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Si tratta senz’altro di una visione avanzata di welfare sociale, ad ogni modo non c’è dubbio che prendersi cura del benessere economico dei cittadini sia diventato, negli ultimi tempi e ancor più dopo la crisi finanziaria cominciata nel 2008, un aspetto di estremo interesse per le amministrazioni locali.

Sono già numerose infatti le iniziative che hanno visto recentemente la luce, tra le quali possiamo citare il progetto "Azione 44 – Io Welfare", il piano di sviluppo del welfare voluto dal Comune di Milano: un servizio di educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale finalizzato a prevenire rischi e a creare le condizioni ottimali per una corretta e consapevole gestione del risparmio, dei debiti, delle sicurezze economiche.

Un nuovo segnale in questa direzione viene ora dalla Regione Veneto. La Legge regionale 11 maggio 2018, n. 17 (“Iniziative regionali di accrescimento del benessere sociale attraverso l'educazione economica e finanziaria”) affronta proprio questo delicato tema e lo fa con “la promozione ed il sostegno di iniziative finalizzate all’educazione economica e finanziaria, rivolte alla cittadinanza, alle scuole di ogni ordine e grado ed alle imprese”.
La legge, pubblicata sul Bollettino Ufficiale regionale del 15 maggio scorso (n. 45), specifica che cosa si intende per educazione economica e finanziaria: “il processo attraverso il quale i soggetti, potenziali o attuali consumatori finanziari, acquisiscono o migliorano la propria comprensione di nozioni di economia e finanza e la propria conoscenza di prodotti finanziari, attraverso l’informazione, l’istruzione e una consulenza adeguata ed oggettiva, sviluppando le capacità necessarie ad acquisire consapevolezza dei rischi e delle opportunità finanziarie ed assumere scelte informate”.
Ciò che però risulta particolarmente rilevante è anche un altro aspetto e cioè che i programmi di educazione finanziaria soggetti a finanziamento da parte della Regione devono essere “conformi alle norme tecniche di educazione finanziaria di qualità ISO e UNI”.

Norme che sono ormai numerose e che fin dal 2008, anno in cui è stata pubblicata la norma internazionale UNI ISO 22222 ("Pianificazione finanziaria, economica e patrimoniale personale - Requisiti per i pianificatori finanziario-economico- patrimoniali personali"), ha visto succedersi molti altri documenti di riferimento, tra i quali il rapporto tecnico UNI/TR 11403 ("Linee guida per la scelta del pianificatore finanziario-economico- patrimoniale personale previsto dalla UNI ISO 22222:2008"), la norma UNI 11402 ("Educazione finanziaria del cittadino - Requisiti del servizio"), la UNI/TS 11503 ("Educazione finanziaria - Indicazioni per l’applicazione e la verifica della UNI 11402 e requisiti dei soggetti (organizzazioni) che erogano servizi di educazione finanziaria") e - più recentemente - le tre parti della UNI 11348 ("Pianificazione finanziaria, economica e patrimoniale personale - Guida all'applicazione della UNI ISO 22222:2008").

Il punto è centrale per una duplice ragione: in primo luogo perché riconosce il ruolo della normazione nel definire standard di servizio in questo ambito; in secondo luogo perché conferma l’utilità delle norme tecniche come supporto alla legislazione.

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