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Negli ultimi anni il tema dell’accessibilità ha assunto grande rilevanza nei “discorsi sociali”, facendo emergere il fatto che si tratta di un argomento importante per tutti, sia per la vita quotidiana sia nell’ambiente di lavoro. In diversi paesi europei l’adozione a livello nazionale della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ha dato ulteriore impulso al tema dell’accessibilità, entrando a far parte di numerosi campi di studio e di ricerca, inclusa la normazione tecnica destinata agli ambienti di lavoro e alla vita privata. Ma che cosa si intende per accessibilità?

L’accessibilità è quella condizione in cui un prodotto, un dispositivo, un servizio, un ambiente o una installazione è utilizzabile dal maggior numero di persone possibile, comprese quelle con disabilità e quelle che si trovano in età avanzata. Questo concetto tuttavia non è “spendibile” nel mondo reale se non si forniscono strumenti “tecnici” adatti a realizzarlo. L’interpretazione di questo principio base potrebbe essere certamente declinato con l’ausilio della normazione.
Infatti, proprio la normativa tecnica giocherebbe un ruolo importantissimo nel campo dell’accessibilità, poiché potrebbe contribuire a definire una serie di soluzioni tecniche per raggiungere l’obiettivo di una accessibilità per tutti. Ad esempio potrebbe sviluppare soluzioni per la progettazione di ambienti di lavoro dove ognuno potrebbe svolgere la propria attività indipendentemente dalla propria condizione fisica di disabilità o meno.

Ma a che punto si trova la standardizzazione oggi? Quali sono gli strumenti che la normativa tecnica ha a disposizione per raggiungere questo obiettivo?
Recentemente a livello CEN, CENELEC ed ETSI sono stati avviati numerosi studi normativi in tal senso, e la Commissione europea ha pubblicato diversi mandati concernenti i requisiti di accessibilità, come:

  • M/283 for a guidance document in the field of safety and usability of products by people with special needs
  • M/376 standardization mandate to CEN, CENELEC and ETSI in support to European accessibility requirements for public procurement of products and services in the ICT domain
  • M/420 standardization mandate to CEN, CENELEC and ETSI in support of European Accessibility requirements for public procurements in the built environment.
  • M/473 Standardization Mandate to CEN, CENELEC and ETSI in support to include Design For All in relevant standardization initiatives

Tutti questi mandati ricadrebbero nell’ambito di una politica generale della Commissione europea in merito allo sviluppo della standardizzazione e della armonizzazione tecnica in supporto alle politiche sulla disabilità, ed alcuni Comitati tecnici europei stanno già lavorando in tal senso.

Parallelamente la Commissione europea sta operando per la definizione di una specifica futura direttiva comunitaria in materia di accessibilità. In particolare l’intento della Commissione sarebbe quello di pubblicare un atto comunitario per ravvicinare le legislazioni nazionali degli stati membri dell’UE in materia di accessibilità per prodotti e servizi, reputando tale iniziativa necessaria per armonizzare le diverse e svariate legislazioni nazionali sull’argomento. Infatti, ad oggi, gli operatori economici si confrontano con requisiti di accessibilità “nazionali” divergenti e in alcuni casi contradditori.
La futura direttiva avrà anche l’obiettivo di supportare gli Stati membri per raggiungere i loro impegni nazionali, nonché gli obblighi presi nell’ambito della Convenzione ONU sui diritti delle persone disabili e sull’accessibilità.

La proposta di direttiva si pone quindi l’obiettivo di eliminare differenze e barriere nazionali tramite la definizione di una serie di requisiti di accessibilità obbligatori e applicabili ad una definita lista di prodotti e servizi.
Tra gli elementi importanti allo studio in questa nuova direttiva, si trova quello relativo al ruolo della normazione tecnica europea. In particolare la Commissione vorrebbe estendere il concetto delle norme armonizzate e della “presunzione di conformità” qualora i prodotti e i servizi fossero conformi alle norme i cui riferimenti sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’UE, meccanismo già usato in altre direttive europee (quelle del cosiddetto Nuovo Approccio).
Da tutto ciò si evince che le future norme CEN, CENELEC e ETSI in materia giocheranno un ruolo strategico perché avranno il riconoscimento di rispondere alle disposizioni obbligatorie della futura direttiva sull’accessibilità.

Numerose consultazioni pubbliche e studi sono stati intrapresi da parte della Commissione per identificare i problemi e le necessità in materia di accessibilità; tra queste si è riscontrato che la pubblicazione di una futura direttiva avrà un ulteriore impatto positivo su diversi ambiti già riconosciuti nella carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, come ad esempio il diritto alla dignità umana, il diritto all’integrità della persona, il diritto all’educazione, il diritto a scegliere una occupazione e il diritto a svolgere un lavoro, il diritto all’integrazione di persone con disabilità, il diritto di libertà di movimento e di residenza. Pertanto la portata di questo nuovo atto comunitario sarà certamente rilevante ed incisivo, se adeguatamente supportato da strumenti operativi come le norme tecniche.

E a livello internazionale ISO? Sulla base della Convenzione ONU concernente i diritti delle persone disabili nella quale il concetto “un mondo della formazione e del lavoro per tutti” deve trasformarsi in soluzioni e risultati, la comunità tecnica ISO si è giustamente mobilitata in tal senso. Esperti di “accessible design” hanno iniziato a popolare i tavoli ISO di riferimento per contribuire allo studio di standard e guide.
In particolare la pubblicazione della Guida ISO/IEC 71: 2014 “Guide for addressing accessibility in standards” successivamente adottata anche a livello CEN-CENELEC (come Guida N. 6) è stata la prima risposta del mondo internazionale al tema dell’accessibilità. Nello specifico la guida, destinata ai normatori, descrive come gli interessi della popolazione anziana e della popolazione con disabilità dovrebbero essere trattati/considerati nelle norme tecniche di prodotti e servizi.
L’ISO ha fatto uno sforzo ulteriore con lo studio e la pubblicazione dell’ISO/Technical report 22411Ergonomics data and guidelines for the application of ISO/IEC Guide 71 to products and services to address the needs of older persons and persons with disabilities” per assicurare una migliore comprensione dei requisiti generali trattati dalla Guida 71. Il rapporto tecnico contiene dati ergonomici reali e risultati relativi alle abilità umane utili ad interpretare il cosiddetto “accessible design”.

Insomma, anche il mondo internazionale ISO persegue e supporta la definizione di nuovi standard in grado di aumentare l’uso di prodotti e servizi ad un sempre più vasto e svariato numero di persone, con l’obiettivo di favorire l’inclusione e l’accessibilità per tutti.

uec logo smallIl tema dell'accessibilità verrà trattato in uno specifico Dossier in pubblicazione sul prossimo numero di Gennaio di U&C, la rivista della normazione tecnica.
La rivista è riservata ai Soci UNI. Vuoi diventare Socio? Scopri come...

 

Gian Luca Salerio, UNI
Responsabile Area Normazione

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