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Martedì, 16 Marzo 2010

cassonetti_rifiutiA Milano, Sassari e Napoli, plastica e lattine vanno gettate nel raccoglitore giallo, a Palermo in quello verde e a Roma in quello blu.
Ancora più complicata la situazione dei rifiuti indifferenziati: a Milano vanno nel nero, a Sassari, Torino e Roma nel verde, a Napoli nel blu, mentre a Bologna vanno nel grigio.

Da nord a sud il marrone dovrebbe essere il colore dei contenitori ove riporre i rifiuti organici ma a Roma, Milano e Bari non esiste questo tipo di raccolta e a Palermo nel raccoglitore marrone vanno a finire la carta, le lattine e il vetro.
Oltre ad un problema di colori, infatti, c’è anche quello della funzione attribuita al tipo di raccoglitore. A Roma e Firenze, infatti, plastica e lattine vanno insieme al vetro, che invece a Milano, Napoli e Bari va gettato soltanto nello specifico raccoglitore verde.
Un apposito raccoglitore della plastica è previsto invece soltanto a Torino (grigio) Bologna, Bari e Palermo (giallo). Per la carta invece il bianco sembrerebbe mettere tutti d’accordo se non fosse che torinesi e fiorentini usano il giallo, mentre bolognesi e baresi hanno il blu.
Prendendo spunto soltanto da alcuni esempi, sembra proprio che nel nostro Paese la raccolta differenziata segua criteri completamente diversi, disorientando il cittadino che si sposta di città in città e, a volte, anche all’interno della stessa città.

Non si tratta di un problema di mero decoro urbano (anche se il problema si pone eccome) ma proprio di una assoluta carenza di uniformità che penalizza l’efficacia della raccolta differenziata.
L’utilizzo di colori diversi, combinato alla diversa tipologia di raccolta, è stato evidenziato nell’ambito della riunione plenaria annuale del Comitato tecnico europeo CEN/TC 183 "Waste management" (competente proprio nella definizione di norme tecniche europee relative alla gestione e raccolta dei rifiuti) che si è tenuta a Palermo nel novembre scorso. In quella sede è stata avanzata una nuova proposta relativa alla definizione di un modello di elementi visivi che permettano di identificare i rifiuti da parte dei consumatori e degli operatori.
È del tutto evidente, infatti, che con l’introduzione della raccolta differenziata si sono diffusi schemi, abitudini e contenitori diversi da comune a comune e si rende quindi necessario un sistema che abbini forme, colori e scritte per permettere immediatamente di sapere se il contenitore specifico (ed il relativo servizio di raccolta) è riservato alla carta, o alla plastica, o ad un insieme di più materiali.
Individuare alcuni standard, attraverso l’approvazione della TC 183, significherebbe infatti rivoluzionare positivamente abitudini italiane ed europee di tutti i giorni.

Di seguito diversi esempi da Nord a Sud delle differenze tutte italiane

Fonte: siti internet delle aziende di servizi ambientali dei rispettivi Comuni

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Venerdì, 12 Marzo 2010

raccoltarifiutiOgni anno nel nostro paese si producono milioni di tonnellate di rifiuti. Gli investimenti in questo settore si rivolgono principalmente verso nuove soluzioni tecnologiche che riguardano il rispetto dell'ambiente e il contenimento dei costi, ma anche il tema della sicurezza dei veicoli e degli operatori che si occupano della loro raccolta non va tralasciato.
Lo scorso febbraio è stata pubblicata la versione aggiornata della norma UNI EN 1501 "Veicoli raccolta rifiuti e relativi dispositivi di sollevamento - Requisiti generali e di sicurezza" Parte 1 "Veicoli raccolta rifiuti a caricamento posteriore" e Parte 2 "Veicoli raccolta rifiuti a caricamento laterale".

La UNI EN 1501-1:2010 specifica i requisiti di sicurezza e di progettazione per i veicoli raccolta rifiuti (VRR) a caricamento posteriore, per la raccolta, il trasporto e lo scarico di rifiuti solidi e materiali riciclabili, azionati da energia idraulica; copre anche i relativi dispositivi di sollevamento (alza-voltacontenitori) e i riferimenti alle connessioni con gli autotelai.

La UNI EN 1501-2:2010 specifica invece i requisiti tecnici per minimizzare i pericoli che possono verificarsi durante il funzionamento e la manutenzione, così come previsto dal costruttore o da un suo rappresentante autorizzato, dei veicoli raccolta rifiuti (VRR) a caricamento laterale per la raccolta, il trasporto e lo scarico di rifiuti solidi. La norma si applica ai VRR a caricamento laterale e ai relativi dispositivi di sollevamento (alza-voltacontenitori).

Le due parti della norma riportano le tipologie di rischi e di pericoli conosciuti nel campo delle operazioni effettuate dai veicoli per la raccolta dei rifiuti (intrappolamento, schiacciamento, urti, fuoriuscita di fluidi idraulici, caduta di rifiuti o di contenitori per rifiuti, rumore e molti altri), i requisiti di sicurezza dei veicoli, le informazioni per l'uso e la manutenzione, la marcatura.

La UNI EN 1501 interessa progettisti, produttori e fornitori di veicoli per la raccolta di rifiuti; è destinata ad essere utilizzata in combinazione con le norme elaborate dal comitato tecnico CEN/TC 183/WG 1 per i contenitori mobili per rifiuti (serie UNI EN 840), i contenitori stazionari per rifiuti (serie prEN 12574 e UNI EN 13071).

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Giovedì, 11 Marzo 2010

tastiera_pc2Con la revisione della norma ISO/IEC 9995 "Information technology – Keyboard layouts for text and office systems" le tastiere dei nostri computer (e non solo) saranno maggiormente in grado di soddisfare le esigenze di universalità che nascono in questa epoca "digitale".
La norma internazionale, composta di più parti, fornisce infatti uno schema per la progettazione, l’organizzazione e il disegno di tutte le tastiere da utilizzare in ambito IT, contengano esse lettere, numeri, simboli o altri segni grafici.
In sostanza questa ultima revisione della norma ISO/IEC 9995 definisce lo "stato dell’arte" per quanto riguarda il layout delle tastiere informatiche e in un certo senso garantisce che gli utenti possano operare su di esse con la necessaria familiarità in qualsiasi parte del mondo.

La norma recentemente pubblicata prende in considerazione le più svariate applicazioni – esistenti o di prossima realizzazione – che utilizzano tastiere: computer, telefoni fissi o cellulari, calcolatori, macchine da scrivere elettroniche, touch-screen e molti altri strumenti multimediali.
La norma suddivide la tastiera in sezioni chiaramente identificabili e assegna precise funzioni ai tasti. Essa specifica requisiti per la forma e le sezioni delle tastiere, per il posizionamento dei tasti, per la loro distanza e altre caratteristiche ancora.

"Grazie ai simboli previsti dalla norma ISO/IEC 9995-7, gli utenti possono - a prescindere dalla lingua o dal paese – riconoscere i tasti di funzione, come il back, l’esci o l’invio" – afferma Alain LaBonté, coordinatore del gruppo di lavoro che ha elaborato la norma, l’ISO/IEC JTC 1/SC 35/WG 1"e possono quindi orientarsi tra le tastiere di molteplici applicazioni".
"L’ultima e recente versione della norma" – conclude LaBonté – "accoglie il più ampio set di caratteri utilizzati oggigiorno dalle applicazioni informatiche e multimediali e garantisce una interfaccia comune, intuitiva e di facile utilizzo".

Tra le principali novità della nuova edizione della norma ISO/IEC 9995: riduzione del numero di "zone" in cui è suddivisa la tastiera, maggiore flessibilità nel posizionamento dei simboli nei tasti in determinate condizioni e supporto per la gestione dei caratteri di alfabeti diversi, compresi quelli accentati. La parti della ISO/IEC 9995 aggiornate e pubblicate nel 2009 sono le seguenti:

  • Parte 1: General principles governing keyboard layouts
  • Parte 2: Alphanumeric section
  • Parte 4: Numeric section
  • Parte 5: Editing and function section
  • Parte 7 Symbols used to represent functions
  • Parte 8: Allocation of letters to the keys of a numeric keypad

La parte 3 ("Complementary layouts of the alphanumeric zone of the alphanumeric section") è attualmente in fase di revisione.

Yves Neuville, Segretario del sottocomitato ISO/IEC, sottolinea che "almeno il 95% delle tastiere oggi in uso sono conformi alla norma internazionale". Questo è dunque un ottimo esempio di come il sottocomitato 35 sia stato in grado di rispondere in maniera efficace a un’esigenza realmente sentita di adattabilità e uniformità presente nel mondo dell’information technology.

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Mercoledì, 10 Marzo 2010

logo_ccfeLa Camera di Commercio di Ferrara ha stanziato 100.000 euro per favorire la crescita e lo sviluppo dell'imprenditoria locale. La somma si riferisce a contributi da erogare alle imprese della provincia di Ferrara che decidono di adottare sistemi di gestione ambientale (UNI EN ISO 14001), di qualità dei processi e dei prodotti (UNI EN ISO 9001; UNI 10939; UNI 11020; UNI 10854; UNI EN ISO 22000) e di responsabilità sociale.
Per quanto riguarda la responsabilità sociale, si fa riferimento alla messa in opera di azioni che supportino le donne, e dunque la famiglia, nella conciliazione tra impegni professionali e familiari nonché ad interventi volti al superamento di barriere architettoniche, sensoriali e/o percettive.

Secondo il bando emanato dalla Camera di Commercio sono ammesse al contributo camerale le spese, al netto di IVA, sostenute dalle imprese nel periodo compreso tra l’1 gennaio 2010 e il 31 marzo 2012 relative a consulenze specialistiche esterne, formazione del personale, ottenimento della prima certificazione da parte di un organismo accreditato.
Per la certificazione dei sistemi di gestione per la qualità (realtive a prodotti o processi), il contributo riconoscibile è pari al 50% dell’importo complessivo delle spese sostenute (al netto IVA), sino ad un massimo di 5.0000 euro. Per lo sviluppo e la certificazione dei sistemi di gestione ambientale il contributo riconoscibile è sempre pari al 50% delle spese sostenute, con un massimo che varia da 3.000 a 5.000 euro a seconda del tipo di intervento sostenuto.

Le domande potranno essere presentate a partire dal 22 marzo 2010 fino al 30 giugno 2010.
La modulistica sarà a breve disponibile sul sito internet www.fe.camcom.it.
La Camera di Commercio di Ferrara si riserva la possibilità di decretare la chiusura anticipata del bando in caso di esaurimento dei fondi a disposizione.
Per ulteriori dettagli e informazioni sul bando, è possibile consultare e scaricare il documento "Contributi per l’adozione di sistemi di qualità, di gestione ambientale, marcatura CE e di sistemi di responsabilità sociale" (pdf), online sul sito internet della Camera di Commercio di Ferrara.

Venerdì, 05 Marzo 2010

telepedaggioUna nuova specifica tecnica ISO armonizza i requisiti relativi ai sistemi di riscossione elettronica dei pagamenti (EFC-Electronic fee collection) per i tratti stradali soggetti a pedaggio. Il documento intende facilitare la mobilità tra le diverse reti stradali e contribuire a garantire l'affidabilità della raccolta dei dati e la corretta tariffazione.
Dal titolo "Electronic fee collection - Compliance check communication for autonomous systems", la ISO/TS 12813:2009 contribuirà a garantire che attrezzature di bordo (OBE-on-board equipment) che si basano su sistemi di localizzazione satellitare per il pagamento del pedaggio possano essere verificate dalle autorità stradali.

La ISO/TS 12813 definisce i requisiti di comunicazione dedicata a corto raggio (DSRC-dedicated short range communication) tra l'attrezzatura di bordo e un lettore di identificazione destinato a verificare la validità di tale attrezzatura. È infatti noto che quando si utilizza un sistema di pedaggio basato su comunicazione a corto raggio (DSRC) gli equipaggiamenti di bordo sono automaticamente verificati dalle attrezzature a terra, mentre nel caso di sistemi autonomi di pedaggio (come ad esempio quelli basati su tecnologie satellitari), le stazioni di terra non sono usate per il pedaggio. Si pone quindi il problema per un concessionario di una infrastruttura soggetta a pedaggio, di verificare che i veicoli che percorrono quell’infrastruttura siano equipaggiati con apparecchiature valide, cioè non falsificate o modificate.
Il sistema consentirà il controllo dei veicoli aumentando al tempo stesso la coerenza e la precisione nella riscossione elettronica dei pedaggi, nell'interesse degli operatori come degli utilizzatori.

Secondo Wolfgang Beier, responsabile del gruppo di esperti che ha elaborato il documento, "la ISO/TS 12813 sarà di aiuto agli utenti della strada e alla loro crescente richiesta di mobilità e praticità, così come agli operatori dei servizi di pedaggio, che potranno stabilire l'accuratezza dei pagamenti sulla base di dati affidabili".

Il campo di applicazione delle norme sulla riscossione elettronica dei pagamenti (EFC) riguarda i sistemi di pedaggio e gli scambi di dati e informazioni fra i diversi attori (concessionari, fornitori di servizio, autorità) che costituiscono il sistema complessivo del pedaggio. Tali norme riguardano principalmente i sistemi EFC basati sulle tecnologie di comunicazione dedicata a corto raggio (DSRC), i sistemi "autonomi", tipicamente basati su posizionamento satellitare e comunicazione via rete cellulare (GNSS-CN - Global Navigation Satellite Systems - Cellular Network) e le tecnologie delle carte a circuito integrato (ICC-Integrated Circuit Card).
Le norme EFC non riguardano solamente i "requisiti". Esse trattano anche le procedure di prova associate che permettono di valutare la conformità delle unità on-board e dei dispositivi a terra.

Le norme EFC sono fondamentali per raggiungere l'interoperabilità nazionale e internazionale. Esse sono utilizzate in più di 40 Paesi (Giappone, Australia, Sud America, Europa, ecc.) e da un centinaio di sistemi nel mondo. Più di 50 milioni di equipaggiamenti di bordo e più di 25.000 equipaggiamenti sulle strade sono stati prodotti in conformità a queste norme.

La ISO/TS 12813:2009 è stata elaborata congiuntamente dal comitato tecnico internazionale ISO/TC 204 "Intelligent Transport Systems" e dal comitato tecnico europeo CEN/TC 278 "Road transport and traffic telematics".

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Venerdì, 05 Marzo 2010

iso26000La futura norma ISO 26000 sulla responsabilità sociale ha fatto un ulteriore importante passo in avanti: la bozza sottoposta a votazione nelle scorse settimane (il voto degli enti normatori membri ISO si è chiuso il 14 febbraio scorso) può ora passare alla versione FDIS (Final Draft International Standard), in pratica l’ultimo passaggio prima che il documento venga pubblicato ufficialmente come norma internazionale.

L’iter, dal voto favorevole ottenuto dal DIS al raggiungimento dello status di bozza finale (FDIS), si è necessariamente allungato per dare modo al gruppo di lavoro (l’ISO/WG SR) di valutare e prendere in debita considerazione i commenti ricevuti da quei membri ISO e da quelle organizzazioni che hanno collegamenti con il gruppo di lavoro - e che, a vario titolo, rappresentano il più vasto campo degli "stakeholder" (i portatori di interesse) - i quali, pur non avendo diritto di voto, seguono direttamente i lavori di elaborazione della norma esprimendo, in termini meno formali, il proprio giudizio.

Ora, a seguito della votazione favorevole di febbraio e della valutazione approfondita dei commenti ricevuti, il Gruppo di lavoro ISO sulla responsabilità sociale ha concluso che sussistono i requisiti per registrare il documento come versione FDIS.
Con questa importante decisione ora l’ISO/WG SR si concentrerà con maggior dettaglio sui ben 2.650 commenti ricevuti nel corso della fase di votazione, così da ottenere il più ampio consenso sull’elaborazione finale del documento.
Con questo obiettivo fondamentale, a livello operativo si intendono individuare i temi principali scaturiti da questa ingente mole di commenti e farne il perno della discussione in occasione della prossima riunione del gruppo di lavoro ISO in programma a Copenhagen nel mese di maggio.
Dopo la riunione di Copenhagen sarà quindi elaborata una nuova versione del documento che sarà sottoposta per due mesi a un’ulteriore votazione. Se al termine di questo periodo il FDIS otterrà un responso favorevole, la norma ISO 26000 potrà finalmente vedere la luce. Se i tempi saranno rispettati, questo indicativamente potrà avvenire entro la fine dell’anno.

Si è dunque giunti ad una fase cruciale dei lavori normativi.
A conferma del grande e proficuo lavoro finora svolto, l’ISO/WG SR ha voluto esprimere ufficialmente il proprio ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato, in particolare a coloro che hanno fatto pervenire i loro commenti, sia di ordine positivo che negativo. Tutti saranno presi in considerazione e grazie ad essi sarà infine possibile sviluppare un testo che realmente sia l’espressione di un largo consenso.

La futura norma ISO sulla responsabilità sociale fornirà una guida generale sull’argomento - basata su un consenso internazionale - in grado di incoraggiare in futuro l’adozione delle migliori pratiche in questo ambito. La ISO 26000 fa infatti tesoro delle concrete iniziative di responsabilità sociale sinora messe in atto nel settore sia pubblico che privato.
L’ISO/WG SR è composto da 436 esperti e 195 osservatori, in rappresentanza di 94 paesi e 42 organizzazioni collegate.

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Giovedì, 04 Marzo 2010

Alla presenza di circa un centinaio di partecipanti, si è tenuto oggi a Milano presso la sede UNI l’incontro di presentazione della norma UNI 9795 "Sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione allarme d'incendio - Progettazione, installazione ed esercizio".
La norma, pubblicata a gennaio di quest’anno, definisce i criteri per la progettazione, l'installazione e l'esercizio dei sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione di allarme antincendio, destinati a essere installati in edifici, indipendentemente dalla loro destinazione d'uso.

L’incontro è servito per fare un quadro dell’attuale situazione normativa in materia e per illustrare nel dettaglio le novità introdotte nel testo della norma tecnica rispetto alla precedente edizione risalente a cinque anni fa. Non sono mancati inoltre i riferimenti al quadro legislativo, in particolare al Decreto Ministeriale 37/2008 che fissa obblighi e responsabilità delle ditte installatrici.

L’aspetto della effettiva funzionalità degli impianti è un punto cruciale in merito al quale si concentrano tanto gli sforzi legislativi quanto quelli di ordine tecnico. Per questo la rispondenza alla "regola dell’arte" per tutti gli impianti è diventata un elemento che da un lato qualifica in termini competitivi e dall’altro tutela in termini di responsabilità.

All’incontro hanno partecipato tra gli altri Paolo Borloni e Mirco Damoli, membri della commissione tecnica UNI "Protezione attiva contro gli incendi", Cristiano Fiameni, Funzionario tecnico UNI della medesima commissione tecnica, Umberto Paroni, Segretario CT 20 CEI e Alessandra Toncelli, Responsabile Servizio Centrale Legale Federazione ANIE.

Mercoledì, 03 Marzo 2010

isots22002La pubblicazione di un nuovo documento nella famiglia delle norme ISO 22000, volto a prevenire e a controllare i pericoli relativi alla sicurezza degli alimenti, porterà su scala mondiale dei benefici alle migliaia di operatori del settore alimentare.
Si tratta della specifica tecnica ISO/TS 22002-1:2009 "Prerequisite programmes on food safety - Part 1: Food manufacturing", che stabilisce i requisiti dei programmi di prerequisiti necessari a realizzare prodotti sicuri e a fornire alimenti sicuri per il consumo umano. La ISO/TS 22002-1 è destinata ad essere utilizzata in combinazione e a supporto della ISO 22000 (UNI EN ISO 22000:2005 "Sistemi di gestione per la sicurezza alimentare - Requisiti per qualsiasi organizzazione nella filiera alimentare"), norma che specifica i requisiti per un sistema di gestione della sicurezza alimentare in cui una organizzazione della filiera necessita di dimostrare la propria capacità di controllo dei pericoli sulla sicurezza alimentare in modo da assicurare che gli alimenti siano sicuri al momento del consumo umano.

Elaborata nel sottocomitato tecnico ISO/TC 34 "Food products" SC 17 "Management systems for food safety", la specifica tecnica si applica a tutte le organizzazioni coinvolte nella fase di produzione della catena alimentare, indipendentemente dalle dimensioni o dalla loro complessità; può essere utilizzata interamente o in parte, a seconda della natura delle operazioni coinvolte nella produzione di alimenti.

Si tratta della prima di altre specifiche tecniche da elaborare che trattano i programmi di prerequisiti relativi allo specifico settore alimentare.

La ISO/TS 22002-1 specifica i requisiti per stabilire, attuare e mantenere programmi di prerequisiti progettati per aiutare i produttori di alimenti a controllare:

  • la probabilità di introdurre pericoli per la sicurezza alimentare provenienti dall'ambiente di lavoro,
  • la contaminazione biologica, chimica e fisica del prodotto, inclusa la contaminazione incrociata tra prodotti,
  • i livelli di pericolo per la sicurezza alimentare del prodotto stesso e dell'ambiente in cui il prodotto alimentare è lavorato.

Jacob Faergemand, presidente della sottocommissione responsabile delle norme della serie ISO 22000, commenta: "Vista la possibilità dell'introduzione di pericoli relativi alla sicurezza alimentare nella fase di fabbricazione all'interno della catena di approvvigionamento, un ambiente igienico è essenziale. La ISO/TS 20002-1 si rivela pertanto molto utile nel ridurre la probabilità che i prodotti alimentari siano sottoposti a pericolo di una contaminazione e che i pericoli si moltiplichino".

L'impatto sul mercato della nuova specifica tecnica ISO/TS 22002-1:2009 sarà enorme: a fine 2008 infatti erano almeno 8.206 le organizzazioni certificate ISO 22000 in 112 Paesi.

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Martedì, 02 Marzo 2010

lentiacontattoMorbide, rigide o semirigide, le lenti a contatto sono utilizzate sia per correggere difetti visivi sia per motivi estetici. In ogni caso non bisogna dimenticare che si tratta sempre di dispositivi medici e che nell'utilizzarle è necessario seguire attentamente le istruzioni d'uso per una corretta applicazione, rimozione, pulizia e manutenzione. Un uso scorretto delle lenti a contatto può infatti danneggiare anche irreparabilmente gli occhi.
In Europa questi dispositivi sono coperti dalla Direttiva 93/42/CEE che riporta una serie di riferimenti a norme tecniche sui requisiti che devono avere le lenti a contatto e i liquidi per la loro conservazione.

Per assicurare regole comuni e per fornire un contributo globale in questo settore, è stata aggiornata e pubblicata la nuova edizione della norma internazionale UNI EN ISO 14534:2009 "Ottica oftalmica - Lenti a contatto e prodotti per la cura delle lenti a contatto - Requisiti fondamentali".
La norma specifica i requisiti di sicurezza e prestazionali di questi prodotti e stabilisce che l'effettiva prestazione delle lenti a contatto deve essere dimostrata mediante valutazioni delle informazioni esistenti e -se necessario- con prove cliniche.
Nella valutazione della sicurezza e delle prestazioni delle lenti si dovrà tener conto di alcuni elementi fondamentali, tra cui, ad esempio:

  • le caratteristiche funzionali;
  • le proprietà microbiologiche (compreso il carico biologico, la sterilità, la disinfezione e la conservazione di lenti a contatto);
  • la biocompatibilità;
  • la valutazione clinica;
  • la compatibilità chimica e fisica;
  • la stabilità (compresa la durata e la data di scadenza).

Per ciascun modello di lenti a contatto la norma prevede che si debba effettuare una valutazione dei rischi che deve essere eseguita utilizzando una metodologia riconosciuta. I materiali utilizzati per la loro fabbricazione devono essere scelti tenendo conto delle proprietà necessarie a soddisfare i requisiti di sicurezza, di prestazione, di fabbricazione, di manipolazione e di compatibilità con altri materiali con i quali possono venire a contatto. Nel testo della norma vengono inoltre fornite indicazioni riguardanti la progettazione, i processi di fabbricazione e la valutazione clinica.
Le lenti a contatto ed i prodotti per la loro cura devono tra l'altro rispettare alcuni requisiti microbiologici cioè devono garantire che la produzione di germi durante l'uso non crei l'insorgere di infezioni o di patologie all'utilizzatore.

La norma distingue inoltre i seguenti prodotti per la cura delle lenti a contatto:

  • i liquidi per la conservazione, pulizia e manutenzione delle lenti i quali devono essere forniti sterili e contenere principi attivi per la pulizia e la conservazione che però non danneggino le lenti;
  • i contenitori per lenti, costruiti in materiali atossici per garantire "l'incolumità" delle lenti durante la conservazione e il trasporto evitando i rischi di schiacciamento, taglio o perforazione.

Considerata la delicatezza di questi prodotti, particolare cura dovrà essere dedicata anche all'imballaggio che dovrà essere progettato in modo da proteggere i prodotti e da non comprometterne la funzionalità e la sicurezza.

La data di scadenza delle lenti a contatto dovrà essere stabilita sulla base di prove che dimostrino che ciascun prodotto, chiuso nel proprio imballaggio, conservi le caratteristiche specificate. L'imballaggio dei prodotti che non sono etichettati come sterili deve assicurare il mantenimento della pulizia del prodotto nelle normali condizioni di trasporto e conservazione mentre l'imballaggio dei prodotti sterili deve essere a prova di manomissione.

Particolare attenzione dovrà essere posta all'etichettatura e alle informazioni che devono essere fornite a cura del fabbricante: per le lenti non sterili il fabbricante deve specificare le eventuali controindicazioni, avvertenze e precauzioni o qualsiasi altra informazione necessaria ad un utilizzo sicuro delle lenti e dei relativi prodotti. Se si tratta di lenti che devono essere sostituite ad intervalli definiti, il fabbricante lo dovrà indicare chiaramente definendo anche il periodo di "validità". Al termine del periodo di utilizzo raccomandato nella confezione (giornaliero, bisettimanale, mensile ecc.) le lenti dovranno essere sostituite con un nuovo paio.
Per i prodotti destinati all'utilizzo in più occasioni, l'etichettatura e le istruzioni d'utilizzo devono comprendere un'indicazione che informi l'utente circa il periodo massimo possibile di utilizzo dopo l'apertura, alla scadenza del quale il prodotto deve essere scartato, in conformità con le istruzioni del fabbricante.

La UNI EN ISO 14534:2009 è una "norma armonizzata" ai sensi della direttiva europea, cioè interpreta i requisiti essenziali di salute e sicurezza obbligatori, previsti dalla legislazione.

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Lunedì, 28 Giugno 2010

prodotticostruzioneNella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea n. L38 dello scorso 11 febbraio è stata pubblicata una Decisione della Commissione che definisce le classi di reazione al fuoco di alcuni prodotti e materiali da costruzione, in attuazione della direttiva 89/106/CEE.

Nello specifico, i prodotti da costruzione interessati sono i seguenti:

  • adesivi per piastrelle: nell'Allegato alla decisione, la tabella "Classi di reazione al fuoco per gli adesivi per piastrelle ceramiche" riporta il riferimento alla norma EN 12004 (UNI EN 12004:2007 "Adesivi per piastrelle - Requisiti, valutazione di conformità, classificazione e designazione")
  • rivestimenti murali decorativi sotto forma di rotoli e pannelli: nella nota (1) della tabella in allegato viene citata la norma EN 15102 (UNI EN 15102:2008 "Rivestimenti murali decorativi - Prodotti in rotoli e pannelli")
  • sigillanti che essiccano all'aria: nella tabella alla voce "Dettagli del prodotto per il sistema sigillante" si fa riferimento alla EN 13963 (UNI EN 13963:2005 "Sigillanti per lastre di gesso rivestito - Definizioni, requisiti e metodi di prova")
  • massetti a base di cemento, massetti a base di solfato di calcio e massetti a base di resina sintetica: è invece alla EN 13813 (UNI EN 13813:2004 "Massetti e materiali per massetti - Materiali per massetti - Proprietà e requisiti") il riferimento riportato nelle due tabelle in allegato al provvedimento.

Relativamente alla prima decisione citata relativa agli adesivi per piastrelle, ricordiamo che UNI detiene la segreteria del comitato tecnico europeo CEN/TC 67 "Piastrelle di ceramica".

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