Notizie | 20 Marzo 2025

Dieta mediterranea: molto più di un modello nutrizionale

La nomina, nella Task Force della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), del Presidente dell’Osservatorio Dieta Mediterranea ci ricorda l’importanza di valorizzare un nostro patrimonio alimentare e culturale. Come fa la UNI/PdR 170…

Lo scorso 22 febbraio la LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) ha annunciato la costituzione di una apposita Task Force per Patologia d’Organo e Apparati: una struttura operativa creata per fornire strumenti sempre più efficaci per la diagnosi precoce, la prevenzione e la cura delle patologie tumorali, attraverso un approccio strategico multidisciplinare.
osservatorio dieta mediterraneaDi questa iniziativa destinata ad agire nel campo della prevenzione e della ricerca oncologica fanno infatti parte molti esperti di diversi ambiti scientifici e medici, ed è senz’altro degno di nota che tra le personalità chiamate a far parte di questa Task Force vi sia anche Vito Amendolara, Presidente dell’Osservatorio Dieta Mediterranea.

Si tratta, come è ovvio, di un atto di alto valore simbolico nonché di un riconoscimento molto significativo che sottolinea l’importanza della nutrizione e di appropriati stili di vita nella prevenzione oncologica. E’ quindi anche una conferma quanto mai autorevole del fatto che la Dieta Mediterranea non è solo un modello nutrizionale e non riguarda esclusivamente il cibo, ma è qualcosa di ben più articolato (non è un caso che dal 2010 la Dieta Mediterranea sia stata riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale dall’UNESCO).
E’ questo l’approccio che ha portato già nel 2016 a sviluppare la UNI/PdR 25 (che ha fornito le prime linee guida per la promozione di uno stile di vita e di una cultura favorevole allo sviluppo sostenibile), e poi alla elaborazione e quindi alla pubblicazione, nel novembre scorso, della UNI/PdR 170 “Linee guida per la valorizzazione della Dieta Mediterranea – Modello per sistemi alimentari sostenibili”, di cui proprio Vito Amendolara è stato Project Leader.

Questa prassi di riferimento declina le caratteristiche di sostenibilità della Dieta Mediterranea, che va intesa come un insieme di conoscenze, pratiche, tradizioni che spaziano dal paesaggio alla tavola, che comprendono le coltivazioni, il raccolto, la pesca, la conservazione, la lavorazione, la preparazione e ovviamente il consumo degli alimenti. Insomma è un vero e proprio “modo di vivere” che racchiude specifici fattori sociali e culturali che convergono tutti, oltre che nel concetto di benessere, anche in quello di sostenibilità. Questo per l’uso predominante di prodotti agricoli locali ma anche per l’attenzione agli equilibri naturali grazie a un limitato impatto sui suoli, sulle risorse idriche e sulle emissioni di gas ad effetto serra: insomma, la Dieta Mediterranea è caratterizzata da un basso impatto ambientale e in tal senso svolge un ruolo significativo anche nel raggiungimento degli obiettivi della Agenda ONU 2030.

Ma la UNI/PdR 170 – liberamente scaricabile dal nostro Catalogo, previa registrazione – non si limita a descrivere un quadro teorico in cui caratteristiche alimentari e fattori sociali e culturali si intersecano per formare un modello coerente di sostenibilità, bensì fornisce indirizzi operativi (cioè azioni concrete, attività…) per i diversi soggetti interessati alla valorizzazione della Dieta Mediterranea e alla trasmissione dei suoi valori alle future generazioni. Così, partendo dalla piramide alimentare che indica gli “ingredienti” di una sana ed equilibrata alimentazione – che, come abbiamo visto, la LILT riconosce come uno dei fattori determinanti per la prevenzione delle patologie tumorali -, vengono specificati i principali aspetti della qualità di un prodotto (nutrizionale, merceologico, di origine, ambientale, legale…) così come gli aspetti di tracciabilità e rintracciabilità della filiera. Non manca poi un approfondimento sugli aspetti di formazione e informazione che devono coinvolgere tutti i soggetti che possono svolgere un ruolo determinante per mantenere vivo nel tempo questo inestimabile patrimonio comune che è insieme storico, culturale e alimentare.

In tal senso sensibilizzare l’opinione pubblica sul ruolo che uno stile di vita sano e bilanciato può avere in un’ottica di cura e di benessere è veramente fondamentale, così come la sinergia tra esperti di diverse discipline – come quella che la nuova Task Force della LILT ha messo in campo – permetterà di sviluppare strategie mirate e innovative, offrendo ai pazienti e alla comunità medico-scientifica un supporto ancora più qualificato ed efficace.
Siamo lieti che anche in questo campo il mondo della normazione sappia fornire un utile contributo.

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