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Pur nella difficile congiuntura economica, c'è un settore che ha sempre dimostrato grande vivacità: è quello dei parchi divertimento.
ruota panoramicaSecondo i dati di IAAPA Europe (International Association of Amusement Parks and Attractions), nel nostro continente sono operativi circa 300 parchi divertimento (intesi come strutture permanenti), con un numero annuale di visitatori stimato in circa 150 milioni di persone e un impatto economico di 8,5 miliardi di euro. I lavoratori direttamente occupati in questa attività sono approssimativamente 50mila.
Dati significativi, tutti in incremento.

In questo contesto la normazione svolge un compito delicato e importante, perché si occupa di sicurezza.
In ambito europeo è il CEN/TC 152 "Fairground and amusement park machinery and structures - Safety", a segreteria italiana, a sviluppare questi temi. Il nostro Paese si è dunque ritagliato un ruolo rilevante, a testimonianza di un'industria che, in questo settore, è da annoverare tra le prime al mondo.
intervista folloni chiari"L'Italia è uno dei principali costruttori", conferma Paolo Folloni, coordinatore del GL nazionale "Giostre e tende" che interfaccia i lavori internazionali, "e ha la segreteria del comitato europeo che ha sviluppato la prima normativa organica del settore".
Si tratta della UNI EN 13814:2005 "Macchine e strutture per fiere e parchi di divertimento - Sicurezza" che specifica i requisiti minimi necessari a garantire la sicurezza di macchinari e strutture sia mobili che permanenti.
"Ora si è in fase di revisione di questa norma", spiega Folloni. "Ma l’attività attuale non si limita ovviamente a questo. Ci si sta occupando anche della equivalente norma ISO. Perché il mercato è mondiale e la prospettiva in cui si opera non può che essere internazionale".

Una dimensione inevitabilmente globalizzata, che viene confermata dai numeri dell'industria nazionale.
"Si tratta sì di un settore di nicchia", ricorda Gianni Chiari, membro del GL UNI, "ma che esporta tra il 95 e il 98% della propria produzione in tutto il mondo".
Una vocazione internazionale che è nei fatti.
reollercoasterMa qual è, più nel dettaglio, il quadro generale della nostra industria?
"Il panorama è quello di piccole aziende artigianali ben strutturate", continua Gianni Chiari, "che producono in totale tra le 2000 e le 2500 giostre all'anno, per tutto il mondo. Il numero di addetti del settore si può stimare in circa 60 costruttori primari che impiegano circa 1200/1500 persone. A cui si aggiunge però l'indotto come elemento moltiplicativo: una subfornitura che è molto varia e molto specializzata. Bisogna ricordare infatti che si parla di una tipologia di prodotto che è artigianale e non di serie".

Nelle scorse settimane si è riunito in UNI il Gruppo di lavoro "Giostre e tende". Con quali obiettivi?
"Si sono tracciate le linee di sviluppo dei lavori per i prossimi anni", spiega ancora Chiari. "Ci si muove su più fronti. L'idea è quella di sviluppare ulteriormente il nostro riferimento normativo, che nasce dalla grande esperienza europea, e che come tale può essere preso come modello. La norma ISO in preparazione ricalcherà infatti la norma europea. Ma c'è anche una forte armonizzazione con le norme americane ASTM (American Society for Testing and Materials International, n.d.r.)".

amusement parkDa tutto questo si comprende come, anche in questo campo, le norme tecniche svolgano una funzione fondamentale.
"L'importanza delle norme è grande", conclude Chiari. "Senza le norme tecniche sarebbe inaffrontabile un discorso di globalizzazione o internazionalizzazione delle imprese, perché ognuno tenderebbe a fare requisiti propri, inevitabilmente destinati a creare barriere al commercio".
Un linguaggio comune, invece, crea le condizioni migliori per lo sviluppo di una economia sana e competitiva. E per la più ampia diffusione delle buone prassi.

L’intervista completa a Paolo Folloni e Gianni Chiari è disponibile sul canale UNI di YouTube.

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