degli elementi di fissaggio; bordi taglienti; istruzioni a cura del fabbricante.
Per identificare le biciclette "a norma" è sufficiente verificare che sul telaio ci sia la marcatura

Per pedalare sicuri anche in compagnia dei più piccoli (dai 9 mesi ai 5 anni) è necessario munirsi di un seggiolino sicuro, ovvero dotato dei seguenti requisiti, definiti dalla norma UNI EN 14344:

  • i seggiolini vengono classificati in base al peso del bambino e al loro posizionamento: da 9 a 22 kg è la capacità di trasporto di quelli montati dietro il ciclista, da 9 ad un massimo di 15 kg è quella per i seggiolini montati tra manubrio e sella;
  • le estremità, gli angoli, le sporgenze devono essere arrotondate, ripiegate o protette con un rivestimento in plastica o similare per evitare il rischio di ferite;
  • attenzione va anche prestata alle parti piccole componenti il sedile, che non devono essere staccate e ingerite dai più piccoli.

Per identificare il prodotto "a norma" si deve cercare la marcatura: il seggiolino deve riportare ben visibili il numero della norma EN 14344, le informazioni generali relative al peso massimo del bambino che può essere trasportato, il nome o il marchio del fabbricante, la data e il mese di fabbricazione.

Il Senato ieri ha approvato il disegno di legge sulla sicurezza stradale che introduce l'obbligo del casco per i ciclisti, limitatatmente ai ragazzi fino a 14 anni. I caschi sicuri sono quelli conformi alla norma tecnica europea UNI EN 1078.
Tali caschi hanno le seguenti caratteristiche: sono leggeri, ventilati, facili da mettere/togliere, utilizzabili con gli occhiali, rivestiti internamente con materiali non irritanti; non limitano la capacità uditiva; garantiscono che l’ampiezza del campo visivo sia almeno pari a 210° in orizzontale, 25° verso l’alto e 45° verso il basso; hanno il sottogola largo almeno 1,5 cm per evitare il rischio di taglio e di strangolamento.

Infine se si lascia la bicicletta in un luogo incustodito è importante avere un buon lucchetto: la norma UNI EN 15496 specifica i requisiti prestazionali e descrive i metodi di prova per la resistenza, la sicurezza, il funzionamento e la corrosione dei lucchetti (sia quelli classici rimovibili sia quelli montati permanentemente sulla bicicletta). Il lucchetto "a norma" deve superare prove di torsione, di durabilità, di resistenza del meccanismo di chiusura, di solidità della chiave, di resistenza alla manomissione con utensili.

Maggiori informazioni sono contenute nella guida "Hai tutte le ruote a posto? Pedalare sicuri con la bicicletta a norma", realizzata dall'UNI in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), Federazione Ciclistica Italiana e Uisp - Ciclismo Nazionale.

Ulteriori approfondimenti si trovano anche nella sezione "Consumi" di Kataweb (Le regole per pedalare sicuri con la bicicletta a norma).

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I dieci comandamenti della sicurezza in bici
(fonte: FIAB Federazione italiana Amici della Bicicletta)

1 Buona norma è considerarsi alla pari di tutti gli altri mezzi circolanti. Hai gli stessi diritti e doveri. Evita incertezze, soggezioni e senso di inferiorità: sono causa di manovre incomprensibili agli altri veicoli perciò a volte pericolose.

2 Indossa il casco quando opportuno: protegge la parte più preziosa di te stesso. È particolarmente raccomandato ai più piccoli.

3 Controlla costantemente il perfetto funzionamento dei freni, delle luci (anteriori e posteriori), dei catadiottri (posteriori e laterali su ruote e pedali), del campanello e dei pneumatici della tua bicicletta.

4 Invia segnali precisi e con buon anticipo agli altri utenti della strada: usa il braccio teso per segnalare una svolta, ma soprattutto quando ti sposti al centro della strada per superare auto parcheggiate; usa il campanello: scegline uno molto rumoroso che possa essere udibile a distanza.

5 Sii sempre vigile nel traffico:

  • cerca di prevenire le manovre degli altri veicoli stabilendo un contatto visivo con i guidatori e assicurandoti che ti abbiano visto;
  • tieni sotto controllo, con la "coda dell’occhio" o con l’udito, anche ciò che avviene alle tue spalle;
  • non distrarti con cuffie, iPod, cellulare.

6 In un incrocio semaforizzato "difficile" puoi svoltare a sinistra anche in due tempi: attraversa l’incrocio stando sulla destra, attendi il verde nell’altra direzione e prosegui. Non passare mai con il semaforo rosso.

7 Cerca di non percorrere strade dissestate o molto trafficate: preferisci se possibile un percorso più lungo ma sicuro. Ogni volta che condividi degli spazi con i pedoni non dimenticare che anche loro, proprio come te, sono utenti deboli della strada: presta loro attenzione e non spaventarli.

8 Una rotonda può essere più pericolosa di un incrocio! Quando sei in prossimità del ramo d’uscita e intendi rimanere nell’anello, devi assolutamente alzare il braccio sinistro per comunicare la tua direzione di marcia!

9 Renditi sempre ben visibile. Più sei visibile, meglio previeni gli incidenti. Di sera le luci sono obbligatorie. Se la tua bicicletta ne è sprovvista, basta agganciare dei led luminosi a batteria. Di sera indossa qualcosa di fluorescente. Tieniti a distanza dai mezzi pesanti come furgoni, autocarri, autobus: spesso non ti vedono.

10 Attenzione!

  • alle rotaie: la tua ruota può incastrarsi dentro e farti cadere. Passaci sopra di traverso, con un angolo di almeno 30°, senza frenare bruscamente quando piove;
  • ai veicoli parcheggiati con qualcuno alla guida, il quale potrebbe aprire la portiera o muoversi in quel momento;
  • agli scooter e ai motorini, che spesso superano a destra.
Giovedì, 06 Maggio 2010

motoTra gli utenti delle strade, una delle categorie più vulnerabili è quella dei motociclisti. Da una statistica elaborata da ASAPS (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale) sulla base di dati distribuiti settimanalmente dal Servizio Polizia Stradale, risulta che nel corso del 2009, si sono registrati ben 420 decessi nei soli week-end...

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Giovedì, 22 Aprile 2010

salone_risparmio_platea01In questi giorni è in corso di svolgimento a Milano il Salone della Gestione del Risparmio, il primo grande evento italiano interamente dedicato al settore del risparmio gestito.
Il tema trasversale che anima il dibattito è quello della educazione finanziaria: un argomento predominante in merito al quale l’Italia sconta un ritardo rispetto ad altri paesi.

In virtù delle importanti attività e della profonda evoluzione che si registra nell’ambito della definizione di strumenti di razionalizzazione e di regolamentazione dell’educazione finanziaria, il Salone della Gestione del Risparmio ha quindi ospitato, mercoledì 21 aprile, un seminario a cura dell’UNI proprio su questo tema: "Educazione finanziaria del cittadino - Requisiti del servizio".
L’appuntamento ha offerto una duplice opportunità: da un lato chiarire il significato e il ruolo che le norme tecniche volontarie possono svolgere nella crescita e nella maturazione del mercato, dall’altro – più nel dettaglio – illustrare gli aspetti qualificanti della norma tecnica destinata all’educazione finanziaria, e quindi studiata per un settore in cui si avverte forte l’esigenza di adeguati strumenti di razionalizzazione.

In questo contesto l’attenzione va posta anche a quelle iniziative che rispondono all’esigenza di far crescere nel Paese una generazione di risparmiatori maggiormente informati e responsabili. È il caso di "Economic@mente", un progetto di educazione finanziaria realizzato da ANASF – Associazione Nazionale Promotori Finanziari in collaborazione con la società di consulenza Progetica per gli studenti della scuola media superiore, con la finalità di formare gli investitori di domani. Come ha spiegato Maurizio Bufi, Responsabile Area Rapporti con i Risparmiatori di ANASF, "obiettivo del progetto è infatti quello di rendere gli studenti consapevoli del proprio ciclo di vita finanziaria, della corretta pianificazione per il raggiungimento dei propri obiettivi, dei prodotti disponibili sul mercato e degli operatori in grado di fornire un supporto qualificato".
"Formare gli investitori di domani è infatti un'attività fondamentale"
ha ricordato Fabio Picciolini, Segretario Nazionale di Adiconsum e relatore al seminario, il quale ha inoltre dichiarato che: "L’investitore italiano non è né abbastanza tutelato, né sufficientemente attento. Si deve perciò educare partendo dalla base, cioè i giovani, che sono i futuri investitori. L’UNI ha un ruolo importantissimo: da un parte definisce un comportamento garantito tramite regole certe, dall’altra svolge un’attività formativa ed informativa attraverso i propri operatori".
Gaetano Megale
, Relatore del progetto di norma tecnica, ha spiegato che secondo il progetto di norma UNI i contenuti dell'educazione finanziaria vertono su quelle che sono le esigenze del ciclo di vita del consumatore e non sui prodotti finanziari. In pratica gli obiettivi principali dell'educazione finanziaria "a norma" sono, per i consumatori, l'identificazione dei propri bisogni, dei propri obiettivi e del proprio progetto di vita e, per i consulenti, quello di diventare esperti degli strumenti necessari per soddisfare i bisogni e raggiungere gli obiettivi dei consumatori.

Due anni fa l’UNI ha iniziato ad occuparsi di finanza e di pianificazione finanziaria arrivando a pubblicare la norma internazionale UNI ISO 22222 che specifica la metodologia della pianificazione nonché i comportamenti etici, le competenze e l’esperienza professionale richieste agli operatori di questo delicato settore.
Nel gennaio 2010, invece, UNI ha pubblicato la specifica tecnica UNI/TS 11348 che analizza i requisiti di qualità della consulenza finanziaria, indicati nella norma UNI ISO 22222, adattandoli al contesto culturale e di mercato italiano ed alle normative vigenti quali la MiFID.
Una volta fissate le regole per la qualità della pianificazione finanziaria, l’UNI ha avvertito l’esigenza di disciplinare anche l’educazione finanziaria, per mettere nelle mani del consumatore uno strumento realmente utile ad orientarlo in un settore difficile e complesso.

È ormai in dirittura d’arrivo il progetto di norma U83000740 "Educazione finanziaria del cittadino – Requisiti del servizio" che definisce i requisiti di qualità della educazione finanziaria del cittadino: si tratta di una guida che offre un quadro di riferimento organico dell’attività di educazione finanziaria, sia per le tipologie possibili di servizio sia per i relativi requisiti di progettazione ed erogazione. Il documento dà particolare importanza ai temi della trasparenza nei rapporti tra erogatore ed utente, dell’indipendenza dell’azione di educazione finanziaria e della definizione dei ruoli e delle responsabilità dei soggetti coinvolti.
Gestire i propri risparmi e le proprie risorse economico-finanziarie richiede infatti capacità di analisi e valutazioni che necessitano della consulenza di professionisti di settore: è quindi importante - tramite l’educazione finanziaria – mettere in grado i cittadini di utilizzare competenze consulenziali professionali che possano permettere un’organizzazione efficace delle risorse, coerente con gli obiettivi personali.

A testimonianza della delicatezza del tema, la legislazione italiana ha mostrato grande interesse verso la normazione tecnica sull’educazione finanziaria. Proprio sull’argomento si è infatti svolta, alla fine del 2009, un’audizione UNI presso la 10a Commissione del Senato "Industria, Commercio, Turismo".
Il progetto di norma UNI potrebbe costituire un’utile integrazione ai lavori della Commissione, mettendo così in atto un’attività coordinata e coerente tra la definizione di una Legge in materia ed i relativi strumenti tecnici di attuazione.
L’esigenza di mettere a punto il progetto di norma UNI è stata avvertita anche per la notevole frammentazione delle iniziative di educazione finanziaria in Italia, attivate da diversi soggetti del mercato. Ciò ha innescato un dibattito circa l'indipendenza dell’educazione finanziaria e i dubbi di autoreferenzialità e di potenziale utilizzo dell’educazione finanziaria per interessi di parte.

La norma UNI per l'educazione finanziaria può così rappresentare un valido contributo tecnico per delineare un’educazione capace di ottemperare a requisiti definiti dai fruitori e da tutte le parti interessate. Obiettivo della futura norma UNI è quindi quello di orientare e guidare gli attori (pubblici e privati) che intendono realizzare programmi di educazione finanziaria al cittadino.
Al gruppo di lavoro UNI che ha elaborato il progetto di norma hanno partecipato rappresentanti delle associazioni dei consumatori, delle associazioni degli operatori (intermediari dei mercati assicurativo-previdenziale, di investimento e finanziario), delle Università, delle società di ricerca e consulenza, degli organismi di certificazione.

Il progetto di norma ha appena ultimato la fase dell'inchiesta pubblica: il documento elaborato e approvato dall'organo tecnico competente è stato infatti messo a disposizione, come da prassi, di tutti gli operatori al fine di raccogliere i commenti e ottenere il consenso più allargato possibile.

Giovedì, 15 Luglio 2010

Lo scorso gennaio la Gazzetta ufficiale europea L 8 ha pubblicato una decisione della Commissione con la quale si stabilisce che la norma EN 1273:2005 “Articoli per puericultura - Girelli - Requisiti di sicurezza e metodi di prova”, pubblicata in Italia dall’UNI soddisfa l’obbligo generale di sicurezza richiamato dalla direttiva 2001/95/CE sulla sicurezza generale dei prodotti.

Fino ad oggi i produttori europei avevano l’obbligo di immettere sul mercato prodotti sicuri ma spettava esclusivamente a loro provare che lo fossero: da oggi un girello fabbricato secondo la norma UNI EN 1273 gode di una presunzione di conformità ai requisiti di sicurezza europei.

I girelli sono dispositivi che aiutano i bambini che ancora non camminano a spostarsi in maniera autonoma. Tuttavia, i dati raccolti negli ultimi 20 anni dai servizi di pronto soccorso degli ospedali europei e statunitensi hanno dimostrato che i girelli espongono al rischio di caduta dal momento che aumentano la mobilità e la velocità dei bambini che non sono ancora in grado di stare in piedi o di camminare da soli.

Proprio perché destinati ai più piccoli è quindi necessario garantire la massima sicurezza, solidità ed affidabilità di questi prodotti. La norma UNI EN 1273:2005 va esattamente in questa direzione, specificando i metodi di prova ai quali sottoporre i girelli al fine di verificarne la stabilità (al capovolgimento e al ribaltamento) e la resistenza (che viene verificata sottoponendo il prodotto a forze statiche o a pesi che vengono fatti cadere dall’alto).

Inoltre la norma prevede:

  • che i materiali impiegati siano atossici, ignifughi e facili da pulire per mantenerne l'igiene;
  • che tutti i bordi, gli angoli o le eventuali sporgenze siano smussate, arrotondate o ripiegate per evitare i rischi di schiacciamento, taglio e ferite sia per il bambino che per l'adulto;
  • che le eventuali parti staccabili non siano troppo piccole al fine di evitare che il bambino possa soffocarsi ingoiandole;
  • che non ci siano aperture di larghezza compresa tra i 5 e i 12 mm per evitare l’intrappolamento accidentale delle dita delle mani o dei piedi.

Il girello può essere provvisto di un sedile rimovibile non staccabile involontariamente: l'altezza di tale sedile nella posizione più bassa deve essere ad almeno 18 cm da terra. Il girello deve essere dotato di una cinghia inguinale (necessaria per fissare il bambino al sedile) larga dai 2 ai 5 cm, secondo il tipo di materiale (rigido o flessibile).

Come ogni prodotto "sicuro" anche i girelli devono essere marcati in modo chiaro ed indelebile con il nome ed il marchio del fabbricante, il numero e la data di pubblicazione della norma applicata, il numero di serie del prodotto e l'avvertenza "Non lasciare il bambino incustodito" (questa avvertenza deve essere visibile nella normale posizione del girello e può essere usata in associazione al pittogramma qui riportato).
Inoltre, il girello "a norma" dovrà sempre essere provvisto delle informazioni per l'acquisto (l'informazione che il prodotto non è adatto a bambini già in grado di camminare e a bambini di peso maggiore di 12 kg) e delle istruzioni per l'uso, contenenti le indicazioni per il montaggio e l'uso corretto -e sicuro- del girello, per la cura, la manutenzione ed il lavaggio del prodotto.
Questa norma fornisce a tutti gli operatori economici e alle autorità preposte alla sorveglianza sul mercato un riferimento unico, chiaro e di facile applicazione per la produzione, l’importazione e il controllo dei girelli nell’ottica della sicurezza.

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Martedì, 20 Aprile 2010

altalenaLe belle giornate primaverili spingono genitori, nonni e babysitter ad accompagnare i più piccini al parco giochi che - soprattutto nelle grandi città - è ormai l’unico luogo dove i bambini possono trascorre ore serene all’aria aperta. Purtroppo però anche in queste aree verdi si possono talvolta verificare incidenti dovuti ad attrezzature non correttamente installate o - più frequentemente - non sottoposte ad una adeguata manutenzione.
Per fornire regole comuni e innalzare il livello di protezione dei più piccoli contro i rischi di infortunio durante il gioco, UNI ha messo a disposizione la serie di norme UNI EN 1176 dedicate proprio a tutte le attrezzature installate nelle aree da gioco a uso individuale e collettivo come altalene, scivoli, giostre, attrezzature oscillanti.
In particolare la UNI EN 1176-7 fornisce una guida per l'ispezione e la manutenzione sia delle attrezzature da gioco sia delle superfici.

Manutenzione
In tema di manutenzione la norma UNI EN 1176-7 fa una distinzione tra manutenzione ordinaria e manutenzione correttiva.
La prima dovrebbe tenere conto delle condizioni locali e delle istruzioni del fabbricante che possono influire sulla frequenza di ispezione necessaria. Tra le misure preventive che la norma suggerisce di adottare sono importanti in particolare: il serraggio degli elementi di fissaggio; la riverniciatura e il ritrattamento delle superfici; la manutenzione di eventuali pavimentazioni ad assorbimento di impatto; la lubrificazione dei giunti; la pulizia; la rimozione di vetri rotti e altri detriti o contaminanti; l’aggiunta di materiali di riporto sfusi sino al livello corretto; la manutenzione delle aree libere.
La manutenzione correttiva dovrebbe invece comprendere misure per correggere i difetti o per ristabilire i necessari livelli di sicurezza delle attrezzature e delle pavimentazioni. Tali misure dovrebbero includere la sostituzione degli elementi di fissaggio, la saldatura o la risaldatura, la sostituzione delle parti usurate o difettose e la sostituzione dei componenti strutturali difettosi.

Le attrezzature: requisiti di sicurezza
Per quanto riguarda le attrezzature vere e proprie presenti nelle aree da gioco (scivoli, altalene, attrezzature oscillanti, giostre...), a definire i requisiti di sicurezza è invece la prima parte della stessa norma. La UNI EN 1176-1 "Attrezzature e superfici per aree da gioco - Parte 1: Requisiti generali di sicurezza e metodi di prova" si applica a tutte le attrezzature destinate alle aree da gioco a uso individuale e collettivo. Nella norma vengono considerate le protezioni contro le cadute (l'altezza dei corrimano deve essere fissata tra 60 e 85 cm; i corrimano, i parapetti e le balaustre devono sempre iniziare dal punto più basso delle rampe), le finiture delle attrezzature (non vi devono essere componenti sporgenti appuntiti o taglienti, le saldature devono essere levigate, i bulloni all’interno di qualsiasi parte accessibile devono sempre essere coperti), le protezioni contro l'intrappolamento di parti o di tutto il corpo o degli abiti. Le attrezzature da gioco, infine, devono essere progettate in modo da consentire agli adulti di assistere e di intervenire nel momento in cui i bambini si dovessero trovare in difficoltà.

La norma UNI EN 1176 - messa a punto dai fabbricanti di attrezzature, progettisti di parchi gioco, grandi acquirenti, gestori di spazi pubblici/privati e rappresentanti dei consumatori - in caso di contestazioni o incidenti può costituire un valido riferimento per verificare la conformità delle attrezzature e quindi le responsabilità.

Attrezzature da inflatable1gioco gonfiabili
Tra le attrezzature che fanno la gioia dei bambini bisogna ricordare che esistono anche le attrezzature da gioco gonfiabili: si tratta di quelle grosse strutture (ad esempio castelli, grossi scivoli e montagne gonfiabili) che generalmente si trovano nei parchi gioco itineranti, ma possono essere presenti anche al coperto, ad esempio nelle ludoteche Su questo argomento UNI ha pubblicato la norma UNI EN 14960 “Attrezzature da gioco gonfiabili - Requisiti di sicurezza e metodi di prova”.
La norma stabilisce le caratteristiche dei tessuti/materiali con i quali vengono fabbricate queste strutture. Innanzitutto tali materiali non devono essere infiammabili, devono avere un'adeguata robustezza e resistenza agli strappi e alle lacerazioni in funzione dei carichi ai quali vengono sottoposti, devono avere sufficiente capacità di ritenere l'aria per permettere il loro gonfiamento quando vengono pressurizzate e, infine, devono essere in grado di riprendere la loro forma (sagoma) originaria dopo una deformazione sotto carico.
Per quanto riguarda la manutenzione di questo tipo di attrezzature, la norma stabilisce che queste devono essere ispezionate a intervalli adeguati che assicurino di poter rilevare e ovviare a tempo debito al loro deterioramento. Anche in questo caso la manutenzione può essere preventiva ("di routine"), volta a mantenere i livelli di sicurezza e le prestazioni, oppure correttiva, con una serie di misure volte a correggerne i difetti o ristabilire i livelli necessari di sicurezza.

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Venerdì, 16 Aprile 2010

bambiniSecondo un rapporto appena pubblicato dalla Commissione Europea, i vestiti per i bimbi sono quelli meno in regola. Sotto accusa la pericolosità dei cordoncini e dei lacci passanti. Evitare incidenti è possibile osservando gli standard di sicurezza europei recepiti in Italia dall’UNI: ecco le regole da seguire per vestire i piccoli in tutta sicurezza

Un capo d'abbigliamento su 10 non rispetta i requisiti europei di sicurezza. A lanciare l'allarme è la Commissione Ue che ha pubblicato i risultati dei controlli fatti dalle autorità di vigilanza di 11 Stati membri dell'Unione europea su 16.000 capi d'abbigliamento tra l'agosto del 2008 e il febbraio del 2010. Secondo il rapporto i meno sicuri risultano essere i vestiti per i bimbi: corde e lacci, soprattutto quelli presenti nella zona del collo, possono rimanere impigliati nelle biciclette o nelle porte e possono addirittura strangolare i bambini più piccoli.

Proprio per evitare che si possano verificare simili situazioni, per quanto riguarda l'abbigliamento dei bambini l'UNI ha recentemente pubblicato una norma - la UNI EN 14682 - che si occupa proprio di questo particolare aspetto di sicurezza dei capi di vestiario. La norma fissa infatti i requisiti riguardanti i cordoncini e i lacci passanti che si trovano su questi prodotti ai quali vengono imputati numerosi incidenti (a volte fatali) dovuti al possibile rischio di strangolamento o di intrappolamento.
La norma prevede requisiti diversi per le seguenti due fasce di età: bambini piccoli (dalla nascita fino ai 7 anni), bambini e giovani (dai 7 ai 14 anni), ed in ogni caso si applica a tutti i capi di abbigliamento che possono essere indossati da ragazzi fino all'altezza di 182 cm e da ragazze fino all'altezza di 176 cm.

Per quanto riguarda i laccetti che vengono utilizzati per stringere un capo o chiuderlo, questi devono essere fissati al capo in almeno un punto equidistante dalla fine del laccetto, evitando in questo modo che il laccetto si possa sfilare completamente dal capo stesso.
Corde chiuse ad anello, che abbiano la funzione di chiudere il capo o che abbiano entrambe le estremità attaccate al capo, devono avere una circonferenza non superiore a 7,5 cm di lunghezza.
Per i bambini da 0 a 7 anni (fino a 134 cm di altezza) non si possono utilizzare laccetti, corde funzionali o corde decorative nei cappucci e nella zona del collo mentre per i bambini da 7 a 14 anni sono ammessi solo laccetti di forma circolare (ad anello, senza estremità libere) con le seguenti caratteristiche:

  • quando il capo è aperto (in posizione rilassata) il laccetto circolare non deve sporgere dal capo,
  • quando il capo è chiuso (in posizione “tirata”) la lunghezza della circonferenza sporgente non deve essere superiore a 15 cm.

I laccetti al giro vita devono sporgere massimo 14 cm dal capo aperto-rilassato e massimo 28 cm quando il capo è chiuso-tirato per la taglia stabilita dall’etichetta. Corde funzionali e decorative non devono superare 14 cm di lunghezza. Non ci devono essere laccetti e corde funzionali o decorative che sporgano dall'orlo inferiore dei capi di abbigliamento.
Per tutti gli indumenti da 0 a 14 anni, in tutte le aree non citate precedentemente, i laccetti, le corde funzionali e decorative non devono comunque sporgere più di 14 cm quando il capo di abbigliamento è regolato alla massima apertura (a capo rilassato).

La norma EN 14682 è stata citata nella Gazzetta ufficiale europea ai sensi della direttiva sulla Sicurezza Generale dei Prodotti (2001/95/EC) recepita in Italia dal Codice del Consumo D.L. 6 settembre 2005, n. 206: ciò significa che è ritenuta la soluzione ottimale per garantire la sicurezza di questi prodotti.

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