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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

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Da oggi, in Italia, gli studi legali di qualunque dimensione potranno contare su un documento tecnico di grande utilità.
Si tratta della prassi di riferimento “Studi legali - Principi organizzativi e gestione dei rischi connessi all’esercizio della professione”, frutto della collaborazione tra UNI e ASLA (Associazione Studi Legali Associati).

cover uni pdr 33 2017La UNI/PdR 33:2017 (vd. Le prassi pubblicate >>) fornisce alcuni criteri di riferimento per la gestione organizzata, razionale e verificabile della attività degli studi legali.
Promuovere un approccio organizzato e strutturato, dunque, come requisito necessario per una corretta gestione di questa delicata attività professionale: è questo uno degli obiettivi più significativi che il mondo dell'Avvocatura e il mondo della normazione si sono posti sviluppando questo documento.

Ma perché proprio una prassi di riferimento?
E’ il presidente UNI, Piero Torretta, a spiegarlo: “le Prassi di Riferimento sono dei documenti che anticipano lo stato dell’arte, creando le condizioni culturali affinché si possa fare la normazione tecnica vera e propria. Quest’ultima si è evoluta dai prodotti, ai processi, ai servizi fino alle professioni, in una logica di attenzione alla equità, alla chiarezza e alle tutele delle controparti, di qualsiasi tipo. Ora”, aggiunge Torretta, “l'attività dell'UNI facilita lo sviluppo della economia relazionale, cercando di prevenire e risolvere i contrasti, favorendo le interazioni tra le parti e annullando le contrapposizioni”.

Quali sono dunque i vantaggi più immediati che l'adozione di questo documento porterà agli studi legali?
Innanzitutto la prassi semplificherà la futura certificazione di conformità e consentirà – agli studi legali certificati – di beneficiare della riduzione dei costi relativi alle coperture assicurative obbligatorie.
Inoltre la prassi aiuterà gli studi legali nella prevenzione e nella gestione dei rischi caratteristici della professione forense. Come? Quantificandone razionalmente l’entità in rapporto alle varie attività svolte, valutando l’adeguatezza della propria organizzazione al riguardo e definendo le azioni dirette a contenerli, misurandone l’efficacia nel tempo.

Come suggerito dalla prassi, il modello organizzativo dello studio legale si deve fondare su alcuni principi cardine. Per citarne alcuni: avere un’organizzazione basata sulla preventiva individuazione del contesto di riferimento, individuare e distribuire efficacemente ruoli e responsabilità, gestire correttamente i componenti dello studio, avere un approccio di orientamento al cliente e controllo dei rischi, avere un obiettivo continuo di miglioramento, adottare procedure uniformi per le prestazioni professionali.
In sintesi la prassi di riferimento ora pubblicata spinge verso una maggiore trasparenza del flusso informativo delle proprie attività.

asla logoQuesto, in concreto, significa sviluppare una politica efficace di relazione e di comunicazione con il cliente, anche attraverso lo svolgimento di indagini periodiche e documentate sulla sua soddisfazione, adottando varie metodologie (interviste personalizzate, questionari anche anonimi) a seconda delle caratteristiche dello studio stesso. Lo studio legale deve inoltre rendere tracciabili e valutabili adeguatamente le eventuali critiche o segnalazioni del cliente stesso.
Insomma, un'opera di razionalizzazione delle attività a beneficio della qualità di un servizio veramente fondamentale per la società e i cittadini.

La UNI/PdR 33 si appresta dunque a diventare un punto di riferimento per chi opera nell’Avvocatura.
"La Prassi di Riferimento per gli studi legali sarà presentata ufficialmente il 13 dicembre prossimo in occasione di un evento nazionale del Consiglio Forense”, sottolinea Fulvio Pastore Alinante, vicepresidente ASLA. “E già nel corso del 2018 diventerà la base per presentare ai futuri avvocati - e a quelli più giovani che sono appena entrati nel mondo del lavoro - come dovrebbe essere organizzata la professione: cioè a regola d'arte, sempre orientata al miglioramento e svolta nel pieno rispetto dei clienti, dei collaboratori e dei dipendenti degli studi".

Ricordiamo che le prassi di riferimento sono documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido processo di condivisione ristretta ai soli autori, e costituiscono una tipologia di documento para-normativo nazionale che va nella direzione auspicata di trasferimento dell’innovazione e di preparazione dei contesti di sviluppo per le future attività di normazione, fornendo una risposta tempestiva ai mercati in cambiamento.

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