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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

Ai sensi dell'articolo 13 del DLgs. 196/2003, UNI - titolare del trattamento dei dati, domiciliato in via Sannio 2 - 20137 Milano - informa che i dati richiesti sono raccolti e trattati per finalità di:

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News

Martedì, 07 Settembre 2010

isooslo2010Nell’ambito dell’Assemblea Generale dell’ISO, che quest’anno verrà ospitata dall’ente di normazione norvegese (Standard Norge), è in calendario una Open Session dedicata alle information technologies (IT).
Le applicazioni informatiche sono una presenza ormai pervasiva in ogni aspetto della nostra vita quotidiana: dai servizi bancari e finanziari al trasporto delle merci, dalla sanità all’informazione... Compatibilità e interoperabilità dei sistemi – e il loro adeguato sviluppo in un mercato sempre più globale – sono aspetti cruciali nelle moderne economie.
Ad accompagnare questo delicato ma essenziale processo, le norme tecniche elaborate dall’ISO.

La assoluta trasversalità dei settori in cui le tecnologie informatiche dispiegano le loro potenzialità dà ragione del rilevante numero di norme tecniche coinvolte. Il contributo della normazione allo sviluppo e alla diffusione dell’IT è vasto e articolato, anche se molto spesso invisibile. 

Uno degli obiettivi dell’Open Session è così proprio quello di evidenziare l’influenza che le norme tecniche hanno nel campo delle attività umane e nel mondo del lavoro in particolare.

Nel corso dell’incontro, che si terrà a Oslo giovedì 16 settembre, è prevista una tavola rotonda sulle applicazioni IT in ambito sanitario e un approfondimento sul settore costruzioni.
Ulteriori spunti di discussione saranno lo sviluppo del cosiddetto “Green IT” legato alla diffusione delle tecnologie verdi e le sfide aperte con l’affacciarsi sullo scenario internazionale dei paesi in via di sviluppo.

Martedì, 07 Settembre 2010

impiantitermiciSi svolgerà a Milano in data 27 settembre presso la sede UNI il corso di formazione "Centrali termiche di potenza > 35 kw: manutenzione e compilazione dell'allegato F", organizzato in collaborazione con il Comitato Italiano Gas (CIG).

La giornata si propone di illustrare le normative tecniche, le leggi e le delibere che regolano: i collaudi, la manutenzione e le verifiche delle centrali termiche a gas; gli aspetti e le problematiche tecnico operative per lo svolgimento dell’attività di manutenzione negli impianti termici; gli obblighi e i comportamenti connessi con il miglioramento della sicurezza e della qualità del servizio reso ai clienti.

Il corso si rivolgein particolare a:

  • installatori,
  • manutentori,
  • terzi responsabili di impianti a gas,
  • tecnici preposti alle verifiche e ai controllo sul territorio,
  • centri di assistenza.

Vai alla scheda del corso

Centro Formazione UNI
Via Sannio, 2 - 20137 Milano
tel. 02 70024379 oppure 70024440,
fax 02 70024411
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Martedì, 07 Settembre 2010

direttivamacchineLa direttiva macchine è una delle disposizioni legislative che maggiormente ha contribuito ad incrementare la sicurezza dei lavoratori, fornendo prescrizioni per la progettazione e costruzione di macchine in grado di minimizzare i rischi derivanti dal loro utilizzo.

La conoscenza dei requisiti della nuova direttiva è un fattore essenziale per la progettazione e realizzazione di macchine conformi alle disposizioni comunitarie e per assicurarne la libera circolazione nel territorio dell'Unione Europea.

Il corso "Come soddisfare i requisiti della nuova direttiva macchine 2006/42/CE", la cui prima edizione è prevista a Milano per il prossimo 23 settembre, si propone di fornire una conoscenza di base sui requisiti della nuova direttiva macchine 2006/42/CE, sugli adempimenti da essa richiesti e sulle responsabilità dei vari soggetti coinvolti (progettisti, fabbricanti, venditori, utilizzatori).

Vai alla scheda del corso

Centro Formazione UNI
Via Sannio, 2 - 20137 Milano
tel. 02 70024379 oppure 70024440,
fax 02 70024411
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Martedì, 07 Settembre 2010

tseuropeNelle scorse settimane l’ente turco di normazione tecnica (il TSE –Türk Standardlari Enstitüsü) ha fatto ufficiale richiesta di diventare membro del CEN e del CENELEC.
Sebbene si tratti solo di un primo passo – la candidatura deve infatti ancora passare al vaglio dei competenti organi di governo CEN/CENELEC per una sua accettazione – esso rappresenta un segnale significativo di una volontà “politica” più ampia, già espressa in termini più generali e da tempo al centro di un dibattito profondo e articolato: quello dell’ingresso della Turchia nell’Unione europea.
Si tratta di un processo di integrazione che si prospetta ancora lungo e tortuoso, ma che investendo ora anche il mondo della normazione conferma quanto quest’ultimo sia un nodo cruciale nella vita e nella crescita dei Paesi industrializzati. 

L’organismo europeo di normazione – a seguito della richiesta del TSE - avvia ora la ricerca di due esperti che avranno il compito di effettuare le necessarie attività di audit.
I requisiti richiesti ai candidati riguardano due aspetti essenziali nella vita di un organismo di normazione e che come tali devono essere oggetto di un puntuale processo di verifica: quello legale e quello tecnico.
Una figura deve avere esperienza degli aspetti legali e legislativi connessi all’attività di normazione (leggi, copyright, adempimenti e obblighi relativi), in modo da poter valutare in quale contesto l’ente normatore turco opera.
La seconda figura deve aver invece sviluppato nel tempo una solida esperienza per quanto concerne tutti gli aspetti dell’attività tecnica che un organismo di normazione è chiamato a svolgere in un contesto associativo comunitario: dalla gestione dei “mirror committee” all’organizzazione delle posizioni nazionali, dall’adeguamento degli strumenti tecnologici all’applicazione delle procedure di standstill. 

Data la delicatezza del compito da svolgere, si richiede che i candidati abbiano almeno 10-15 anni di esperienza nella normazione così come, possibilmente, nessun precedente contatto con il TSE, per evitare ovviamente qualsiasi eventuale conflitto di interessi.
Il CEN/CENELEC Management Centre raccoglierà le candidature sino al 5 ottobre prossimo.

Lunedì, 06 Settembre 2010

Nel campo dei dispositivi medici tutti gli aspetti riguardanti le informazioni da fornire per l’uso corretto dei prodotti, che possono essere di svariato tipo e rivolti a personale qualificato come medici e infermieri o sono destinati direttamente ai consumatori, sono rigorosamente regolamentati dalla legislazione e dalla normativa tecnica. Trattandosi di un campo molto complesso e rischioso, la necessità di standardizzare simboli, etichette, formato di dati ed informazioni costituisce la base per una corretta ed efficace comunicazione ma anche una necessità per evitare o ridurre rischi di incidenti, che potrebbero determinarsi proprio da un cattivo utilizzo dei dispositivi medici dovuto alla non conoscenza della specifica funzionalità degli stessi.

Ad esempio in ospedale tutti gli operatori sanitari e i medici conoscono o hanno imparato a conoscere i colori e i simboli che identificano le prese dei gas medicinali che si trovano in prossimità dei letti dei pazienti e pertanto sanno quali strumenti collegare o da quali prese possono somministrare determinati gas medicinali al paziente (ad esempio l’ossigeno, fornito dalla presa gas di colore bianco).

Questi colori sono stati concordati nell’ambito di uno studio della normativa tecnica inerente la sicurezza delle prese per gas medicinali (serie UNI EN ISO 10524).
Insieme al colore ogni presa gas conforme alle norme tecniche ha specifiche dimensioni e risulta impossibile confondersi, in quanto il collegamento tra apparecchiatura e gas non è assicurato poiché le dimensioni degli attacchi sono diverse.

Un altro tra i mille esempi di quali vantaggi porta la standardizzazione di simboli, codici, informazioni e dati per l’utilizzatore tramite le norme tecniche è certamente legato al problema delle differenti lingue dei vari paesi; la necessità di molteplici traduzioni di parole nelle lingue nazionali ha spinto infatti a trovare una necessaria semplificazione; la normativa tecnica ha inventato una specifica etichettatura mediante i simboli, utilizzabili ogni volta che sia possibile e per evitare lo sviluppo separato di simboli differenti per comunicare le stesse informazioni.
Quest’ultimo aspetto è fondamentale in quanto si è evitato il proliferare di simboli locali o proprietari (di aziende o organizzazioni/enti) che avrebbero certamente causato una diffusa e generalizzata confusione riducendo la possibilità di commercializzare gli stessi dispositivi medici in tutti i principali paesi del mondo, con un aggravio di costi di produzione e quindi di prezzi di vendita, scaricati direttamente sui servizi sanitari nazionali.

Queste necessità sono state inserite nella regolamentazione europea di settore e pertanto le direttive 93/42/CEE sui dispositivi medici, 90/385/CEE sui dispositivi medici impiantabili attivi e 98/79/CE sui dispositivi medico diagnostici in vitro propongono soluzioni tecniche che vanno nella direzione delle norme europee EN, riconoscendo ad esempio la norma UNI EN 980 “Simboli grafici utilizzati per l’etichettatura dei dispositivi medici”, che è stata recentemente revisionata ed aggiornata, quale valido e necessario strumento per fornire simboli ed informazioni obbligatorie (imposte appunto dalla legislazione) in grado di trasmettere “il giusto messaggio” all’utilizzatore.
Infatti il significato di alcuni di questi simboli è evidente. Alcuni sono già utilizzati ampiamente e sono familiari ai professionisti di assistenza sanitaria. Il significato degli altri si chiarisce con l'uso o quando visto nel contesto del dispositivo stesso. Ecco alcuni esempi di simboli con le relative spiegazioni del loro significato, secondo la norma UNI EN 980.


simbolo_monousoSimbolo per "NON RIUTILIZZARE"
Si usa per indicare un che dispositivo medico dopo l'uso non può essere riutilizzato una seconda volta (ad esempio nel caso di guanti medicali monouso, o di siringhe monouso ecc.). Il riutilizzo di prodotti monouso può comportare dei rischi per l'utilizzatore e pertanto è obbligatorio da parte del fabbricate fornire questa informazione.

simbolo_fabbricazioneSimbolo per "DATA DI FABBRICAZIONE"
Si usa per indicare la data in cui è stato fabbricato il dispositivo medico; tale data è importante per svariati motivi, tra questi vi è anche il fatto che alcuni dispositivi medici devono recare insieme alla data di fabbricazione anche la data di scadenza entro cui è necessario utilizzarli.

simbolo_sterileSimbolo per "STERILE"
Si usa per indicare la condizione sterile di un dispositivo medico.

 

simbolo_rischibiologiciSimbolo per "RISCHI BIOLOGICI"
Si usa per avvertire che il dispositivo medico contiene o può contenere sostanze o altro materiale che presenta un rischio biologico per la salute.

 

simbolo_disgnosticoinvitroSimbolo per "DISPOSITIVO MEDICO DIAGNOSTICO IN VITRO"
Si usa per indicare che il prodotto è un dispositivo medico diagnostico in vitro, eliminando quindi la lungaggine descrittiva di questi dispositivi.

 


Per sicurezza e se opportuno, il significato di alcuni simboli viene ancora oggi spiegato nella documentazione di accompagnamento, quando fornita. In questo caso si tratta spesso di simboli utilizzati con i dispositivi medici per l'uso da parte di persone diverse dai professionisti di assistenza sanitaria e destinati quindi alla libera vendita (ad esempio le siringhe monouso, le lenti a contatto e le soluzioni, i cerotti, gli occhiali da vista premontati con lenti a basso potere focale, ecc.).
Si prevede che col tempo, il requisito di spiegare il significato dei simboli potrà decadere, in quanto anche il pubblico acquisterà sempre più familiarità nella conoscenza di questi nuovi pittogrammi (come per i segnali stradali, che in linea di massima una volta imparati rimangono nel tempo patrimonio di nostra conoscenza).

Non è sempre possibile sviluppare dei simboli per tutte le informazioni presentate con i dispositivi medici e non tutti i simboli sono appropriati per tutti i tipi di dispositivi medici. La validità delle informazioni comunicate da un simbolo può essere influenzata negativamente da eventi successivi: per esempio il danneggiamento a un imballaggio può influire sulla sterilità del dispositivo e quindi anche questo strumento di comunicazione ha si dei vantaggi ma anche i suoi limiti.

Tuttavia resta oggi uno dei principali risultati di successo ottenuti dall'attività di normazione nazionale, europea ed internazionale; solo la normativa tecnica infatti ha permesso di studiare e pubblicare simboli e informazioni semplificate che si sono facilmente sostituite alla terminologia e al linguaggio che per natura è più complesso e articolato, con ricadute positive sui costi e sulla sicurezza dei dispositivi stessi. Forse tra gli operatori sanitari nessuno consoce l'esistenza della UNI EN 980, ma tutti sanno riconoscere il significato dei simboli che tale norma contiene. Ed è proprio questo uno dei ruoli della normazione: essere al servizio della società per offrire le migliori soluzioni ai problemi e alle specifiche esigenze.

UNI, Gian Luca Salerio
Responsabile Divisione “Sanità, alimentazione,
materiali e beni di consumo”
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Diffusione UNI
tel. 0270024200, fax 025515256
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Venerdì, 03 Settembre 2010
accessibilityLe difficoltà che si incontrano nell’accedere a prodotti, servizi, ambienti o strutture riguardano ognuno di noi, ma soprattutto riguardano milioni di persone nel mondo che vivono una disabilità.
In questa prospettiva, allo scopo di rivedere ed esaminare le norme necessarie per la messa a punto di soluzioni di accessibilità a livello mondiale, ISO (International Organization for Standardization), IEC (International Electrotechnical Commission) e ITU (International Telecommunication Union) organizzano un Workshop internazionale a Ginevra, in Svizzera, nei giorni 3 e 4 novembre dal titolo “Accessibility and the contribution of International Standards”. Seguirà, il 5 novembre, una riunione dedicata in particolare a chi elabora le norme, comunque aperta a tutti i soggetti interessati.

Le tre organizzazioni internazionali che compongono la World Standards Cooperation (WSC) sono coinvolte nell’operazione di sensibilizzazione sul tema dell’accessibilità anche attraverso l’edizione 2010 della Giornata mondiale della normazione - che si celebra ogni anno il 14 ottobre - dedicata anch’essa al tema "Standards make the world accessibile for all".

L’accessibilità è il grado con il quale un prodotto, un dispositivo, un servizio, un ambiente è utilizzabile dal maggior numero possibile di persone, comprese quelle con disabilità. L’importanza del tema è rappresentata dal fatto che il numero di persone che soffrono di un handicap – congenito, acquisito o risultante dall’età – è stimato intorno ai 650 milioni nel mondo.

Il Workshop riunirà i principali soggetti interessati: associazioni di disabili, governi, organismi legislativi, normatori, consumatori, così come progettisti e produttori.
Tre le aree tematiche chiave di discussione:

  • accessibilità nel campo dei prodotti di uso quotidiano
  • accessibilità ed edifici
  • eAccessibility e eInclusion (settore delle tecnologie informatiche e della comunicazione).

La discussione verterà sulle potenzialità della normazione internazionale, allo scopo di contribuire maggiormente negli aspetti relativi all’accessibilità nella progettazione di prodotti, servizi, ambienti.

Venerdì, 03 Settembre 2010

Dalle nuove applicazioni mediche agli ultimi ritrovati per il mercato e i consumatori, le nanotecnologie sembrano spingere sempre più avanti i limiti di quanto pensavamo fosse possibile. Ma per fare in modo che questa tecnologia dispieghi appieno le sue potenzialità – e si sviluppi meglio e più velocemente – è necessaria un’opera di razionalizzazione e di classificazione logica dei nanomateriali. 

nanotechA presentare una possibile soluzione a questo problema ci ha pensato l’ISO che, mediante un rapporto tecnico da poco pubblicato, offre ora una metodologia di classificazione complessiva dei nanomateriali. Si tratta del documento ISO/TR 11360:2010 “Nanotechnologies – Methodology for the classification and categorization of nanomaterials”. 

La nanotecnologia è un ramo della scienza applicata e della tecnologia che riguarda la materia su scala dimensionale inferiore al micrometro (tra 1 e 100 nanometri) e della progettazione e realizzazione di dispositivi in tale scala.
Per sua natura multidisciplinare, le applicazioni delle nanotecnologie sono vastissime: dalla “memoria” dei computer (i microchip) ai pannelli solari.
I nanomateriali oggi esistenti mostrano una vasta gamma di proprietà fisiche, chimiche, meccaniche, ottiche, magnetiche, biologiche, oltre che differenti strutture.
Poiché gli scienziati e i ricercatori che operano in questo innovativo campo di attività provengono da discipline diversissime e lavorano alle più differenti applicazioni, si assiste inevitabilmente a una autentica “babele” di conoscenze e di presupposti scientifici che si incrociano e si sovrappongono, col rischio di creare una base epistemologica confusa, una carenza di interoperabilità e, nella migliore delle ipotesi, una duplicazione inutile e ridondante di sforzi nella ricerca. 

L’ISO/TR 11360 introduce un sistema che può essere chiamato “nano-albero”, che posiziona graficamente i concetti della nanotecnologia in uno schema logico che ne mostra le interrelazioni come ramificazioni di un albero comune. Gli elementi base sono visti come il tronco dai quali gli svariati nanomateriali – che si differenziano tra loro in termini di struttura, composizione chimica e altre proprietà - si dipartono. 

Il documento fornisce una struttura visuale delle nanotecnologie e facilita così una più chiara comprensione dei suoi concetti”, dice Peter Hatto, segretario dell’ISO/TC 229 che ha sviluppato il documento. Il rapporto tecnico offre così un approccio sistematico alla materia e ne dà una visione gerarchica di comune e immediata comprensione.

Peter Hatto sottolinea inoltre come l’ISO/TR 11360 possa concretamente promuovere una più efficace intercomunicazione tra industria, consumatori, autorità e – non ultimi – organismi di controllo.
L’attività dell’ISO/TC 229 “Nanotechnologies” è seguita al livello nazionale dalla Commissione tecnica UNI “Nanotecnologie”.

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Giovedì, 02 Settembre 2010

outsourcing_serviziL’affidamento di attività a terzi (outsourcing) è una pratica di estrema attualità in momenti di grande volatilità dei mercati, perché – se ben attuata – permette di raggiungere importanti risultati in termini di flessibilità organizzativa, riduzione dei costi, aumento delle disponibilità finanziarie e, quindi, creazione di valore all’interno dell’organizzazione.

Il ricorso all’outsourcing è un’operazione di rilevanza strategica, spesso non facile, che richiede un’analisi preliminare con riferimento alle linee di prodotto e/o servizio considerate.
Una chiara, ben ragionata strategia è la chiave per massimizzare i benefici dell’outsourcing evitando le sue trappole: questa strategia dovrebbe prendere in considerazione quali beni o servizi sono più adatti per questo approccio, quali sono le aspettative attuali e future dei fornitori, nonché tenere conto della dovuta diligenza nel valutare la capacità dei fornitori scelti.

La recente norma UNI 11336 “Attività operative delle imprese. Valutazione preliminare di un progetto di affidamento a terzi di servizi. Linee guida” definisce i criteri per affrontare la fase di valutazione preliminare interna, che si intende conclusa con la predisposizione di quanto occorrente per la ricerca di un fornitore sul mercato.

Considerata l’importanza e l’attualità del tema, nonché il successo della prima edizione, UNI organizza - in collaborazione con i Punti UNI di Torino Nord e Milano Bovisa Politecnico - due sessioni di presentazione gratuite, riservate ai Soci, dell'Anteprima UNI 11336. Valutazione preliminare di un progetto di outsourcing di servizi.

Il primo incontro è previsto a Torino lunedì 11 ottobre (ore 15.00), presso IEC Industrial Engineering Consultants, via Botticelli 151. Parteciperanno:

  • Marco Vigone, Responsabile Punto UNI di Torino Nord - Amministratore Delegato IEC Srl
  • Giovanbattista Marini, Presidente Commissione “Servizi” UNI
  • Gian Paolo Rovetto, Relatore della norma UNI 11336 - ADACI

Il secondo appuntamento si terrà invece a Milano giovedì 28 ottobre (ore 15.00) presso la Sala Consiglio della Camera di Commercio di Milano, Palazzo Turati, via Meravigli 9/b. Parteciperanno all’incontro:

  • Sonia Basso, Responsabile Servizio Innovazione e Brevetti CCIAA Milano
  • Silvana Rimoldi, Dirigente ALINTEC - Responsabile Punto UNI “Milano Bovisa Politecnico”
  • Giovanbattista Marini, Presidente Commissione “Servizi” UNI
  • Gian Paolo Rovetto, Relatore della norma UNI 11336 - ADACI

Gli incontri sono destinati principalmente a: imprenditori e dirigenti, responsabili di produzione, responsabili di uffici acquisti, responsabili di uffici legali/contrattualistica, responsabili di sistemi di gestione per la qualità, responsabili risorse umane, responsabili finanza, consulenti.

La partecipazione è gratuita.
Le richieste di partecipazione verranno accettate fino al raggiungimento della capienza della sala.
Per esigenze organizzative la partecipazione deve essere comunicata agli uffici UNI entro 5 giorni lavorativi prima dell’evento compilando il modulo di iscrizione on-line all’indirizzo internet http://catalogo.uni.com/anteprima/31.html oppure rivolgendosi direttamente al Punto UNI di Torino - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - o di Milano - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Giovedì, 02 Settembre 2010

plasticabioPer intraprendere una politica di sviluppo ecosostenibile, più attenta alle problematiche ambientali sollevate negli ultimi anni, sono molte le azioni da intraprendere. Una di queste è quella di rendere biodegradabili alcuni manufatti di utilizzo quotidiano.

La norma UNI 11355:2010 “Manufatti plastici biodegradabili in compostaggio domestico – Requisiti e metodi di prova” definisce i requisiti ai quali devono rispondere i manufatti plastici che possono essere smaltiti mediante compostaggio domestico - detto anche compostaggio freddo - ossia mediante biodegradazione aerobica a temperatura ambiente (con il termine temperatura ambiente si indica l'intervallo di temperatura delle regioni temperate, escludendo le alte temperature tipiche del compostaggio industriale).

La norma prende in considerazione i materiali biodegradabili secondo la UNI 11183:2006 “Materie plastiche biodegradabili a temperatura ambiente - Requisiti e metodi di prova” e definisce i criteri in base ai quali i manufatti realizzati con tali materiali sono compostabili in sistemi di compostaggio domestici.
Non sono invece presi in considerazione i requisiti di biodegradazione ed ecotossicità, già oggetto della UNI 11183 in riferimento ai materiali plastici, intesi come materiali di partenza per la realizzazione dei manufatti finali.

La norma 11355 definisce il termine biodegradabilità come la “potenzialità di un materiale di subire un processo di biodegradazione”.
Per dichiarare la biodegradabilità in compostaggio domestico di un manufatto plastico è necessario, secondo la norma, dimostrare che:

  • la composizione del manufatto è conforme ai requisiti descritti nella norma;
  • il manufatto si disintegra in compostaggio domestico.

La marcatura del manufatto plastico biodegradabile deve comprendere, tra le varie informazioni, anche il riferimento alla norma UNI 11355, elaborata dall’Ente federato UNIPLAST.

UNIPLAST
tel. 02 8056684, fax 02 8055058
http://www.uniplast.info/

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Martedì, 31 Agosto 2010

braillePer semplificare ed agevolare l’accesso ai farmaci alle persone non vedenti o ipovedenti in termini di leggibilità delle informazioni necessarie per l’acquisto e il consumo, è stata elaborata da un gruppo di lavoro del CEN la norma europea recepita in Italia come UNI EN 15823 “Imballaggi - Braille su imballaggi per prodotti medicinali”.

Oltre a migliorare la qualità della vita delle persone ipovedenti e non vedenti, la norma è anche un utile strumento che facilita i produttori di imballaggi per medicinali nel loro lavoro. I problemi che i produttori possono incontrare infatti sono relativi alla collocazione dei caratteri in alfabeto Braille sull’imballaggio e alla tecnica da utilizzare per far sì che il testo non si alteri quando l’imballaggio è utilizzato quotidianamente.

In risposta a queste esigenze, tra gli argomenti trattati nella norma si trovano i requisiti generali per gli imballaggi di prodotti medicinali e la determinazione della leggibilità dell’alfabeto Braille.
Una Appendice normativa descrive i metodi di controllo dell’altezza dei punti del Braille e dell’identificazione del prodotto mediante prove di leggibilità del Braille. Le altre Appendici, di tipo informativo, riportano le caratteristiche e le specifiche del Braille, la tecnologia per la sua applicazione sull’imballaggio del medicinale, i set di caratteri Braille.

Questa norma volontaria poggia sulla direttiva europea 2004/27/CE, che modifica la direttiva 2001/83/CE, che stabilisce un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano. La sua applicazione all’interno delle legislazioni nazionali ha introdotto la necessità di includere nel packaging dei prodotti medicinali autorizzati il loro nome e – ove appropriato – la formula e la concentrazione in Braille come aiuto per l’identificazione da parte di persone non vedenti o parzialmente vedenti.

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