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Martedì, 29 Giugno 2010

noise_unitr11347La legislazione italiana in materia di prevenzione e protezione dai rischi da rumore si basa ormai da alcuni anni sul recepimento della direttiva 2003/10/CE.
Tra gli adempimenti più significativi presenti nel decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81 "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro", integrato e modificato dal decreto legislativo 3 agosto 2009 n. 106 vi è indubbiamente quello di aver previsto l'obbligo per le aziende con livelli di esposizione al rumore elevati (LEX maggiori di 85 dB(A) oppure Lpicco, C maggiori di 137 dB(C)) di elaborare ed applicare un "programma di misure tecniche e organizzative" volte a ridurre l'esposizione al rumore dei lavoratori.

La valutazione del rischio rumore negli ambienti di lavoro è una attività che prevede misurazioni con le seguenti finalità:

  • calcolare il valore di esposizione personale al rumore da cui far discendere le misure di prevenzione per la salute degli esposti, nonché stabilire se i dispositivi di protezione auricolare in uso danno luogo ad una attenuazione corretta;
  • indicare gli interventi tecnici e organizzativi che possono essere adottati dall'azienda per ridurre l'esposizione al rischio nelle aziende con rumorosità superiore ai valori previsti dalla legislazione vigente nonché identificare le aree di lavoro a maggior rumorosità al fine della loro delimitazione, segnalazione e restrizione all'accesso.

Mentre la UNI 9432:2008 affronta quanto indicato nel primo punto, il rapporto tecnico UNI/TR 11347, pubblicato in gennaio 2010, definisce un modello di programma aziendale di riduzione dell'esposizione (sintetizzato nell'acronimo "PARE") al rumore nei luoghi di lavoro evidenziandone contestualmente il livello di dettaglio, allo scopo di fornire uno strumento di orientamento in una realtà che al momento propone le soluzioni più differenziate.

Per ciascuna situazione con livelli di esposizione elevati il datore di lavoro deve indicare nel PARE gli interventi tecnici e organizzativi che, tra quelli concretamente attuabili, intende effettivamente realizzare fissando l'obiettivo acustico, dove tecnicamente possibile, in accordo con le indicazioni tecniche contenute nelle norme della serie UNI EN ISO 11690. Tali norme che riportano raccomandazioni pratiche per la progettazione di ambienti di lavoro produttivi a basso livello di rumore consigliano i seguenti valori di LAeq:

  • per gli ambienti industriali, da 75 dB(A) a 80 dB(A);
  • per gli uffici, da 45 dB(A) a 55 dB(A).

Le modalità di riduzione dell'esposizione sono suddivise in due categorie: interventi tecnici ed interventi organizzativi.
Nell'identificazione delle modalità di riduzione del rischio devono essere considerati innanzitutto gli interventi che riducono il rumore alla sorgente, quindi quelli che lo riducono lungo il percorso di propagazione, infine quelli che agiscono direttamente sul posto di lavoro.
Il PARE deve considerare le azioni per la riduzione dell'esposizione al rumore per tutte quelle situazioni che superano i valori previsti dalla legislazione vigente. Andranno quindi esaminate le sorgenti, le attività e i luoghi di lavoro con LAeq maggiore di 85 dB(A) e con Lpicco,C maggiore di 137 dB(C).

Nel documento si riporta un aiuto per una attenta valutazione dei molteplici fattori che intervengono nella scelta di un intervento di insonorizzazione. Ogni situazione reale necessita, infatti, di una analisi specifica e per questo sono previsti specifici allegati che considerano:

  • le linee di indirizzo generale per ogni possibile tipologia di intervento presentando elementi favorevoli e sfavorevoli con delle note di confronto;
  • gli orientamento sulla scelta degli interventi tecnici in alcune situazioni-tipo;
  • l'efficacia ottenibile dalle diverse tipologie di intervento;
  • un indice di costo comparativo.

Il rapporto tecnico UNI/TR 11347 ricorda che la progettazione dell'intervento deve essere tale da evitare ulteriori rischi come quelli per la sicurezza (per esempio rischio incendio) e per la salute (per esempio minor ricambio d'aria) verso i lavoratori o problemi igienico-sanitari verso il prodotto (per esempio nel settore alimentare o farmaceutico) ovvero maggiori rischi verso i recettori esterni; da ultimo fornisce indicazioni sulle caratteristiche professionali e formative nonché delle disponibilità strumentali del "personale qualificato" chiamato a progettare gli interventi riportati nel PARE.
Vista la già importante presenza di norme con specifico contenuto tecnico riguardanti gli interventi di bonifica del rumore e l'ampia variabilità delle problematiche presenti negli ambienti di lavoro e delle soluzioni possibili, la UNI/TR 11347 si è quindi proposta di armonizzare le normative esistenti con un carattere prettamente gestionale.
Essa dovrebbe pertanto rivelarsi di grande utilità particolarmente per:

  • i responsabili dei servizi di prevenzione e protezione, principali riferimenti aziendali del processo di valutazione dei rischi e soggetti promotori delle decisioni aziendali in tema di prevenzione e protezione dal rumore;
  • i tecnici di acustica, in qualità di estensori delle proposte di intervento per fornire loro uno strumento di orientamento in un mercato che propone le soluzioni più differenziate;
  • gli operatori degli organi di vigilanza, principalmente i tecnici delle ASL, in qualità di verificatori dell'applicazione dell'obbligo legislativo;
  • i datori di lavoro, in quanto titolari ultimi della responsabilità di redazione ed applicazione del PARE.

In definitiva il documento intende quindi aiutare le aziende e i loro consulenti a focalizzare gli interventi di bonifica acustica necessari, ad affrontarli con le necessarie attenzioni tecniche per un efficace investimento economico e a documentarli per un corretto rapporto informativo tanto verso l'interno quanto verso l'esterno dell'azienda.

UNI, Roberto Bottio
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Venerdì, 25 Giugno 2010

roadaccidentQuando si verifica un incidente stradale, la rapidità di intervento dei soccorsi può fare la differenza. Per aiutare i centri di emergenza a inviare più rapidamente le squadre e i materiali di soccorso sul luogo dell'incidente, una nuova norma internazionale (ISO) contribuirà a garantire che i messaggi automatici di sicurezza provenienti dal veicolo vengano immediatamente compresi dai servizi di emergenza.

Dopo un incidente stradale che lascia il guidatore e i passeggeri del veicolo in stato di shock, feriti o incoscienti, un veicolo equipaggiato con un sensore di collisione trasmette ai servizi di emergenza un messaggio automatico -comprensibile e non equivocabile- che indica il luogo, l'ora e la direzione del veicolo coinvolto. Tali informazioni permettono alle squadre di soccorso di raggiungere il più rapidamente possibile il luogo dell'incidente, portando materiale adeguato e assistenza medica. Messaggi automatici di questo tipo sono decisivi se il luogo dell'incidente si trova su una strada poco frequentata dove potrebbe rimanere non rilevato per ore.

La norma ISO 24978:2009 "Intelligent transport systems - ITS Safety and emergency messages using any available wireless media - Data registry procedures" permette ai servizi di emergenza di comprendere in modo chiaro e preciso il significato del messaggio di soccorso di emergenza.

Secondo Bob Williams, responsabile del gruppo di lavoro che ha elaborato la norma "la ISO 24978 aiuterà a rendere comprensibili al punto di ricezione dei servizi di soccorso le informazioni derivanti dal veicolo. I vantaggi sono chiari e significativi, soprattutto per gli incidenti che si verificano in aree remote o lontano dai centri città. Le statistiche dimostrano che l'esatta localizzazione riduce i tempi di risposta dei soccorsi del 40% in aree urbane e del 50% in ambienti rurali".

L'utilità di un registro di dati relativo a messaggi di sicurezza e di urgenza non si limita alle situazioni di incidente. Se il veicolo incontra un tratto ghiacciato o nebbia, può trasmettere il messaggio agli altri veicoli nelle vicinanze o al centro locale di informazione stradale, avvisandoli del pericolo. Al contrario, un centro locale di gestione della rete stradale può disporre di informazioni relative a ghiaccio, vento o nebbia: in questo caso è il centro stesso che può inviare il messaggio ai veicoli in transito nella zona ritenuta pericolosa. I metadati per tali messaggi sono memorizzati nel registro dei dati di sicurezza e di urgenza, in modo da poter essere compresi al momento del ricevimento.

La ISO 24978 fornisce il quadro in cui gestire un registro comune dei dati, un deposito di messaggi di sicurezza e di informazioni. Essa specifica un insieme normalizzato di protocolli, di parametri e un metodo di gestione di un registro di dati soggetto ad aggiornamento. La norma si applica a tutti i mezzi di trasmissione wireless (senza fili) al fine di migliorare l'accuratezza di ricezione delle informazioni relative agli incidenti.

Secondo il Global Status Report on Road Safety pubblicato dall'Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS), ogni anno gli incidenti stradali provocano più di 1,3 milioni di morti e tra 20 e 50 milioni di feriti nel mondo. A livello globale, il bilancio delle perdite dovute a incidenti stradali è stimata sui 518 miliardi di USD, dall'1 al 3% circa del prodotto nazionale lordo.

Per dimezzare queste cifre nell'arco di un decennio, sono stati sviluppati sistemi intelligenti per il trasporto e iniziative di sicurezza elettronica (eSafety) come per esempio "eCall" e "Automatically Crash Notification". Il progetto europeo "eCall" si è fissato l'ambizioso obiettivo di fornire automaticamente ai centri di soccorso in tutta Europa un "insieme minimo di dati" comuni; la norma ISO 24978 è chiamata a giocare un ruolo importante in seno a questo progetto.
La norma sarà d'aiuto anche ai fabbricanti di automobili, per identificare rapidamente e correggere difetti di progettazione e di software e ridurre così il rischio di responsabilità.

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Venerdì, 25 Giugno 2010

finance1Prosegue a ritmo serrato l’attività normativa di UNI sulla pianificazione finanziaria personale. Dopo la pubblicazione – avvenuta nel 2008 – della norma UNI ISO 22222 che specifica la metodologia della pianificazione nonché i comportamenti etici, le competenze e l’esperienza professionale richieste agli operatori di questo delicato settore, nel gennaio 2010 è stata pubblicata la specifica tecnica UNI/TS 11348 che analizza i requisiti di qualità della consulenza finanziaria, indicati nella norma internazionale UNI ISO 22222, adattandoli al contesto culturale e di mercato italiano ed alle normative vigenti quali la MiFID.

Ma l’attività normativa in materia è tutt’altro che conclusa. Come necessario e coerente completamento di tali norme, UNI ha infatti sottoposto nei giorni scorsi all'inchiesta pubblica - ossia al giudizio degli operatori del settore – il nuovo progetto di norma U83000740 "Educazione finanziaria del cittadino – Requisiti del servizio" che definisce i requisiti di qualità della educazione finanziaria del cittadino: si tratta di una guida che offre un quadro di riferimento organico dell’attività di educazione finanziaria, sia per le tipologie possibili di servizio sia per i relativi requisiti di progettazione ed erogazione. Il documento da particolare importanza ai temi di trasparenza nei rapporti tra erogatore ed utente, di indipendenza dell’azione di educazione finanziaria e di definizione dei ruoli e delle responsabilità dei soggetti coinvolti.

Gestire i propri risparmi e le proprie risorse economico-finanziarie richiede infatti capacità di analisi e valutazioni che necessitano della consulenza di professionisti di settore: è quindi importante - tramite l’educazione finanziaria – mettere in grado i cittadini di utilizzare competenze consulenziali professionali che possano permettere un’organizzazione efficace delle risorse, coerente con gli obiettivi personali.
A testimonianza della delicatezza del tema, la legislazione italiana ha mostrato grande interesse verso la normazione: proprio sull’educazione finanziaria si è infatti svolta, lo scorso dicembre, l’audizione UNI presso la 10ma Commissione del Senato "Industria, Commercio, Turismo" relativamente all’esame dei 5 disegni di legge in materia di educazione finanziaria.
Il progetto di norma UNI potrebbe costituire un’utile integrazione ai lavori della Commissione, mettendo così in atto un’attività coordinata e coerente tra la definizione di una Legge in materia ed i relativi strumenti tecnici di attuazione.

L’esigenza di mettere a punto il progetto di norma UNI è stata avvertita anche per la notevole frammentazione delle iniziative di educazione finanziaria in Italia, attivate da diversi soggetti del mercato, nonché per la necessità di indipendenza dell’educazione finanziaria.

La norma UNI per l'educazione finanziaria può così rappresentare un valido contributo tecnico per delineare un’educazione capace di ottemperare a requisiti definiti dai fruitori e da tutte le parti interessate.
Obiettivo della futura norma UNI è quindi quello di orientare e guidare gli attori (pubblici e privati) che intendono realizzare programmi di educazione finanziaria al cittadino.

Al gruppo di lavoro UNI che ha elaborato il progetto di norma hanno partecipato rappresentanti delle associazioni dei consumatori, delle associazioni degli operatori (intermediari dei mercati assicurativo-previdenziale, di investimento e finanziario), delle Università, delle società di ricerca e consulenza, degli organismi di certificazione.

La fase di inchiesta pubblica sul progetto di norma UNI terminerà il giorno 15 marzo 2010.
Sino a tale data il progetto può essere liberamente scaricato dal sito dell’UNI, tramite il servizio ProgettON-LINE, nella parte relativa ai progetti di norma nazionali in inchiesta pubblica (clicca qui). L'inchiesta pubblica è una fase fondamentale del processo di elaborazione delle norme: il progetto elaborato e approvato dall'organo tecnico competente viene infatti messo a disposizione di tutti gli operatori (mediante comunicazione sui canali d'informazione degli organismi di normazione) al fine di raccogliere i commenti e ottenere il consenso più allargato possibile.
L'inchiesta pubblica garantisce la democraticità dell'intero processo normativo, dal momento che viene offerta a tutti i potenziali interessati la possibilità di esprimere i propri commenti sui contenuti del progetto, prima che questo diventi una norma.

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Martedì, 29 Giugno 2010

A gennaio 2010 è stata stampata la versione bilingue, inglese-italiano, della UNI EN ISO 1461:2009 "Rivestimenti di zincatura per immersione a caldo su prodotti finiti ferrosi e articoli di acciaio - Specificazioni e metodi di prova", che aiuterà gli zincatori a realizzare un'applicazione puntuale e a risolvere eventuali dubbi dei clienti.
La UNI EN ISO 1461 specifica le proprietà generali dei rivestimenti e dei metodi di prova per i rivestimenti applicati per immersione a caldo su prodotti finiti ferrosi (incluse certe ghise e fusioni) e articoli di acciaio in una fusione di zinco. In particolare essa definisce i requisiti del contenuto della fusione di zinco utilizzata per applicare un rivestimento zincato sugli articoli.

La composizione chimica e la condizione superficiale (finitura e rugosità) del metallo base, la massa delle parti e le condizioni di zincatura possono influenzare l'aspetto, lo spessore, la finitura superficiale e le proprietà fisico/meccaniche del rivestimento; per questo sono state elaborate delle linee guida rappresentate dalla UNI EN ISO 14713.

La UNI EN ISO 1461 non si applica:

  • ai prodotti in lamiera, filo e rete intrecciata o saldata zincati in continuo per immersione a caldo
  • ai tubi e condutture zincati per immersione a caldo in impianti automatici
  • ai prodotti zincati per immersione a caldo (per esempio dispositivi di fissaggio)

per i quali esistono norme specifiche che possono includere requisiti supplementari o requisiti diversi da quelli della norma internazionale in oggetto. Inoltre la norma non tratta il trattamento successivo sovra-rivestimento di articoli zincati per immersione a caldo.

Tornando alla UNI EN ISO 14713, essa, oltre a fornire delle linee guida, specifica anche raccomandazioni per la protezione contro la corrosione di strutture di acciaio e di materiali ferrosi ottenute mediante rivestimenti di zinco. È divisa in 3 parti che riguardano i principi generali di progettazione e di resistenza alla corrosione in generale e quelli specifici per i rivestimenti di zincatura per immersione a caldo e quelli per sherardizzazione.
In particolare, le prime 2 parti costituiscono una linea guida per assicurare le prestazioni anticorrosive della zincatura a caldo nei diversi ambienti, sulla necessaria predisposizione dei pezzi alla zincatura e sul comportamento e la reattività dei diversi tipi di acciaio.

Al momento disponibili in lingua inglese, le tre parti della UNI EN ISO 14713 del gennaio 2010 verranno al più presto tradotte in italiano e saranno quindi disponili nella versione bilingue. Le parti 1 e 2 sostituiscono le precedenti versioni del 2001, rispetto alle quali è stata data un’impostazione del tutto diversa.

UNI, Roberto Bottio
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Venerdì, 25 Giugno 2010

carnavigationsystemCon il boom dell'industria dei navigatori per auto, sono cresciute le incompatibilità tra i sistemi di navigazione e le banche dati che memorizzano importanti informazioni relative alla localizzazione; a ciò va aggiunta la sentita necessità di sviluppare più facilmente delle applicazioni per i sistemi di navigazione. L'International Organization for Standardization (ISO) sta contribuendo alla soluzione di questi problemi con una norma internazionale che propone una interfaccia di programmazione per l'applicazione dei sistemi di navigazione (API-Application Programming Interface).

I sistemi di navigazione utilizzano database cartografici per indicare precise direzioni stradali o per fornire informazioni sulla localizzazione del veicolo, al fine di fornire al conducente informazioni sui vicini punti di interesse. Sistemi più recenti possono anche ricevere e visualizzare le informazioni sulla congestione del traffico e suggerire percorsi alternativi.

La norma ISO 17267:2009 "Intelligent transport systems - Navigation systems - Application programming interface (API)" permetterà di facilitare l'interoperabilità tra i sistemi di navigazione e le banche dati di informazioni cartografiche grazie a una interfaccia che renderà accessibili e consultabili le informazioni, e aiuterà nello sviluppo dei sistemi di navigazione.

La nuova norma descrive quali dati possono essere reperiti da un database, definisce l'interfaccia di accesso e specifica un insieme di chiamate di funzione relative alla navigazione. Descrive inoltre la progettazione dell'API e fornisce esempi sul suo utilizzo. Non ultima, specifica i criteri che permettono di determinare se una libreria di funzioni di accesso ai dati è conforme alla norma.

Secondo Carl Stephen Smyth, capoprogetto del gruppo ISO che opera in seno al comitato tecnico ISO/TC 204 "Intelligent transport systems" e che ha partecipato all'elaborazione della norma "fornire una API che definisce i metodi che gli sviluppatori dei sistemi di navigazione possono utilizzare per selezionare una destinazione, richiedere un itinerario, visualizzare il percorso suggerito e orientare il viaggiatore, migliorerà l'efficacia della messa a punto dei sistemi di navigazione".

Principalmente destinata ai sistemi autonomi di navigazione a bordo dei veicoli, la norma ISO 17267:2009 potrà essere anche utilizzata da altre applicazioni che usano dati cartografici. Essa potrà, per esempio, essere utilizzata in un ambiente client/server e/o da sistemi di navigazione distribuiti e altri servizi basati sulla localizzazione.

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Lunedì, 28 Giugno 2010

protezionesolareÈ ormai risaputo che un'esposizione prolungata della pelle ai raggi solari richiede grande prudenza perché può provocare effetti dannosi sia nel breve sia nel lungo termine. I danni causati vengono però significativamente ridotti con l'utilizzo di adeguati prodotti cosmetici per la protezione solare.

Il recentissimo UNI CEN ISO/TR 26369:2010 "Cosmetici - Metodi di prova per la protezione solare - Riesame e valutazione dei metodi per la determinazione della fotoprotezione dei prodotti per la protezione solare", versione ufficiale in lingua inglese del rapporto tecnico europeo CEN ISO/TR 26369, esamina i metodi più comunemente utilizzati per valutare il fattore di fotoprotezione dei prodotti per la protezione solare applicati sul corpo umano. Il livello di protezione viene calcolato attraverso parametri ed elementi essenziali riportati sotto forma di tabelle: in particolare il fattore di protezione (SPF-Sun Protection Factor) di un filtro solare e la protezione contro i raggi ultravioletti (UVA). Sono inclusi entrambi i metodi in vivo e in vitro.

"La valutazione dell'efficacia dei prodotti di protezione solare è riconosciuta come un importante problema di sanità pubblica" afferma Philippe Masson, che ha partecipato ai lavori ISO di elaborazione del rapporto tecnico. "In ragione della pletora di metodi impiegati fino ad ora per determinare il livello di protezione dei prodotti di protezione solare, il confronto è stato difficile e lungo da realizzare. Grazie al rapporto tecnico UNI CEN ISO/TR 26369 è ora possibile confrontare le metodologie impiegate consultando un unico documento".

L'UNI CEN ISO/TR 26369:2010 servirà da quadro tecnico e scientifico che permetterà di aiutare a indentificare i metodi più appropriati. Il rapporto tecnico - utile per autorità pubbliche, industria e associazioni dei consumatori - sarà parte di una serie di norme che riguarderanno i metodi di prova per i prodotti solari.

La norma UNI EN ISO 21148:2009 "Cosmetici - Microbiologia - Istruzioni generali per l'analisi microbiologica" fornisce invece le istruzioni generali per l'esecuzione delle analisi microbiologiche dei prodotti cosmetici, allo scopo di garantire la loro qualità e sicurezza, in conformità a un'adeguata analisi del rischio (per esempio bassa attività idrica, valori estremi di pH, prodotti idroalcolici).

UNI, Gian Luca Salerio
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Venerdì, 25 Giugno 2010

bioenergieAttraverso il nuovo Project Committee ISO/PC 248 "Sustainability criteria for bioenergy" l'International Organization for Standardization (ISO) intende elaborare una norma internazionale (ISO 13065) sugli aspetti di sostenibilità legati alle bioenergie. L'ISO/PC 248 riunisce esperti a livello internazionale per discutere gli aspetti sociali, economici, ambientali della produzione, della catena di approvvigionamento e dell'utilizzo delle bioenergie e per stabilire criteri di sostenibilità in grado di prevenire le connesse eventuali conseguenze negative a livello sociale o ambientale.

La decisione di elaborare tale norma risponde al crescente interesse a livello mondiale verso la produzione di bioenergia e all'attuale assenza di criteri armonizzati di sostenibilità. I Paesi già coinvolti in qualità di partecipanti o osservatori sono 29, compresi i grandi mercati come la Cina e gli Stati Uniti; nel quadro di un accordo di gemellaggio, l'ABNT (membro ISO per il Brasile) e il DIN (membro ISO per la Germania) assumeranno la segreteria e la presidenza del nuovo comitato.

La futura norma dovrà costituire uno strumento chiave per aiutare i governi a rispettare gli obiettivi fissati in materia di carburanti alternativi. Diverse iniziative internazionali richiedono ai loro firmatari di trovare delle soluzioni per sostituire i combustibili fossili e le bioenergie sono state identificate come una valida alternativa. Anche il cancelliere tedesco Angela Merkel ha recentemente evidenziato la necessità di impiegare la biomassa come fonte di energia rinnovabile: "Non possiamo fare a meno del contributo alla protezione del clima fornito dalla biomassa prodotta in modo sostenibile, ma dobbiamo essere certi che non vi siano conflitti tra gli obiettivi".

La futura norma dovrà fornire un importante contributo a questo obiettivo globale, contribuendo ad evitare la creazione di ostacoli tecnici al commercio delle bioenergie. La norma favorirà la diffusione del know-how tecnico e stimolerà il miglioramento della qualità incentivando la ricerca e portando allo sviluppo di nuove tecnologie di produzione della biomassa e di nuovi processi di trasformazione. La ISO 13065 renderà le bioenergie più competitive, a vantaggio dei mercati nazionali ed internazionali, e sarà particolarmente utile per aiutare i produttori dei paesi in via di sviluppo nella competizione mondiale.
A livello ambientale verrà garantita la protezione, il recupero e la conservazione della biodiversità e dei diversi ecosistemi tipici delle zone di produzione della materia prima. A livello sociale verrà evitato il ricorso al lavoro minorile e alla schiavitù.

La prima riunione dell'ISO/PC 248 si terrà alla fine del mese di aprile 2010.
I lavori dell'ISO/PC 248 "Criteri di sostenibilità per la bioenergia" sono seguiti a livello nazionale dal gruppo di lavoro GL 908 "Criteri di sostenibilità della biomassa" (gruppo misto CTI-CUNA), che segue anche i lavori del CEN/TC 383 "Sustainably produced biomass for energy applications", comitato europeo del CEN (European Committee for Standardization) che affronta sostanzialmente le stesse problematiche e che costituirà una formale liaison con l'ISO/PC 248.

In particolare il CEN/TC 383 è stato creato due anni fa con lo scopo di elaborare standard di sostenibilità della biomassa per applicazioni energetiche e di fornire strumenti a supporto delle nuove direttive europee sulla promozione dell'energia prodotta da fonti rinnovabili (2009/28/CE - Renewable Energy Directive - RED) e sulla qualità dei carburanti (2009/30/CE- Fuel Quality Directive).
Altro scopo originale del TC 383 era la produzione di documenti come Specifiche e Rapporti tecnici riguardanti possibili problematiche (sociali, ambientali ed economiche) addizionali ai temi di sostenibilità definiti dalla RED, ma fino a questo momento il lavoro si è concentrato sulle attività a supporto della direttiva.
Dalla sua costituzione il TC 383, con segreteria e presidenza olandese (NEN), ha svolto cinque riunioni plenarie alle quali hanno partecipato gli enti di normazione degli Stati membri e diverse organizzazioni e negli ultimi mesi sono state prodotte le prime bozze di norma. La prossima riunione è prevista nei giorni 19-20 aprile 2010.

Antonio Panvini - Daniele Duca
Comitato Termotecnico Italiano
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www.cti2000.it

Venerdì, 25 Giugno 2010

london2012Conferenze, concerti, competizioni sportive e festival sono eventi unici con riconosciuti benefici sociali, economici e ambientali. Allo stesso tempo, l'organizzazione di questi eventi può però generare quantità considerevoli di rifiuti ed avere altri impatti negativi. Al fine di armonizzare gli sforzi messi in opera dal settore per affrontare questa sfida, l'ISO (International Organization for Standardization) intende elaborare una norma internazionale per promuovere lo sviluppo e la gestione sostenibile degli eventi.

La futura norma verrà messa a punto dal nuovo project committee ISO/PC 250 "Sustainability in event management", dove sono già coinvolti circa 30 Paesi in qualità di membri partecipanti o membri osservatori. La proposta per l'elaborazione della norma è stata presentata congiuntamente dai membri ISO ABNT (Brasile) e BSI (Regno Unito).

Secondo Fiona Pelham -presidente dell'ISO/PC 250- "la futura norma fornirà un quadro che gli organizzatori di eventi, i gestori dei siti di accoglienza e gli altri anelli della catena logistica potranno utilizzare per attuare, mantenere e migliorare la sostenibilità nel loro lavoro. Costituirà una importante innovazione e soprattutto un cambiamento di mentalità, che porterà ad affrontare -in maniera sistematica- i potenziali impatti negativi sul piano sociale, economico e ambientale".
La norma (ISO 20121) adotterà un approccio per sistemi di gestione, che comporta l'identificazione degli elementi chiave dello sviluppo sostenibile, come la scelta del luogo, le procedure operative, la gestione della catena logistica, l'approvvigionamento, le comunicazioni, i trasporti e numerosi altri aspetti.

Oltre a rendere più trasparente il settore della gestione degli eventi, la norma risponderà alle specifiche esigenze e alle caratteristiche del settore con un approccio innovativo e flessibile, orientato alla produzione di risultati. Potrà essere applicata a qualsiasi organizzazione o individuo (clienti, fornitori, gestori di eventi) coinvolti nell'organizzazione di qualsiasi tipo di evento: mostre, competizioni sportive, concerti, ecc..
Il grande vantaggio di questa norma? Servirà come punto di riferimento internazionale, fornendo uno strumento globalmente riconosciuto per dimostrare l'impegno delle organizzazioni verso il tema della sostenibilità.

La necessità di questo documento è stata riconosciuta a seguito della candidatura iniziale di Londra ai giochi olimpici 2012: con l'occasione il BSI (British Standard Institute) ha elaborato una norma nazionale -la BS 8901- che ha suscitato interesse internazionale. Tra le organizzazioni che hanno espresso il proprio sostegno alla norma internazionale troviamo il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e il Ministero degli Affari esteri della Danimarca, Paese che ha da poco ospitato la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.
La norma ISO 20121 è attesa per il 2012, in coincidenza con i giochi olimpici di Londra.
La prima riunione si è svolta dal 18 al 21 gennaio 2010.

ISO - International Organization for Standardization
www.iso.org

Venerdì, 25 Giugno 2010

consulenza_finanziariaIl 21 gennaio è stata pubblicata la specifica tecnica UNI/TS 11348 "Guida all’applicazione della UNI ISO 22222:2008. Terminologia, classificazione e requisiti del servizio".

Frutto di un lungo e intenso lavoro, durato oltre un anno, del Gruppo di Lavoro 14 ("Pianificazione finanziaria, economica e patrimoniale personale") della Commissione tecnica "Servizi", il documento adatta i requisiti di qualità della consulenza finanziaria indicati nella norma internazionale UNI ISO 22222 al contesto culturale e di mercato italiano ed alle normative vigenti quali la MiFID (Markets in Financial Instruments Directive), la direttiva europea che ha per oggetto l’integrazione dei mercati finanziari nonché l’armonizzazione delle regole di vigilanza tra gli Stati membri.

Al Gruppo di Lavoro della Commissione tecnica UNI hanno partecipato rappresentanti di associazioni dei consumatori, associazioni degli operatori, intermediari dei mercati assicurativo-previdenziale, investimenti e finanziario, Università, società di ricerca e consulenza e organismi di certificazione.
La specifica tecnica si applica a tutti coloro che professionalmente offrono ai clienti servizi di consulenza personalizzati (generici o specifici) in relazione a tutte le aree di bisogni finanziari, economico e patrimoniali, per esempio banche, società assicurative e società di intermediazione mobiliare.
La UNI/TS 11348 non è tuttavia solo uno strumento pensato per rendere più efficace l'applicazione della UNI ISO 22222:2008 al contesto nazionale, ma è un documento – applicabile sia nella fase di progettazione che di erogazione del servizio di pianificazione finanziaria personale – utile per predisporre schemi di attestazione della conformità e adeguate attività di formazione e informazione. È inoltre una guida per integrare la UNI EN ISO 9001:2008 con la UNI ISO 22222:2008.

L’attività normativa in materia è tutt’altro che conclusa e anzi sono già in fase di elaborazione – prossime all’inchiesta pubblica – altre norme che dovrebbero completare il quadro applicativo avviato con la UNI/TS 11348. Si tratta di un rapporto tecnico relativo alle "Linee guida per la scelta del pianificatore finanziario, economico e patrimoniale previsto dalla ISO 22222" e di una norma tecnica che definisce i requisiti di qualità della educazione finanziaria del cittadino.
Si segnalano anche i lavori, da poco avviati, per l’elaborazione di una norma tecnica sui requisiti di erogazione e di controllo del servizio di consulenza previsto dalla ISO 22222.

Per approfondimenti su questa significativa area di sviluppo della normazione tecnica volontaria, si rimanda al numero di gennaio della rivista U&C, di prossima pubblicazione, che conterrà il dossier "Consulenza finanziaria: situazione e prospettive emerse dal Forum Internazionale": un quadro aggiornato sulle esperienze in atto, sulle opinioni degli operatori e sulle proposte della normazione, alla luce del "Forum Internazionale della Consulenza Finanziaria. Il Personal Financial Planning come strumento di welfare" organizzato lo scorso novembre da UNI in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, MF MilanoFinanza e Progetica.

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Martedì, 29 Giugno 2010

barriereantirumoreI sistemi antirumore ricadono nell'ambito della direttiva europea sui prodotti da costruzione (CPD) 89/106/CEE. Ad essa, come direttiva "nuovo approccio", sono legate diverse norme europee armonizzate e, tra le altre, la UNI EN 14388:2005 "Dispositivi per la riduzione del rumore da traffico stradale - Specifiche" alla quale sono collegate una serie di norme europee sui metodi di prova relativi a tali dispositivi.

La pubblicazione della norma sopracitata ha reso obbligatoria la marcatura CE per i dispositivi di riduzione del rumore da traffico stradale; non necessitano invece di marcatura CE i dispositivi immessi sul mercato ferroviario. La UNI EN 14388 specifica i requisiti prestazionali ed i metodi di valutazione per i dispositivi per la riduzione del rumore da traffico stradale, considerando sia le prestazioni acustiche sia non acustiche.

In dicembre 2009 è stato pubblicato il rapporto tecnico UNI/TR 11338:2009 "Acustica - Marcatura CE dei dispositivi di riduzione del rumore da traffico stradale" che si propone come linea guida per l'applicazione della marcatura CE, ai sensi della legislazione vigente rappresentata dal Decreto del Presidente della Repubblica 21 aprile 1993 n. 246 "Regolamento di attuazione della Direttiva 89/106/CEE relativa ai prodotti da costruzione".

L’UNI/TR 11338:2009 si applica a tutti i tipi di sistemi antirumore definiti dalla UNI 11160:2005 "Linea guida per la progettazione, l'esecuzione e il collaudo di sistemi antirumore per infrastrutture di trasporto via terra" che considera, in maniera sistematica e coordinata, i requisiti per la progettazione, l'esecuzione e il collaudo di sistemi antirumore per infrastrutture di trasporto via terra (stradali e ferroviarie), a suo tempo elaborata affinché tutte le parti interessate trovassero un riferimento univoco.

UNI, Roberto Bottio
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