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accordo uni anaci 2017Con il fine di aumentare l'autorevolezza degli amministratori condominiali nell'ambito della normazione nazionale e consentire una diffusione ancora più ampia della stessa cultura normativa, UNI e ANACI (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari) hanno recentemente siglato un accordo che guarda lontano.

L’intesa – che permetterà agli amministratori di affermarsi, con un ruolo forte, di primo piano, nel mondo della normazione tecnica volontaria – affonda le proprie radici nei lavori di aggiornamento della norma UNI 10801:2016 “Attività professionali non regolamentate - Amministratore di condominio - Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”, elaborata nell'ambito della Commissione Servizi. La necessità sentita è stata quella di una maggiore presenza nel mondo della normazione nazionale, soprattutto per quanto concerne quelle tecniche riguardanti il settore immobiliare, dell'impiantistica, dei servizi abitativi. Istanze che potrebbero trovare una risposta adeguata nella possibilità, da parte di Anaci, di nominare propri esperti nei gruppi di lavoro che mettono a punto le norme tecniche UNI.

L’accordo, siglato dai presidenti Piero Torretta (UNI) e Francesco Burrelli (ANACI), non si limita agli aspetti tecnici ma investe anche quelli di carattere più generale, promuovendo quella cultura della normazione sinonimo di qualità, sicurezza, rispetto ambientale e prestazioni certe. Un grande vantaggio per i cittadini condomini.

Il presidente di ANACI Francesco Burrelli spiega che "oggi la figura dell’amministratore è più complessa di un tempo, per cui la sua preparazione deve comprendere vari settori, dalla casa, al condominio, alla città, al risparmio energetico e deve confrontarsi continuamente con nuove leggi e normative, che regolano il contesto in cui si colloca il condominio. Ecco perché è fondamentale il nostro accordo con UNI, che ci offre, di fronte a tutti i nostri interlocutori, una autorevolezza ancora più solida. Del resto - prosegue Burrelli - in base a una recente sentenza della Cassazione, anche le società possono adesso amministrare i condomini, per cui il mercato cui facciamo riferimento è sempre più ampio e variegato. Inoltre diventa sempre più importante, per una buona gestione dell’attività, anche il supporto dei proprietari e gli inquilini. Il nostro obiettivo, più facilmente raggiungibile dopo questa intesa, è quello di sviluppare una cultura sociale molto ampia del condominio, da opporre alla conflittualità che spesso ne caratterizza la vita".

"Un amministratore condominiale che faccia propri i principi e i valori della normazione tecnica - ribadisce Piero Torretta - può offrire un servizio qualitativamente superiore ai condomìni gestiti. Comunicando efficacemente la loro conformità alle norme UNI - e penso agli ascensori, agli impianti antincendio, ai serramenti - riuscirà a farli percepire come una garanzia di buon funzionamento, di ottimale conservazione e di aumento di valore per l’immobile, che spesso costituisce l’investimento più importante di una vita".

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