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L'articolo, a cura della Redazione CIG Magazine, viene pubblicato anche
sul numero di luglio/agosto di U&C - Unificazione & Certificazione


 

Due giorni intensi di lavoro, una sessantina di interventi e mondi differenti che si parlano per affrontare le sfide globali, in primis quella climatica. Grande attenzione al Piano Nazionale Energia e Clima e ai temi della decarbonizzazione e della circolarità dell’economia: questo è stato il Forum UNI-CIG 2019, il tradizionale appuntamento milanese quest’anno dedicato al “Sistema Gas Europa. Una vista poliedrica sul sistema multi-gas”, che si è concluso il 13 giugno con una tavola rotonda su “Decarbonizzazione, economia circolare e innovazione tecnologica".
forumUNICIG2018Due giorni di lavoro con sessioni plenarie e, per la prima volta, anche con sessioni parallele che hanno visto la partecipazione di un pubblico di addetti ai lavori attento a cogliere le novità che, in ambito europeo e nazionale, stanno maturando. Quello di Milano è infatti un appuntamento irrinunciabile per gli operatori del settore gas: un’occasione importante per ascoltare i circa sessanta esperti chiamati a discutere nell’auditorium Giacomo Manzù del Centro congressi della Fondazione Cariplo.

Dopo i saluti di benvenuto di Stefano Cagnoli, presidente del Comitato Italiano Gas, che ha ricordato le importanti scadenze che attendono gli operatori del settore, l’apertura dei lavori è stata data da Enrico Aceto, direttore generale CIG, e da Ruggero Lensi, direttore generale dell’UNI il quale, portando anche i saluti del presidente Piero Torretta, ha ricordato le recenti decisioni prese dall’Ente che riguardano l’approvazione del piano industriale dei sette enti federati: un piano finalizzato a migliorare l’efficienza, ridurre i tempi, semplificare le procedure e far crescere le competenze interne all’intero sistema di normazione.

«Il piano industriale approvato - ha ricordato Lensi - è stato sviluppato in una logica di processo, con lo scopo di voler sempre più offrire al mondo industriale, alla ricerca e alla società più in generale il contributo dell’attività della normazione. In questa logica, abbiamo deciso di potenziare le attività di comunicazione, perché abbiamo bisogno di diffondere i risultati del nostro lavoro. Un impegno che abbiamo anche nei confronti delle generazioni più giovani. In passato, coloro i quali hanno lavorato con noi hanno prodotto un ottimo lavoro: è nostro compito farlo conoscere attraverso la comunicazione e la diffusione delle conoscenze. Il nostro messaggio deve raggiungere anche il largo pubblico».

sistema gas europaLa plenaria della mattinata del 12 giugno, che aveva come filo conduttore il nuovo Piano integrato nazionale energia e clima 2030, moderata da Cesare Boffa docente del Politecnico di Torino, ha visto alternarsi rappresentanti istituzionali (MISE, ARERA, RSE e UNI) e operatori del settore (SNAM, ANIGAS, UTILITALIA, ASSOTERMICA e ASSOGASLIQUIDI) che hanno portato il loro punto di vista su quello che sarà il pilastro della politica energetica e climatica del nostro Paese.
«Stiamo attendendo il parere della Commissione europea circa la proposta di Piano inviata a Bruxelles lo scorso gennaio - ha affermato in apertura dei lavori Liliana Panei del Ministero dello Sviluppo economico -. Da fonti ufficiose, pare che la Commissione abbia valutato il buon livello del nostro piano, ma che serva anche rimpolpare la parte delle proposte contenute nel Piano per raggiungere gli obiettivi prefissati».
Panei ha anche ricordato l’importanza della consultazione avviata sulla proposta di Piano: più di 300 soggetti, singoli e associati, hanno fatto pervenire al ministero le loro osservazioni.

r lensi2 forum uni cig 2019Sempre il direttore generale UNI Ruggero Lensi ha posto poi l’attenzione sul tema della normazione nel suo rapporto con le esigenze di innovazione: «I tempi dilatati della produzione normativa - ha sostenuto Lensi - non si conciliano con la velocità dei tempi odierni, caratterizzati dalla continua innovazione e dalla digitalizzazione spinta. Anche il lavoro nostro, così come lo abbiamo conosciuto per decenni, dovrà cambiare. Presto l’esito delle nostre attività non sarà più finalizzato alla produzione di un documento, ma all’elaborazione di conoscenza, di dati da utilizzare per un tempo determinato».

Nella prima delle due sessioni parallele del pomeriggio, dedicata a “Smart Grids: il ruolo decisivo delle tecnologie abilitanti e della cyber security” e moderata da Diego Gavagnin della Conferenza Cyber Security Energia, è stata sottolineata in particolare l’eccezionale spinta che proviene dal mondo dei contatori del gas, alle prese con l’evoluzione delle tecnologie informatiche e con soluzioni in grado di abbattere i consumi energetici, individuare le tipologie di gas presenti nella rete e facilitarne la gestione anche attraverso un semplice telefono: «tutte queste cose» - ha chiosato Gavagnin - «sono già presenti sul mercato, tra l’altro grazie all’impiego di tecnologie italiane».

Nella seconda sessione parallela, dedicata in questo caso a “Il valore delle competenze nella filiera gas” e moderata da Alessandro Soresina presidente del CTC CIG, è stato affrontato il tema della valutazione della qualificazione delle competenze professionali degli operatori del gas.
«È la prima volta che il Forum parla di questo tema - ha sostenuto Soresina -. Ciò deriva anche dalla progressiva costruzione di prassi di riferimento dedicate, che permettono la definizione e l’eventuale qualificazione e certificazione delle più significative professionalità e competenze degli operatori».
L’esigenza nasce dall’obiettivo di garantire l’esecuzione in sicurezza e qualità delle attività più rilevanti, oggi più complesse del passato per via del maggior peso in esse delle componenti IT e dell’aumentata competitività del mercato, anche nella distribuzione del gas.
Le prassi di riferimento sono un prodotto della normazione per il trasferimento dell’innovazione, elaborate sulla base di un rapido processo di condivisione ristretta ai soli autori; sono quindi pensate per contribuire allo sviluppo di future attività di normazione. Possono riguardare i requisiti dei profili professionali, oppure le modalità di valutazione di conformità di parte terza.

La sessione ha inquadrato il significato e il valore (oltre che i limiti) delle prassi di riferimento, per poi approfondire quelle relative alle attività dell’industria del gas. In corso di approfondimento vi sono altre prassi di riferimento:

platea forum uni cig 2019Il 13 giugno, invece, il tema centrale affrontato nella sessione plenaria del mattino moderata da Cristiano Fiameni, direttore tecnico CIG, ha riguardato “L’innovazione e la ricerca nel sistema multi-gas”: una decina di relazioni che hanno spaziato dalle prime esperienze di utilizzo di miscele idrogeno/gas naturale, al biometano proveniente dalla raccolta differenziata della frazione organica, al ruolo dell’agricoltura e delle biomasse nel processo di decarbonizzazione, con un’attenzione particolare alla sostenibilità.

Dopo la sessione plenaria su “Sicurezza e efficienza negli usi finali del gas”, moderata da Marco Cavriani, dirigente generale DCPST-VVF, in cui è stata presentata la relazione “Il fenomeno degli incidenti nell’ambito degli impianti di tipo civile, tra cui quelli che utilizzano il gas”, con alcuni interessanti raffronti rispetto alla situazione europea e ad altri settori impiantistici quali quello elettrico e idrico, la due giorni del Forum UNI-CIG si è chiusa con la tavola rotonda sui temi della decarbonizzazione e dell’economia circolare moderata da Emanuele Martinelli di Energia Media e che ha visto confrontarsi Alberto Montanini di Assotermica-Anima, Sergio Piccinini del Centro Ricerche Produzioni Animali, Antonio Panvini del Comitato Termotecnico Italiano, Angelo Lunghi di Innovhub Ssi e Stefano Cagnoli presidente del CIG.
Particolarmente apprezzato l’intervento di Sergio Piccinini, che ha ricordato al pubblico del Forum, quindi al mondo degli operatori del gas, quanto sia importante l’agricoltura e in particolare quella di qualità.
«L’agricoltura e quella biologica in particolare - ha affermato il responsabile del settore Ambiente del Centro Ricerche delle Produzioni Animali - si basano sulla qualità e sulla fertilità dei suoli, nel rispetto quindi dei principi della circolarità e della sostenibilità. Ma per giungere a questi obiettivi occorre avere conoscenza dei processi che stanno alla base della produzione agricola. Per questo serve che il mondo dell’energia e in particolare RSE apra le porte al mondo agricolo, perché insieme si possano affrontare le sfide dell’oggi e del domani».

Ha chiuso i lavori il presidente di CIG, Cagnoli, con alcune dichiarazioni condivisibili e impegnative: «Noi tutti dobbiamo fare autocritica. Per anni ci è mancato il coraggio di affermare che dobbiamo voltare pagina per contrastare il cambiamento climatico in atto. Inoltre dobbiamo chiedere che si facciano degli investimenti, ma ciò deve necessariamente avvenire in un clima di condivisione sociale e secondo i principi di inclusione».
Infine, ancora un richiamo all’importanza dell’agricoltura e del suo mondo: «Il contributo del sistema agricolo - ha dichiarato Cagnoli - non è un contributo marginale, ma sistemico: è in agricoltura infatti che si realizza il processo della fotosintesi, che ci permette di ridurre la CO2 attraverso il suo incameramento nel suolo. È da lì che possiamo e dobbiamo ripartire per perseguire gli obiettivi di decarbonizzazione e per rispettare i principi della circolarità dell’economia».

A cura della Redazione CIG Magazine

 

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