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aereo3La commissione tecnica UNI che si occupa del Settore aerospaziale e difesa si è riunita recentemente per fare il punto sulle attività normative in itinere e future. Ne abbiamo approfittato per rivolgere alcune domande al suo presidente, Piero Visconti di Leonardo S.p.A..

Quali sono le principali attività normative nazionali e internazionali per il settore aerospaziale?
L’attività normativa nel settore aerospazio e difesa copre un ampio spettro di prodotti, materiali e tecnologie. L'industria aerospaziale è una delle industrie più potenti a livello mondiale, comprende un complesso di produttori di aerei, elicotteri, aerei militari, missili, razzi, veicoli spaziali e satelliti. Le norme tecniche sono quindi estremamente importanti in quanto rappresentano un fattore determinante per il successo delle imprese in qualsiasi settore di attività.
In particolare, per quanto riguarda il settore aeronautico, va detto che le norme in genere vengono sviluppate a livello di consorzio (come ad esempio Eurofighter e Eurocopter), cioè da aziende che si aggregano, mettono a punto degli standard comuni (che possono riguardare ad esempio le parti meccaniche, piuttosto che la gestione del software, o l’ambito della qualità) e li sottopongono alle commissioni di ASD-STAN, l’associazione europea dei costruttori di materiali aerospaziali che stabilisce, sviluppa e aggiorna le norme a favore delle industrie europee dello spazio e della difesa.
Scopo principale di ASD-STAN è innanzitutto quello di produrre norme a beneficio delle aziende europee e successivamente portarle in seno al CEN (l’organismo europeo di normazione) per dare loro una investitura ufficiale e far sì che vengano poi riconosciute a livello europeo e -in alcuni casi- anche internazionale (ISO). Questo permette di assicurare l'accesso al mercato e la competitività per le industrie europee.

Stiamo parlando di quasi 2.500 norme UNI che spaziano in una gamma infinita di prodotti, dalle tecnologie più avanzate ai prodotti più semplici…
Esattamente! Si va dalla progettazione dei materiali alle norme sulle prove che vengono effettuate per valutarne l’idoneità, dai rivestimenti superficiali alle vernici che servono per proteggere dai raggi ultravioletti e dalla corrosione, fino ad arrivare alle parti fisiche (cuscinetti, viti, dadi, cavi elettrici...), alle fibre ottiche, ai materiali compositi di ultima generazione che riescono a coniugare una buona prestazione meccanica con una notevole leggerezza... Ecco perché abbiamo un parco norme così vasto ed è nostro compito tenerlo costantemente aggiornato.

aereo internoOrmai le compagnie aeree si fanno sempre più concorrenza tra loro riducendo al minimo le tariffe per aprire il mercato alla più vasta utenza possibile e quindi devono necessariamente ridurre i loro costi di esercizio... questo secondo lei può influire negativamente sulla sicurezza dei passeggeri e del personale?
Mi sento di dire che questo non impatta assolutamente sulla sicurezza dei passeggeri. Le compagnie aeree hanno senza dubbio le proprie politiche commerciali, ma esse stesse sono soggette a controlli severi, a certificazioni che vengono addirittura definite per legge.
Inoltre la normazione tecnica sta già approfondendo alcuni aspetti importanti per la sicurezza, come ad esempio la qualità dell’aria in cabina, ossia quella respirata da equipaggio e passeggeri. Sono stati identificati alcuni possibili agenti contaminanti come ad esempio fluidi antigelo, fumi esausti, carburante, spray, pitture anticorrosione ecc. e la Commissione UNI sta proprio sviluppando una norma che individua le misure per prevenire questi fenomeni.
Sempre per quanto attiene la sicurezza va ricordato che è in atto la progressiva sostituzione di alcune parti dei velivoli che utilizzano cadmio o cromo o altri materiali potenzialmente pericolosi. Questo rappresenta una importante attività che viene svolta all’interno di ASD STAN la quale - in linea con le prescrizioni del REACH, il regolamento europeo concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche - deve aggiornare le norme tecniche che trattano questi materiali.

Secondo lei le norme tecniche sono di supporto alle imprese?
A mio giudizio sì. Una norma tecnica europea offre sicuramente delle garanzie in più. Il fatto che un produttore in ambito aeronautico o spaziale dimostri la conformità dei propri prodotti alle norme europee significa che utilizza materiali di qualità, che è attento alla sicurezza, che effettua prove di conformità... Anche la banale vite o il comune dado nel nostro settore devono comunque offrire la massima garanzia.

 


 

Per quanto riguarda nello specifico il settore spaziale abbiamo parlato con Gianni Crivellari di Thales Alenia Space, membro della Commissione UNI e rappresentante di Eurospace in ECSS.

satelliteCi può spiegare come è organizzata in sede europea l’attività di normazione per il settore spaziale?
L’attività normativa europea in questo settore è svolta dal comitato misto CEN/CENELEC/TC 5 "Space" (segreteria tedesca), nato appunto dall’esigenza di dotare il settore spaziale di norme riconosciute a livello europeo e internazionale. Fino al 2013 questa esigenza non era stata avvertita in quanto i programmi spaziali europei (satelliti piuttosto che sistemi di lancio) anche se finanziati dalla Commissione venivano gestiti dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) la quale, in collaborazione con le altre agenzie spaziali nazionali (ad esempio ASI per l’Italia, CNES per la Francia, DLR per la Germania, BNSC per la Gran Bretagna ecc.) e con la partecipazione del settore industriale (rappresentato da Eurospace, il Consorzio delle Industrie Spaziali Europee) avevano creato un sistema di standard noto come ECSS (European Cooperation for Space Standardization). Le norme ECSS venivano pertanto utilizzate sia dall’ESA che dalle altre agenzie spaziali nazionali come anche da tutti i prime contractor e dai subcontraenti, per definire i requisiti dei satelliti e dei prodotti collegati.
Successivamente è stata avvertita la necessità di dare una veste ufficiale alle norme ECSS facendole migrare progressivamente all’interno del sistema di normazione CEN. Così, a seguito del mandato M/415 della Commissione europea (aggiornato nel 2011 con il Mandato M/496) che aveva lo scopo di fornire un sostegno tramite la standardizzazione alla competitività del settore spaziale europeo, è stato appunto creato il CEN/CLC/TC 5 al quale partecipano gli organismi nazionali di normazione di 33 Paesi europei oltre ai rappresentanti di ECSS.
Come ECSS abbiamo quindi messo a disposizione la parte di norme che noi definiamo “upstream” cioè quel set di documenti che regolano la progettazione, la produzione, le prove, il lancio e le operazioni di Sistemi e Prodotti spaziali. Si tratta di documenti che servono per definire il satellite e il segmento di terra controllato dal satellite stesso o i moduli delle stazioni spaziali.
Queste norme erano già disponibili come ECSS ma al CEN/CLC/TC 5 veniva richiesto di sviluppare norme per utilizzi futuri quali -ad esempio- lo sfruttamento del segnale che arriva dallo spazio, la definizione e la standardizzazione dello scambio di dati... pensiamo ad esempio al pagamento del pedaggio autostradale via satellite oppure all’individuazione di un determinato autoveicolo tramite l’utilizzo di sistemi di navigazione come Galileo, o ancora al controllo del traffico, alla gestione automatica del controllo di una autovettura senza autista o al soccorso di un veicolo in caso di incidente.
Tutte queste applicazioni legate al supporto della gestione della circolazione dei veicoli necessitano di una gestione della localizzazione tramite il sistema spaziale che controlla e fornisce i dati della posizione fisica dei veicoli stessi.
Per 20 anni, come ECSS, ci siamo occupati della fabbricazione dei sistemi spaziali e non del loro sfruttamento e questo dovrebbe essere il compito sia delle agenzie spaziali nazionali sia degli enti normatori che, raggruppando più tipologie di stakeholder, sono in grado di svilupparle.
Oggi in ambito TC 5 stiamo proprio cercando di individuare quali siano le potenziali aree di interesse per le quali sviluppare nuovi standard, in modo da poter sfruttare al meglio questi sistemi che hanno comportato notevoli investimenti economici e che sono poco utilizzati.

L’attività del CEN/CLC/TC 5 è condotta da sei gruppi di lavoro. Può farci qualche esempio concreto delle attività in corso?
Il WG 2 "Space Situational Awareness Monitoring", si occupa ad esempio di elaborare norme per prevenire o comunque gestire le minacce ambientali provenienti dallo spazio. Si può trattare di meteoriti o di asteroidi piuttosto che di una contaminazione ambientale o di una eruzione solare che genera radiazioni che, arrivando sulla terra, possono distruggere parte dei componenti elettronici o possono disturbare le comunicazioni terrestri creando notevoli problemi.
Anche i satelliti stessi a fine vita devono essere tracciabili affinché il loro eventuale rientro sulla terra possa essere guidato possibilmente in zone non abitate o in mezzo al mare. Il gruppo di lavoro ha proprio il compito di sviluppare norme tecniche da imporre ai fabbricanti di questi satelliti al fine di poterli controllare.
Il WG 3 "Earth observation" definisce le norme per l’osservazione della terra. I satelliti hanno dei potenti sistemi di imaging a bordo e hanno la possibilità di monitorare (prevedendoli) eventi disastrosi quali alluvioni, terremoti, ecc. Tutte queste attività devono essere fatte scambiando dei dati, delle immagini e il WG 3 si occupa appunto di definire gli standard necessari allo scambio delle immagini.
Poi c’è il WG 5 “Planetary Protection” che si occupa di tutte le tecniche utilizzate per proteggere i nostri apparati che devono essere trattati in modo tale da non contaminare l’ambiente.
Infine c’è un gruppo di lavoro incaricato del progressivo trasferimento delle norme che ECSS sviluppa e che servono per realizzare satelliti e sistemi sempre più complessi e poterli controllare da terra per permetterne altri utilizzi.

Struttura del CEN/CENELEC/TC 5 “Space”:

  • WG 1 "Navigation and positioning receivers for road applications"
  • WG 2 "Space Situational Awareness Monitoring"
  • WG 3 "Earth observation"
  • WG 5 "Planetary Protection"
  • WG 6 "Upstream standards"
  • WG 7 "Future activities in space standardization".
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