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di Natalia Gil Lopez, Consigliere UNI e Dipartimento Politiche Ambientali CNA

È ormai assodato che la normazione tecnica è uno strumento di competitività e innovazione a supporto dei sistemi imprenditoriali, che devono confrontarsi con un mercato globale sempre più complesso.
La revisione dello statuto UNI costituisce un’opportunità importante di rilancio e di costruzione di un modello organizzativo e di governance dell’ente in grado di rispondere alle richieste di un contesto economico in continua evoluzione.

Negli ultimi anni le PMI hanno sempre più riconosciuto alla normazione tecnica la capacità di spingere più in alto il livello qualitativo della propria attività per confrontarsi con clienti più esigenti e più attenti al sistema delle garanzie delle conformità e della sicurezza.
Non solo, pensiamo anche al ruolo che la normazione tecnica può assumere rispetto a temi oggi prioritari quali la digitalizzazione o l’economia circolare!

La CNA è da molti anni impegnata in un maggior coinvolgimento delle PMI nella normazione tecnica, una leva che a nostro avviso consente alle imprese di essere migliori protagoniste nel mercato unico comunitario e internazionale.
La cultura della normazione, la facilitazione della comprensione e dell’accesso al processo di normazione per le PMI possono avvenire più agevolmente con un diretto coinvolgimento nelle strategie che sono anche a monte dei processi decisionali.

In questo senso, la nuova struttura di governance UNI proposta nello statuto ha come obiettivo una equilibrata partecipazione dei soci dell’Ente.
Riteniamo infatti fondamentale poter contribuire - tramite un’equilibrata partecipazione di tutte le parti interessate - alla governance per garantire, oltre a una sua maggiore funzionalità, anche un rafforzamento del legame tra normazione e PMI affinché queste possano sfruttare pienamente i benefici - in termini di maggiore competitività ed efficienza - che le norme tecniche offrono.

Si ricorda che gli enti di normazione nazionali vengono sollecitati in tal senso anche dal Regolamento UE 1025/2012, dallo Small Business Act della Commissione europea e più recentemente in Italia dal Decreto Legislativo 223/2017.

In Europa, come è noto, la normazione ha assunto un ruolo fondamentale per il sistema economico e sociale dell’Unione, risultando un punto di riferimento sia per l’armonizzazione del mercato interno, sia per le politiche e la legislazione comunitarie. Di fatto, la revisione del sistema europeo di normazione ha introdotto misure ad hoc per accrescere la partecipazione delle PMI ai processi di elaborazione delle norme tecniche sia a livello nazionale, sia a livello europeo. L’Unione europea infatti ritiene che le PMI siano ancora sottorappresentate nelle attività di normazione europea e vada pertanto incoraggiato e facilitato il loro accesso alle norme e ai processi di sviluppo delle stesse; ecco perché inserire un chiaro riferimento nel testo dello statuto alla partecipazione delle organizzazioni di rappresentanza delle PMI negli organi di governance.

La revisione dello statuto dell’Ente rappresenta inoltre l’occasione per un rilancio del sistema nel suo complesso e per un rafforzamento dell’Infrastruttura Qualità Italia, al fine di rispondere al meglio alle esigenze del mercato e - allo stesso tempo - garantire la competitività del sistema economico italiano in ambito europeo (CEN) e internazionale (ISO).
Per questo motivo, diventa indispensabile stabilire le necessarie sinergie con tutti gli attori della filiera (accreditamento-normazione-certificazione) e soprattutto incrementare il coinvolgimento delle Istituzioni nazionali, necessario per il corretto sviluppo della normazione tecnica e per il rapporto tra questa e la legislazione anche a livello nazionale.

Alla luce della rilevanza strategica e di interesse generale della normazione tecnica, occorre garantire agli enti di normazione nazionali le risorse necessarie a svolgere le funzioni e i compiti loro assegnati dal legislatore nazionale ed europeo e garantire in maniera stabile il posizionamento degli enti nazionali di normazione UNI e CEI sia a livello europeo che internazionale.
Posizionamento, a nostro avviso strategico, che consente di rappresentare al meglio gli interessi del sistema produttivo italiano, in particolare delle micro piccole e medie imprese, nell’ambito delle norme tecniche che regolano processi, prodotti e servizi.

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