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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

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News

Mercoledì, 17 Novembre 2010

disinfestazioneCon un valore che supera i 2.700 milioni di Euro e oltre 40.000 persone impiegate in tutta Europa, l’industria che fornisce servizi di disinfestazione gioca un ruolo importante nella tutela della salute pubblica, mantenendo case, scuole, aree ricreative, alberghi e altre attività sicure dalla presenza di parassiti e da animali e insetti nocivi alla salute.

Lo scorso 30 luglio, il CEN ha accettato la proposta presentata dall’UNI e supportata dal CEPA (Confederation of European Pest Management Associations) per l’elaborazione di una norma europea in materia di servizi di disinfestazione; malgrado i pesticidi utilizzati siano regolamentati dalla direttiva sui prodotti biocidi, in Europa non esistono regole comuni per il conferimento di licenze alle imprese di disinfestazione o agli operatori che svolgono tali mansioni (solo Francia, Germania, Malta e Spagna hanno elaborato norme nazionali sull’argomento).

E’ stato così creato in ambito CEN il nuovo Project Committee CEN/TC 404 “Project Committee - Services of pest management companies”, con l’incarico di mettere a punto una norma europea che specifichi i requisiti, le raccomandazioni e le competenze di base nel cui ambito dovranno operare le imprese di disinfestazione per soddisfare le esigenze dei clienti, per migliorare la qualità e la professionalità del servizio, per meglio rispondere alle esigenze delle aziende private, enti pubblici e dei consumatori.

La prima riunione del CEN/TC 404 si terrà a Milano giovedì 2 dicembre 2010.

UNI, Roberto Ravaglia
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Martedì, 16 Novembre 2010

Si tiene in questi giorni a Parigi (mercoledì 17 novembre) un workshop dell’ISO CASCO, il comitato di indirizzo politico dell’ISO in tema di valutazione di conformità, dal titolo “Risk based approaches to designing conformity assessment strategies”.
Tutte le attività di un’organizzazione implicano vari gradi di rischio che possono essere opportunamente gestiti. Questa gamma di rischi di cui un’organizzazione deve farsi carico, e il modo in cui li affronta, influisce sugli obbiettivi che essa riesce a raggiungere. Essi possono avere impatti a diversi livelli: economico, finanziario, commerciale, di sicurezza, tecnologico, ambientale ecc.
Uno degli approcci più efficaci per la gestione del rischio consiste nell’elaborazione di strategie di valutazione di conformità in relazione ai diversi livelli di rischio ipotizzabili e al loro concreto impatto sull’organizzazione e su tutte le sue attività.

CASCO_workshop2010Quest’anno il workshop non tratterà solo quegli aspetti considerati solitamente più ricorrenti e consueti in tema di valutazione di conformità, ma allargherà la discussione anche a campi sinora più “inesplorati” e tuttavia significativi perché in essi la valutazione di conformità può svolgere un ruolo importante, come i settori assicurativo, finanziario o legale.
Il workshop, in particolare, intende approfondire le caratteristiche dei più adeguati modelli di valutazione di conformità basati sul rischio e l’opportunità che questi siano adottati con successo per gestire le attività di un’organizzazione.
Si tratta quindi di identificare:

  • se la gestione del rischio può essere un fattore chiave di sviluppo per le norme di valutazione della conformità;
  • definire se e come l’ISO CASCO possa elaborare una guida sulla gestione del rischio nell’elaborazione di strategie di valutazione della conformità (siano esse indirizzate al settore pubblico o privato);
  • identificare se e come queste strategie di valutazione di conformità possano aiutare settori come quello finanziario, legale o assicurativo a gestire e contenere i rischi insiti nelle proprie attività;
  • verificare se esiste un sufficiente consenso per avviare lavori a livello internazionale in questa direzione.

Il risultato di questa attività potrebbe essere una guida o un documento normativo.
Nella prima sessione dell’ISO CASCO Workshop, dedicata ai rischi finanziari, interverrà anche Ruggero Lensi, Direttore Relazioni esterne, sviluppo e innovazione UNI, sul tema della ISO 22222, la norma internazionale dedicata alla pianificazione finanziaria, economica e patrimoniale personale (personal financial planning).

Martedì, 16 Novembre 2010

igieneoraleLavarsi i denti dopo ogni pasto, scegliere l’adeguato spazzolino e sostituirlo spesso, utilizzare il filo interdentale, scegliere un buon dentifricio sono tutte azioni che aiutano a prevenire le malattie di denti e gengive.
Per la scelta di questi prodotti ci vengono in aiuto anche le norme tecniche, che garantiscono al consumatore sicurezza, qualità, rispetto dell’ambiente e prestazioni.

“Odontoiatria – Dentifrici - Requisiti, metodi di prova e marcatura” è il titolo della norma UNI EN ISO 11609, che specifica i requisiti delle proprietà fisiche e chimiche dei dentifrici e fornisce, oltre a una guida per gli appropriati metodi di prova, i requisiti per la loro marcatura, etichettatura e imballaggio.
La norma, che si applica ai dentifrici destinati ad essere utilizzati quotidianamente dai consumatori al fine di promuovere la loro igiene orale, riporta requisiti relativi a: fluoro totale contenuto, metalli pesanti, pH, microbiologia, abrasività. Tra i metodi di prova troviamo quello per la determinazione del pH, dell’abrasività (dello smalto e dentina), della stabilità.
La norma sostituisce la UNI EN ISO 11609 del 2001.

Passiamo agli spazzolini da denti, classificati nella norma in tre tipologie. La UNI EN ISO 16409 “Odontoiatria - Prodotti per l’igiene orale - Spazzolini interdentali manuali” (che sostituisce l’edizione 2007) specifica i requisiti e i metodi di prova per i criteri di prestazione degli spazzolini interdentali manuali con la testa della spazzola a sezione circolare. La norma riporta anche le indicazioni del fabbricante relative alle istruzioni per l’uso e alla marcatura dell’imballaggio.

L’uso dello spazzolino dovrebbe essere affiancato dall’uso del filo interdentale: si applica al porta filo e al filo interdentale integrato per uso manuale la nuova norma UNI EN ISO 28158 “Odontoiatria - Porta filo e filo interdentale integrato”, elaborata allo scopo di presentare i requisiti e i metodi di prova per questi prodotti utilizzati per la cura professionale o domestica dell’igiene orale o come parte di un trattamento dentale. I requisiti si riferiscono ai materiali, alla forma e alla resistenza.

Queste norme tecniche devono essere utilizzate dal fabbricante per poter fornire sul mercato prodotti per l’igiene orale adeguati e soprattutto con caratteristiche di sicurezza in linea con lo stato dell’arte, oltre a garantire un livello di prestazione volto a far durare nel tempo i prodotti: per gli spazzolini, per esempio, la parola prestazione significa avere le setole che durano nel tempo e con una tenuta adeguata (la norma propone dei test specifici per verificare la tenuta delle setole e la loro resistenza al piegamento, che rende lo spazzolino inutilizzabile). L'utilizzare prodotti conformi a tale norma si traduce anche in meno costi (perché se comprano meno) e minori quantità di rifiuti prodotti.

A livello nazionale i lavori normativi in campo odontoiatrico sono seguiti dalla Commissione “Tecnologie biomediche e diagnostiche”.

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Martedì, 16 Novembre 2010
porta_apertaLa giornata mondiale della normazione del 14 ottobre è stata dedicata all'accessibilità per tutti e le tre organizzazioni mondiali di normazione - ISO, IEC e ITU - hanno sottolineato l'importanza di questo tema organizzando, dal 3 al 5 novembre a Ginevra, un workshop intitolato "Accessibility and the contribution of International standards". Scopo del Workshop: affrontare in modo coordinato la problematica dell' accessibilità e del ‘design for all’ nell'ambito dell'attività di normazione internazionale, raccogliendo suggerimenti, proposte e idee dai molteplici stakeholders che hanno preso parte all'evento.

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Martedì, 16 Novembre 2010

honeyAlimento di alto valore nutritivo, il miele è la sostanza alimentare che le api producono partendo dal nettare dei fiori o dalle secrezioni di parti vive delle piante.
Per rispondere all’esigenza di tradurre in norme condivise gli studi di caratterizzazione sviluppati a livello scientifico, il Gruppo di lavoro “Miele” della Commissione “Agroalimentare” dell’UNI ha dedicato la propria attività all’elaborazione di norme di prodotto per i principali mieli uniflorali italiani.

I lavori di normazione - che hanno visto la partecipazione dei principali rappresentanti scientifici, produttivo associativi e industriali del mondo apistico italiano - si sono concentrati, in base alla loro importanza produttiva e commerciale, su alcune tipologie di miele: di acacia, di castagno, di eucalipto, di agrumi e di melata (o miele di bosco).
Per ognuno di questi mieli sono state utilizzate tre tipologie di valutazioni complementari: l’analisi dei parametri chimico-fisici, l’analisi microscopica o melissopalinologica (lo studio del polline presente nel miele) e l’analisi sensoriale.

Arriva dunque il miele a norma UNI!
Compito del settore produttivo sarà ora quello di portare a conoscenza i consumatori e di promuovere adeguatamente il prodotto “a norma”, per esempio riportando il riferimento della norma UNI in etichetta.

Pubblicate nel mese di settembre, le cinque nuove norme definiscono le caratteristiche sensoriali, chimico-fisiche, microscopiche e melissopalinologiche del miele. Eccole elencate:

  • UNI 11375:2010 “Miele di melata o miele di bosco - Definizione, requisiti e metodi analisi”
  • UNI 11376:2010 “Miele di castagno (Castanea sativa Miller) - Definizione, requisiti e metodi analisi”
  • UNI 11382:2010 ”Miele di acacia (Robinia pseudacacia L.) - Definizione, requisiti e metodi analisi”
  • UNI 11383:2010 “Miele di eucalipto - Definizione, requisiti e metodi di analisi”
  • UNI 11384:2010 “Miele di agrumi (Citrus spp.) - Definizione, requisiti e metodi analisi”.

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Lunedì, 15 Novembre 2010

private_swimmingpoolSi chiama CEN/TC 402 “Private family swimming poos” e si inserisce nell’ambito dell’attività normativa della Commissione tecnica UNI “Impianti ed attrezzi sportivi e ricreativi”, tramite lo specifico Gruppo di lavoro UNI “Piscine”, che segue già i lavori normativi sulle piscine pubbliche.

Nel mese di ottobre si è tenuta a Bruxelles la prima riunione del Comitato CEN/TC 402 a cui hanno partecipato diverse delegazioni dei vari paesi europei, compresa una delegazione italiana nominata dalla commissione UNI di riferimento.
E’ stato approvato il titolo e lo scopo del Comitato TC 402, che delimita il campo di attività, come segue:

Titolo: Piscine domestiche e spa
Scopo:
Standardizzazione nel campo delle piscine domestiche, spa e altri tipi di vasche e loro materiali, attrezzature e accessori, utilizzate per scopi domestici/privati

Il TC 402 ha costituito due Gruppi di lavoro (WG), da utilizzare per lo sviluppo delle norme europee nel campo delle piscine private, come segue:

  • WG1 "Pool structure – Design, product and installation"
  • WG2 "Pool water circulation, filtration and treatment"

Nel piano di lavoro del nuovo TC 402 per il momento sono stati registrati i seguenti progetti:

  • Domestic swimming pools - Part 1: General safety requirements
  • Domestic swimming pools - Part 2: Specific safety requirements and test methods for inground pools
  • Domestic swimming pools - Part 3: Specific safety requirements and test methods for aboveground pools

Questi progetti saranno seguiti dal Working Group 1, mentre per il Working Group 2 non sono stati ancora registrati documenti/progetti di norma, in quanto la tematica relativa al trattamento delle acque di piscina è complessa e si collega anche a disposizioni legislative/regolatorie locali e/o regionali.
A livello nazionale il Gruppo di lavoro "Piscine" seguirà da vicino l’attività del CEN/TC 402 e porterà la propria esperienza e competenza, anche partecipando con un gruppo di esperti UNI membri del GL. In particolare si collaborerà allo sviluppo delle nuove norme sulle piscine private utilizzando quanto già pubblicato in materia di piscine pubbliche, sia a livello europeo con il TC 136, sia a livello nazionale UNI, dove è stata pubblicata da diversi anni la norma UNI 10637 "Piscine - Requisiti degli impianti di circolazione, trattamento, disinfezione e qualità dell’acqua di piscina".

Gian Luca Salerio
Responsabile Divisione Sanità, alimentazione, materiali e beni di consumo
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Venerdì, 12 Novembre 2010

Il Centro Formazione UNI, al fine di soddisfare il crescente bisogno di conoscenza e professionalità proveniente dal mondo imprenditoriale, propone un corso base sul sistema di gestione per la qualità.
In un mondo in continua evoluzione la qualità rimane uno degli elementi chiave attraverso cui il mercato seleziona l’offerta: per tale motivo, quindi, diventa sempre più una necessità avere una solida preparazione in materia.

Il corso, che si terrà a Milano martedì 16 novembre, vuole essere un momento formativo, propedeutico alla conoscenza del sistema di gestione per la qualità secondo le norme della serie UNI EN ISO 9000. Nel corso della giornata sarà illustrata l’applicazione di tutti i requisiti previsti dalla nuova norma UNI EN ISO 9001:2008 e verrà fatto un accenno al quadro di riferimento in cui è collocata, toccando temi quali la normazione, la certificazione e l’accreditamento a livello sia nazionale sia internazionale.

Durante il corso verranno fornite le informazioni basilari a coloro che desiderano avvicinarsi al tema della gestione per la qualità e conseguire conoscenze indispensabili per ricoprire ruoli quali: responsabili e addetti alla gestione per la qualità, auditor e consulenti di sistemi di gestione aziendale in tutti i settori merceologici.

Il corso si rivolge al personale di imprese, di società di servizi e della Pubblica Amministrazione che necessitano di informazioni di base sui sistemi di gestione per la qualità e, in generale, a tutti coloro che hanno interesse in materia di gestione aziendale.

Centro Formazione UNI
tel. 02 70024379 - 70024440
fax 02 70024411
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Venerdì, 12 Novembre 2010

Il Centro Formazione UNI, in collaborazione con ANGQ, offre la possibilità qualificare la propria attività di audit mediante il corso “Auditor/responsabili gruppo di audit di sistemi di gestione per la qualità”,  che permette di approfondire la conoscenza delle metodologie per la conduzione degli audit migliorando le competenze per una corretta gestione, pianificazione, organizzazione, comunicazione e chiusura dell'audit. È strutturato in due moduli:

  • il primo "Auditor/responsabili gruppo di audit interni di SGQ" della durata di 24 ore analizza la norma UNI EN ISO 19011:2003, strumento di gestione per tenere sotto controllo e verificare l’efficace attuazione del sistema di gestione per la qualità e di altri sistemi di gestione. E’ sicuramente  propedeutico per tutti gli operatori impegnati negli audit poiché propone un primo livello di formazione specifica sugli audit interni di Sistemi di Gestione per la Qualità;
  • il secondo modulo "Auditor/responsabili gruppo di audit di sistemi di gestione per la qualità - ANGQ qualificato CEPAS" della durata di 40 ore prevede invece un esame finale e il rilascio dell'attestato di superamento corso.

Coloro che non possono seguire l’intero corso qualificato CEPAS in una sola volta possono frequentarlo anche in tempi diversi: dopo avere partecipato al primo modulo per Auditor interni, possono effettuare l’integrazione con le due giornate del secondo modulo in una delle altre edizioni dello stesso corso entro un periodo di 18 mesi.

Questo corso è stato studiato per dirigenti, responsabili qualità e addetti alla gestione dei sistemi qualità in tutti i settori merceologici, per consulenti di sistemi di gestione aziendale e per tutti coloro che desiderano perfezionare o completare la propria professionalità nel campo dei Sistemi di Gestione per la Qualità.
Il corso si tiene a Roma dal 22 al 26 novembre.

Centro Formazione UNI
tel. 02 70024379 - 70024440
fax 02 70024411
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Venerdì, 12 Novembre 2010

Si chiama “Ingegneria di manutenzione” il corso organizzato dal Centro Formazione UNI, con la collaborazione di CNIM (Comitato Nazionale Italiano per la Manutenzione), e rappresenta un’occasione di formazione e qualificazione per tutte quelle figure che ricoprono ruoli, anche a livello gerarchicamente elevato, nel campo della progettazione e della gestione della manutenzione.
Il corso si propone infatti  di:

  • fornire le conoscenze necessarie ai fini dell’avvio e dello sviluppo di progetti di manutenzione e di gestione della manutenzione di sistemi anche complessi
  • far conoscere, approfondire e migliorare sia le tecniche per il calcolo di affidabilità di un sistema, sia quelle per effettuare l’analisi dei modi di guasto
  • far acquisire la capacità di pianificare, organizzare e gestire le attività di manutenzione dei sistemi.

Il corso, che si svolgerà a Roma dal 13 al 15 dicembre, è stato studiato per dirigenti e quadri, progettisti, responsabili e figure tecniche del servizio di manutenzione, tecnici e manager di manutenzione.

Centro Formazione UNI
tel. 02 70024379 - 70024440
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Giovedì, 11 Novembre 2010

bicicletteNon sono norme, ma rapporti tecnici i quattro documenti pubblicati nel mese di ottobre riguardanti le biciclette: si tratta di una serie di spiegazioni e interpretazioni concordate all'interno del comitato tecnico CEN/TC 333 "Cycles" su alcuni punti delle norme europee EN 14764 (biciclette da città e da trekking), 14765 (biciclette da ragazzo), 14766 (mountain bike) e 14781 (biciclette da corsa).

Le norme europee sulle biciclette sono norme specifiche di prodotto contenenti numerosi requisiti e prove da effettuare in laboratorio: esse contengono delle "simulazioni" volte a verificare le caratteristiche fisiche e meccaniche del prodotto bicicletta.
Da diversi laboratori di certificazione - che usano le norme per rilasciare ai loro clienti le certificazioni di conformità - e fabbricanti di bici è scaturita l'esigenza di chiarire le modalità di esecuzione di alcune prove e di applicazione di specifici requisiti.

Pertanto a livello europeo, in seno al CEN/TC 333, è stato costituito il Gruppo "Interpretation panel" (Panel di Interpretazione) costituito da tutti i Convenor dei Working Group del TC 333, dal Chariman e dal segretario del TC 333 con l'obiettivo di rispondere in modo chiaro alle richieste di interpretazione. La modalità utilizzata ha seguito il seguente percorso:

  • a livello nazionale alcuni costruttori/laboratori hanno espresso dei dubbi sulle modalità di applicazione di un determinato requisito o test
  • questa richiesta viene discussa a livello nazionale presso il proprio Ente di normazione
  • se condivisa a livello nazionale, l'Ente normatore fa pervenire la richiesta alla segreteria del TC 333 (il TC è gestito dall'UNI), che la fa circolare a tutti i CEN members e la mette in discussione in una specifica riunione dell'Interpretation Panel per prendere una decisione
  • l'Interpretation Panel formula la risposta e la segreteria del TC 333 la fa circolare a tutti i CEN members per approvazione
  • se nessuno solleva obiezioni la risposta formulata è accettata e pertanto diventa l'interpretazione ufficiale per l'applicazione corretta della/delle norma/norme sulle biciclette (EN 14764, EN 14765, EN 14766, EN 14781).

I rapporti tecnici pubblicati sono:

  • UNI CEN/TR 16041 "Biciclette - Risposte alle richieste di interpretazione della norma EN 14764"
  • UNI CEN/TR 16042 "Biciclette - Risposte alle richieste di interpretazione della norma EN 14765"
  • UNI CEN/TR 16043 "Biciclette - Risposte alle richieste di interpretazione della norma EN 14766"
  • UNI CEN/TR 16044 "Biciclette - Risposte alle richieste di interpretazione della norma EN 14781".

Questi documenti pubblicati contengono tutte le risposte che l'Interpretation panel ha formulato in questi anni, che il CEN/TC 333 ha concordato di pubblicare inserendole nei quattro Rapporti Tecnici.

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