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Martedì, 01 Giugno 2010

resp_socialeLa strada sembra ormai spianata per la pubblicazione entro la fine dell’anno della norma ISO 26000. Questa è l’indicazione che scaturisce dalla ottava riunione plenaria del Gruppo di Lavoro ISO sulla Responsabilità Sociale (ISO/TMB/WG SR) che si è tenuta dal 17 al 21 maggio scorso a Copenhagen e che ha dato il via libera alla versione FDIS (Final Draft International Standard) delle linee guida...

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Venerdì, 28 Maggio 2010

car_child_seatGli airbag installati a bordo dei veicoli stradali salvano migliaia di vite ogni anno. Purtroppo possono anche rivelarsi causa di lesioni - talvolta mortali - nei confronti dei passeggeri e, in particolar modo, dei più piccoli.
Per ridurre il rischio che un airbag - in caso di collisione - si possa aprire e colpire il bambino, ci viene in aiuto una nuova specifica tecnica ISO: essa definisce i requisiti relativi a un sistema di rilevamento della presenza, e del relativo orientamento, di un seggiolino bambino (CPOD-Child seat Presence and Orientation Detection system). Il sistema permette di rilevare automaticamente un seggiolino "di tipo CPOD" installato su un sedile passeggero "compatibile CPOD", al fine di disattivare gli airbag attivi che potrebbero causare lesioni al bambino quando posizionato contromarcia.

Il rilevamento avviene per mezzo di un sistema di identificazione a radiofrequenza (RFID) che permette di ottenere informazioni concernenti:

  • la presenza di un seggiolino per bambini
  • l'orientamento del seggiolino (rivolto in avanti o all'indietro rispetto alla direzione di marcia)
  • l'identificazione del tipo di seggiolino
  • la diagnostica del sistema.

Secondo Falk-Hagen Brämig, responsabile del progetto che lavora sul CPOD "questo sistema di rilevamento ha lo scopo di migliorare le prestazioni generali in materia di sicurezza dei sistemi di ritenuta dei passeggeri, riducendo in particolare il rischio connesso all'apertura dell'airbag. Tale sistema salva-vita è frutto dei lavori di un gruppo internazionale di esperti sotto la direzione del comitato tecnico ISO/TC 22 Road vehicles".

La nuova specifica tecnica ISO/TS 22239, pubblicata con il titolo generale "Road vehicles - Child seat presence and orientation detection system (CPOD)", ha come obiettivo assicurare la compatibilità tra tutti i sistemi CPOD. Per facilitare l'utilizzo, il documento è stato suddiviso in tre parti.
La ISO/TS 22239-1 specifica un sistema di rilevazione della presenza di un seggiolino per bambini e il suo orientamento (CPOD). Essa descrive le principali funzionalità del sistema e fornisce raccomandazioni e requisiti di progettazione, così come requisiti dimensionali per la compatibilità.
La ISO/TS 22239-2 descrive il circuito di risonanza CPOD e i requisiti elettrici e ambientali che tale circuito deve captare per la compatibilità.
La ISO/TS 22239-3 specifica infine le istruzioni per l'uso nonché i requisiti in materia di etichettatura dei sistemi di ritenuta per bambini e dei veicoli equipaggiati con il sistema CPOD.

La specifica tecnica non incoraggia il posizionamento del bambino sul sedile anteriore del veicolo. Tuttavia, considerando gli scenari che si possono verificare nella vita reale, il conducente può avere necessità di posizionare i bambini -e relativi seggiolini- sul sedile anteriore del veicolo per esempio quando:

  • essendo il veicolo a due posti non è presente il sedile posteriore
  • all'interno del veicolo sono presenti più di due o tre bambini
  • il sedile posteriore è ripiegato per permettere il trasporto di merci
  • il sistema di ritenuta per bambini (CRS "Child Restraint System") è installato e il conduttore del veicolo vuole vedere e avere il bambino a portata di mano in caso di necessità.

La ISO/TS 22239 è stata elaborata dall'ISO/TC 22 "Road vehicles" SC 12 "Passive safety crash protection systems" WG 1 "Child restraint systems in road vehicles".

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Lunedì, 24 Maggio 2010

l gruppo di lavoro 31 "Biomonitoring methods with mosses and lichens" del comitato tecnico europeo CEN/TC 264 "Air quality" si sta occupando della stesura di una norma relativa al biomonitoraggio mediante licheni che stabilirà i metodi di campionamento della biodiversità lichenica a livello internazionale.
Molti aspetti relativi alle metodiche in oggetto richiedono di essere ancora chiariti per considerare esaustiva la norma in preparazione. Per raggiungere questo obiettivo, l'incontro sarà organizzato come un corso - per fornire i concetti di base per l'applicazione - e come un esercizio - per confrontare diversi disegni sperimentali e le prestazioni di divesi gruppi di operatori.

Organizzato da IASMA Research and Innovation Centre-Fondazione E. Mach, il corso si svilupperà nell'arco di una settimana nell'ambito della quale gli esperti si confronteranno nell'applicazione in campo dei metodi proposti nella bozza di norma CEN. Sono previste 2 giornate di lavoro in aula e 2 giornate di lavoro in campo. I risultati verranno discussi nell'ambito di una sessione finale, aperta ad un pubblico più vasto.

Tra i patrocinatori dell'evento - che si svolgerà dal 7 all'11 giugno presso la Fondazione Edmund Mach-IASMA a San Michele all’Adige, Trento - UNI, CEN, Parco Naturale Paneveggio Pale di S. Martino, ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Provincia Autonoma di Trento.

per visualizzare la locandina e il programma dettagliato delle giornate.

Per informazioni dettagliate sul programma del corso:
www.fmach.it/RIC_lichencourse2010

 

Venerdì, 21 Maggio 2010

aias_progettosicurezzaI sistemi di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro, l'analisi delle informazioni su infortuni e malattie professionali, il legame tra rispetto dell'ambiente, risparmio energetico e gestione delle emergenze, la formazione del personale e la misurazione dell'efficacia delle azioni di prevenzione. Sono questi i temi che saranno discussi nella Mostra Convegno "Progetto Sicurezza", organizzata dall'Associazione professionale Italiana Ambiente e Sicurezza (AIAS), con la collaborazione di INAIL, in programma dall'1 al 3 luglio il Palazzo delle Stelline di Milano.

In occasione del suo 35º anniversario di fondazione, AIAS organizza tre giorni di confronto tra professionisti per riflettere sulle azioni da compiere per diffondere la cultura della sicurezza nel Italia, soprattutto tra i giovani.
Il format è innovativo: la prima giornata vedrà la costituzione di cinque gruppi di lavoro, ognuno dei quali moderato da due esperti - di INAIL e di AIAS - che gestiranno il dibattito. Verranno elaborate cinque relazioni che, nella seconda giornata, saranno riunite in un unico documento di sintesi, che verrà presentato nella giornata finale a chi ha la responsabilità di attuare le politiche per una prevenzione efficace nel pubblico e nel privato.

Nel primo gruppo di lavoro osservato speciale sarà il cosiddetto SGSL, il Sistema di Gestione della Sicurezza sul Lavoro, cioè quel sistema di organizzazione dell'azienda finalizzato a garantire il raggiungimento degli obiettivi di salute e sicurezza, cercando allo stesso tempo di massimizzare i benefici, minimizzando i costi.
Nel secondo si parlerà invece di analisi e di gestione delle informazioni sugli infortuni, a partire dall'European Statistic of Accidents at Work (ESAW) fino ad arrivare al più recente Sistema Informativo nazionale di prevenzione nei luoghi di lavoro (sinp), un protocollo d'intesa tra diversi soggetti protagonisti della prevenzione degli infortuni in Italia, come l'INAIL, gli enti territoriali e il Mistero del Lavoro.
Il terzo workshop cercherà di focalizzare il legame che unisce la salute dei lavoratori con la protezione dell'ambiente e la gestione delle emergenze, attraverso l'analisi di casi di aziende a elevato rischio di incidente e la riflessione sul complesso problema dello smaltimento dei rifiuti industriali.
Il quarto gruppo si concentrerà sulla formazione, partendo dal presupposto che la sicurezza sul lavoro comincia dall'addestramento dei propri dipendenti, che devono sapere che comportamenti adottare per prevenire gli infortuni.
L'ultimo workshop, infine, sarà dedicato alla misurazione dell'efficacia delle azioni preventive e dei costi del mancato rispetto delle norme sulla sicurezza nelle aziende.

Il convegno è aperto a tutti. La domanda di adesione al convegno è scaricabile dal sito www.aias-sicurezza.it

Antonella Maia
Ufficio stampa AIAS
tel 02 77790403
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Emanuela Capitanio
cell 347 4319334
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Mercoledì, 19 Maggio 2010

pfuTra i milioni di tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno in Europa una parte significativa riguarda il settore dei pneumatici. Per cercare di contribuire al problema del recupero dei "pneumatici fuori uso" (PFU), in sede europea, sotto il coordinamento dell'UNI, è stato messo a punto un documento normativo che definisce le metodiche per determinare le caratteristiche di tali materiali. E' la specifica tecnica CEN/TS 14243...

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Giovedì, 13 Maggio 2010

La Commissione CUNA "Sicurezza Passiva ed Ergonomia" ha organizzato la riunione dei gruppi di lavoro internazionali ISO TC 22/SC 10 e SC 12, che si occupano della protezione degli utenti della strada in caso di incidente.
Esperti di tutto il mondo si sono quindi riuniti a Milano, presso la sede dell'UNI, per una settimana di lavori, da lunedì 3 a venerdì 7 maggio.

Nei vari sottogruppi vengono trattati i vari temi attualmente in discussione finalizzati all'emissione di nuovi standard. Di particolare rilevanza si segnalano:

  • procedure di prova per la misura di lesività degli airbag frontali e laterali in condizione dinamiche con manichini antropomorfi (adulti e bambini) in situazione cosiddetta "out of position", ovvero in situazioni limite di distanza minima dagli airbag al momento dell'attivazione.
    Poiché ad oggi esistono solo standard di prova in condizioni statiche, si prevede che l'adozione della nuova norma permetterà di migliorare ulteriormente lo standard qualitativo degli airbag;
  • nuove procedure di prova e di misura di urto su veicolo completo.
    Queste si rendono infatti necessarie per inserire nelle attuali procedure di prova i nuovi manichini che costituiscono un salto in termini di biofedeltà rispetto alla generazione precedente. Parliamo in particolare del manichino WorldSID (World Side Impact Dummy) e l'intera nuova serie Q di manichini bambino (1 anno, 3 anni, 6 anni e 10 anni). L'adozione di queste nuove norme da parte dell'industria e dei corpi legislativi costituisce un passo essenziale per l'evoluzione degli standard progettativi dei veicoli e dei seggiolini per bambino;
  • procedure di costruzione e verifica dei modelli virtuali dei veicoli in condizione di crash che daranno l'opportunità di simulare in modo affidabile svariate configurazioni di urto rendendo quindi possibile (sia in termini di tempi che di costi) l'ottimizzazione dei veicoli su uno scenario sempre più vasto di condizioni reali di impatto;
  • procedure per l'analisi standardizzata degli incidenti reali in modo da poter disporre in un futuro molto prossimo di banche dati incidentologiche uniformi fra le varie realtà geografiche. In questo modo i dati incidentologici risulteranno maggiormente consistenti contribuendo in modo più efficace alla definizione dei futuri standard di sicurezza dei veicoli.

CUNA - Commissione Tecnica di Unificazione
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Internet: www.ass-cuna.org

Mercoledì, 12 Maggio 2010

moto_iso1771Per fornire risultati più accurati vista la continua evoluzione della tecnologia, è stata pubblicata la versione aggiornata della norma internazionale ISO 7117, che offre ai fabbricanti di moto e agli organismi incaricati delle prove un metodo di misura per determinare la velocità massima dei veicoli a due ruote.
Questa terza edizione vede aggiornati e rivisti tutti i metodi e le condizioni di prova, come la precisione del sistema di misura e le condizioni climatiche.

La ISO 7117:2010 "Motorcycles - Measurement method for determining maximum speed", elaborata dal Sottocomitato 22 "Motorcycles" dell'ISO/TC 22 "Road vehicles", descrive le diverse fasi nel modo seguente:

• preparazione della moto di prova
• motociclista e sua posizione sulla moto
• strumenti di misura e livelli di precisione
• pista di prova
• condizioni atmosferiche
• procedura di prova e calcolo della velocità massima
• presentazione dei risultati.

Alcuni metodi di prova indicati nella precedente versione della norma risultavano ormai obsoleti e poco pratici; per esempio, le versioni precedenti della ISO 7117 ammettevano metodi di misurazione manuali per il cronometraggio.
La nuova norma richiede invece l'utilizzo di dispositivi e strumentazione, come fotocellule e cronometri elettronici, volti a migliorare l'accuratezza di misura.
Il metodo e le condizioni dei test su piste di prova circolari, utilizzate in diverse regioni, sono anch'essi stati aggiornati in modo sostanziale, in modo da assicurare maggiore coerenza con i risultati delle prove svolte su piste rettilinee o, quando queste non disponibili, su strada.

CUNA - Commissione Tecnica di Unificazione
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Venerdì, 07 Maggio 2010

Domenica 9 maggio si terrà la . L’appuntamento, che avrà una cadenza annuale, è stato presentato e promosso dal per sottolineare come possa concretamente realizzarsi una mobilità alternativa ed ecocompatibile. Molti i Comuni coinvolti nell’iniziativa da nord a sud.
Una giornata di festa senza però dimenticare la sicurezza. L’UNI, infatti, ricorda che esistono norme europee sulla qualità e la sicurezza delle biciclette e di alcuni importanti accessori.

biciclette_01Sicura, stabile, resistente e facilmente identificabile dal consumatore da un’apposita etichetta: sono queste le principali caratteristiche della "bicicletta europea a norma" che deve essere progettata e costruita secondo le norme europee UNI EN che definiscono i requisiti di sicurezza e i parametri costruttivi, destinati ai produttori di biciclette da città e da trekking, biciclette da ragazzo, mountain bike, biciclette da corsa.
Tali norme si rivelano quindi fondamentali per la fabbricazione delle biciclette disciplinando i metodi di prova da applicare sia alla bici completa sia ai singoli componenti, al fine di valutarne la resistenza e le caratteristiche.
Ecco alcuni esempi di prove e requisiti per garantire la sicurezza e le prestazioni delle biciclette "a norma": prove di fatica dei telai; requisiti speciali per i telai e le forcelle ammortizzati; prove di resistenza delle selle; stabilità dello sterzo; prove su strada; prestazioni di frenata; biciclette pieghevoli; sicurezza e resistenza degli elementi di fissaggio; bordi taglienti; istruzioni a cura del fabbricante.
Per identificare le biciclette "a norma" è sufficiente verificare che sul telaio ci sia la marcatura

Per pedalare sicuri anche in compagnia dei più piccoli (dai 9 mesi ai 5 anni) è necessario munirsi di un seggiolino sicuro, ovvero dotato dei seguenti requisiti, definiti dalla norma UNI EN 14344:

  • i seggiolini vengono classificati in base al peso del bambino e al loro posizionamento: da 9 a 22 kg è la capacità di trasporto di quelli montati dietro il ciclista, da 9 ad un massimo di 15 kg è quella per i seggiolini montati tra manubrio e sella;
  • le estremità, gli angoli, le sporgenze devono essere arrotondate, ripiegate o protette con un rivestimento in plastica o similare per evitare il rischio di ferite;
  • attenzione va anche prestata alle parti piccole componenti il sedile, che non devono essere staccate e ingerite dai più piccoli.

Per identificare il prodotto "a norma" si deve cercare la marcatura: il seggiolino deve riportare ben visibili il numero della norma EN 14344, le informazioni generali relative al peso massimo del bambino che può essere trasportato, il nome o il marchio del fabbricante, la data e il mese di fabbricazione.

Il Senato ieri ha approvato il disegno di legge sulla sicurezza stradale che introduce l'obbligo del casco per i ciclisti, limitatatmente ai ragazzi fino a 14 anni. I caschi sicuri sono quelli conformi alla norma tecnica europea UNI EN 1078.
Tali caschi hanno le seguenti caratteristiche: sono leggeri, ventilati, facili da mettere/togliere, utilizzabili con gli occhiali, rivestiti internamente con materiali non irritanti; non limitano la capacità uditiva; garantiscono che l’ampiezza del campo visivo sia almeno pari a 210° in orizzontale, 25° verso l’alto e 45° verso il basso; hanno il sottogola largo almeno 1,5 cm per evitare il rischio di taglio e di strangolamento.

Infine se si lascia la bicicletta in un luogo incustodito è importante avere un buon lucchetto: la norma UNI EN 15496 specifica i requisiti prestazionali e descrive i metodi di prova per la resistenza, la sicurezza, il funzionamento e la corrosione dei lucchetti (sia quelli classici rimovibili sia quelli montati permanentemente sulla bicicletta). Il lucchetto "a norma" deve superare prove di torsione, di durabilità, di resistenza del meccanismo di chiusura, di solidità della chiave, di resistenza alla manomissione con utensili.

Maggiori informazioni sono contenute nella guida "Hai tutte le ruote a posto? Pedalare sicuri con la bicicletta a norma", realizzata dall'UNI in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), Federazione Ciclistica Italiana e Uisp - Ciclismo Nazionale.

Ulteriori approfondimenti si trovano anche nella sezione "Consumi" di Kataweb (Le regole per pedalare sicuri con la bicicletta a norma).

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I dieci comandamenti della sicurezza in bici
(fonte: FIAB Federazione italiana Amici della Bicicletta)

1 Buona norma è considerarsi alla pari di tutti gli altri mezzi circolanti. Hai gli stessi diritti e doveri. Evita incertezze, soggezioni e senso di inferiorità: sono causa di manovre incomprensibili agli altri veicoli perciò a volte pericolose.

2 Indossa il casco quando opportuno: protegge la parte più preziosa di te stesso. È particolarmente raccomandato ai più piccoli.

3 Controlla costantemente il perfetto funzionamento dei freni, delle luci (anteriori e posteriori), dei catadiottri (posteriori e laterali su ruote e pedali), del campanello e dei pneumatici della tua bicicletta.

4 Invia segnali precisi e con buon anticipo agli altri utenti della strada: usa il braccio teso per segnalare una svolta, ma soprattutto quando ti sposti al centro della strada per superare auto parcheggiate; usa il campanello: scegline uno molto rumoroso che possa essere udibile a distanza.

5 Sii sempre vigile nel traffico:

  • cerca di prevenire le manovre degli altri veicoli stabilendo un contatto visivo con i guidatori e assicurandoti che ti abbiano visto;
  • tieni sotto controllo, con la "coda dell’occhio" o con l’udito, anche ciò che avviene alle tue spalle;
  • non distrarti con cuffie, iPod, cellulare.

6 In un incrocio semaforizzato "difficile" puoi svoltare a sinistra anche in due tempi: attraversa l’incrocio stando sulla destra, attendi il verde nell’altra direzione e prosegui. Non passare mai con il semaforo rosso.

7 Cerca di non percorrere strade dissestate o molto trafficate: preferisci se possibile un percorso più lungo ma sicuro. Ogni volta che condividi degli spazi con i pedoni non dimenticare che anche loro, proprio come te, sono utenti deboli della strada: presta loro attenzione e non spaventarli.

8 Una rotonda può essere più pericolosa di un incrocio! Quando sei in prossimità del ramo d’uscita e intendi rimanere nell’anello, devi assolutamente alzare il braccio sinistro per comunicare la tua direzione di marcia!

9 Renditi sempre ben visibile. Più sei visibile, meglio previeni gli incidenti. Di sera le luci sono obbligatorie. Se la tua bicicletta ne è sprovvista, basta agganciare dei led luminosi a batteria. Di sera indossa qualcosa di fluorescente. Tieniti a distanza dai mezzi pesanti come furgoni, autocarri, autobus: spesso non ti vedono.

10 Attenzione!

  • alle rotaie: la tua ruota può incastrarsi dentro e farti cadere. Passaci sopra di traverso, con un angolo di almeno 30°, senza frenare bruscamente quando piove;
  • ai veicoli parcheggiati con qualcuno alla guida, il quale potrebbe aprire la portiera o muoversi in quel momento;
  • agli scooter e ai motorini, che spesso superano a destra.
Giovedì, 06 Maggio 2010

motoTra gli utenti delle strade, una delle categorie più vulnerabili è quella dei motociclisti. Da una statistica elaborata da ASAPS (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale) sulla base di dati distribuiti settimanalmente dal Servizio Polizia Stradale, risulta che nel corso del 2009, si sono registrati ben 420 decessi nei soli week-end...

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Giovedì, 22 Aprile 2010

salone_risparmio_platea01In questi giorni è in corso di svolgimento a Milano il Salone della Gestione del Risparmio, il primo grande evento italiano interamente dedicato al settore del risparmio gestito.
Il tema trasversale che anima il dibattito è quello della educazione finanziaria: un argomento predominante in merito al quale l’Italia sconta un ritardo rispetto ad altri paesi.

In virtù delle importanti attività e della profonda evoluzione che si registra nell’ambito della definizione di strumenti di razionalizzazione e di regolamentazione dell’educazione finanziaria, il Salone della Gestione del Risparmio ha quindi ospitato, mercoledì 21 aprile, un seminario a cura dell’UNI proprio su questo tema: "Educazione finanziaria del cittadino - Requisiti del servizio".
L’appuntamento ha offerto una duplice opportunità: da un lato chiarire il significato e il ruolo che le norme tecniche volontarie possono svolgere nella crescita e nella maturazione del mercato, dall’altro – più nel dettaglio – illustrare gli aspetti qualificanti della norma tecnica destinata all’educazione finanziaria, e quindi studiata per un settore in cui si avverte forte l’esigenza di adeguati strumenti di razionalizzazione.

In questo contesto l’attenzione va posta anche a quelle iniziative che rispondono all’esigenza di far crescere nel Paese una generazione di risparmiatori maggiormente informati e responsabili. È il caso di "Economic@mente", un progetto di educazione finanziaria realizzato da ANASF – Associazione Nazionale Promotori Finanziari in collaborazione con la società di consulenza Progetica per gli studenti della scuola media superiore, con la finalità di formare gli investitori di domani. Come ha spiegato Maurizio Bufi, Responsabile Area Rapporti con i Risparmiatori di ANASF, "obiettivo del progetto è infatti quello di rendere gli studenti consapevoli del proprio ciclo di vita finanziaria, della corretta pianificazione per il raggiungimento dei propri obiettivi, dei prodotti disponibili sul mercato e degli operatori in grado di fornire un supporto qualificato".
"Formare gli investitori di domani è infatti un'attività fondamentale"
ha ricordato Fabio Picciolini, Segretario Nazionale di Adiconsum e relatore al seminario, il quale ha inoltre dichiarato che: "L’investitore italiano non è né abbastanza tutelato, né sufficientemente attento. Si deve perciò educare partendo dalla base, cioè i giovani, che sono i futuri investitori. L’UNI ha un ruolo importantissimo: da un parte definisce un comportamento garantito tramite regole certe, dall’altra svolge un’attività formativa ed informativa attraverso i propri operatori".
Gaetano Megale
, Relatore del progetto di norma tecnica, ha spiegato che secondo il progetto di norma UNI i contenuti dell'educazione finanziaria vertono su quelle che sono le esigenze del ciclo di vita del consumatore e non sui prodotti finanziari. In pratica gli obiettivi principali dell'educazione finanziaria "a norma" sono, per i consumatori, l'identificazione dei propri bisogni, dei propri obiettivi e del proprio progetto di vita e, per i consulenti, quello di diventare esperti degli strumenti necessari per soddisfare i bisogni e raggiungere gli obiettivi dei consumatori.

Due anni fa l’UNI ha iniziato ad occuparsi di finanza e di pianificazione finanziaria arrivando a pubblicare la norma internazionale UNI ISO 22222 che specifica la metodologia della pianificazione nonché i comportamenti etici, le competenze e l’esperienza professionale richieste agli operatori di questo delicato settore.
Nel gennaio 2010, invece, UNI ha pubblicato la specifica tecnica UNI/TS 11348 che analizza i requisiti di qualità della consulenza finanziaria, indicati nella norma UNI ISO 22222, adattandoli al contesto culturale e di mercato italiano ed alle normative vigenti quali la MiFID.
Una volta fissate le regole per la qualità della pianificazione finanziaria, l’UNI ha avvertito l’esigenza di disciplinare anche l’educazione finanziaria, per mettere nelle mani del consumatore uno strumento realmente utile ad orientarlo in un settore difficile e complesso.

È ormai in dirittura d’arrivo il progetto di norma U83000740 "Educazione finanziaria del cittadino – Requisiti del servizio" che definisce i requisiti di qualità della educazione finanziaria del cittadino: si tratta di una guida che offre un quadro di riferimento organico dell’attività di educazione finanziaria, sia per le tipologie possibili di servizio sia per i relativi requisiti di progettazione ed erogazione. Il documento dà particolare importanza ai temi della trasparenza nei rapporti tra erogatore ed utente, dell’indipendenza dell’azione di educazione finanziaria e della definizione dei ruoli e delle responsabilità dei soggetti coinvolti.
Gestire i propri risparmi e le proprie risorse economico-finanziarie richiede infatti capacità di analisi e valutazioni che necessitano della consulenza di professionisti di settore: è quindi importante - tramite l’educazione finanziaria – mettere in grado i cittadini di utilizzare competenze consulenziali professionali che possano permettere un’organizzazione efficace delle risorse, coerente con gli obiettivi personali.

A testimonianza della delicatezza del tema, la legislazione italiana ha mostrato grande interesse verso la normazione tecnica sull’educazione finanziaria. Proprio sull’argomento si è infatti svolta, alla fine del 2009, un’audizione UNI presso la 10a Commissione del Senato "Industria, Commercio, Turismo".
Il progetto di norma UNI potrebbe costituire un’utile integrazione ai lavori della Commissione, mettendo così in atto un’attività coordinata e coerente tra la definizione di una Legge in materia ed i relativi strumenti tecnici di attuazione.
L’esigenza di mettere a punto il progetto di norma UNI è stata avvertita anche per la notevole frammentazione delle iniziative di educazione finanziaria in Italia, attivate da diversi soggetti del mercato. Ciò ha innescato un dibattito circa l'indipendenza dell’educazione finanziaria e i dubbi di autoreferenzialità e di potenziale utilizzo dell’educazione finanziaria per interessi di parte.

La norma UNI per l'educazione finanziaria può così rappresentare un valido contributo tecnico per delineare un’educazione capace di ottemperare a requisiti definiti dai fruitori e da tutte le parti interessate. Obiettivo della futura norma UNI è quindi quello di orientare e guidare gli attori (pubblici e privati) che intendono realizzare programmi di educazione finanziaria al cittadino.
Al gruppo di lavoro UNI che ha elaborato il progetto di norma hanno partecipato rappresentanti delle associazioni dei consumatori, delle associazioni degli operatori (intermediari dei mercati assicurativo-previdenziale, di investimento e finanziario), delle Università, delle società di ricerca e consulenza, degli organismi di certificazione.

Il progetto di norma ha appena ultimato la fase dell'inchiesta pubblica: il documento elaborato e approvato dall'organo tecnico competente è stato infatti messo a disposizione, come da prassi, di tutti gli operatori al fine di raccogliere i commenti e ottenere il consenso più allargato possibile.

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