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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

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intervista gervasioLa Commissione tecnica Commercio, attiva in UNI sin dal 2011, ha come finalità principale la normazione dei modelli organizzativi delle imprese commerciali e dei pubblici esercizi che interfacciano un vasto pubblico; tra le imprese commerciali sono considerate, in particolare, quelle che si riconoscono nella vendita assistita, esercitata principalmente presso i negozi integrati nelle aree abitate e presso i punti di vendita mobili appostati in aree pubbliche e mercati.

Tale attività è stata promossa e portata avanti con le Federazioni FIVA (commercio su aree pubbliche), Federazione Moda Italia, FIDA (dettaglio alimentare) e FIPE (pubblici esercizi / bar), tutte aderenti a Confcommercio.

Per le imprese di questi settori la Commissione Commercio ha finora sviluppato quattro Linee guida (vedi in fondo alla pagina), orientate alla loro classificazione e valutazione, emesse come norme UNI e applicabili secondo una modalità “diretta”: è possibile per un’impresa classificarsi e valutarsi rispondendo “on-line” a un questionario accessibile ai siti delle Federazioni di riferimento.
Questa modalità ha già consentito alle Federazioni di effettuare una prima serie di test su campioni significativi di imprese. Le risposte ottenute hanno già consentito di individuare i punti e gli aspetti di questa prima stesura delle norme che richiedono revisioni e aggiornamenti.

Come spiega Vincenzo Gervasio – presidente della Commissione UNI sin dalla sua costituzione – l’attività della Commissione Commercio si estende anche ad altri ambiti commerciali seguiti da tre Gruppi di lavoro e precisamente: “Gemme e metalli preziosi”, “Stima del valore del mercato degli immobili” e “Commercio equo e solidale”.

Il Gruppo “Gemme e metalli preziosi” è attualmente impegnato nelle attività di revisione e aggiornamento (sulla base di una larga sperimentazione, attualmente in corso) della norma UNI 11236:2007 “Determinazione dell’oro nelle leghe di oro per gioielleria – Spettrometria di fluorescenza a raggi X a dispersione di energia (EDXRF)”.
Lo stesso Gruppo ha inoltre intrapreso lo sviluppo di una nuova norma UNI su “Gioielleria e bigiotteria - Rivestimenti dei prodotti in lega di metalli preziosi e non preziosi - Parte X: Metodo di prova per la valutazione della resistenza alle radiazioni ultraviolette”. Anche questa norma richiede lunghe e complesse sperimentazioni, attualmente in atto, e che non hanno ancora fornito risultati significativi.
Tra le attività dello stesso Gruppo rientra infine la revisione delle norme: UNI 9758:2003 “Diamante - Terminologia, classificazione, caratteristiche e metodi di prova” e UNI 10173:1993 “Classificazione del taglio”.

Il Gruppo di lavoro “Stima del valore del mercato degli immobili” ha incentrato la propria attività principale sull’elaborazione della norma: UNI 11612 “Stima del valore di mercato degli immobili” finalizzata a definirne i principi e i procedimenti funzionali sulla base delle enunciazioni contenute nella Direttiva 2006/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (recepita con la Legge del 23 febbraio 2007, n. 15 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 46 del 24 febbraio 2007). Nella Direttiva si specifica che per “valore di mercato” deve intendersi l’importo stimato al quale l’immobile verrebbe venduto, alla data della valutazione, in un’operazione svolta tra le parti “venditore” e “acquirente” consenzienti alle normali condizioni di mercato e dopo un’adeguata promozione commerciale; si richiede, in particolare che nell’ambito dell’operazione entrambe le parti abbiano agito con cognizione di causa, con prudenza e senza costrizioni, producendo una documentazione chiara e trasparente.
Lo stesso Gruppo di lavoro ha elaborato anche la norma UNI 11558, con l’obiettivo di definire la figura e le caratteristiche del “Valutatore immobiliare”.

Il Gruppo di lavoro “Commercio equo e solidale”, recentemente costituito (e non ancora operativo), si propone di normare e unificare le attività proprie dei punti di vendita che si qualificano nei confronti dei clienti come “botteghe del mondo”, e si riconoscono in un modello di business improntato ai principi del “Commercio equo e solidale” enunciati a livello internazionale.            

“Il commercio in Italia, che opera dal 1998 in regime liberalizzato - conclude Gervasio - può trovare nella normazione tecnica quel sistema di regole auto-determinate in grado di razionalizzare e rendere trasparente il funzionamento delle proprie strutture e a meglio definire la natura dei prodotti offerti, a vantaggio della clientela soprattutto, e dei rapporti con la pubblica amministrazione”.

           La videointervista completa a Vincenzo Gervasio è disponibile sul canale UNI di YouTube all’indirizzo: >> vai al video

 


 

UNI 11566-1:2014 “Linea guida per la definizione dei modelli organizzativi di distribuzione e vendita al consumo - Requisiti dei modelli - Parte 1: Vendite su aree pubbliche“
UNI 11566-2:2015 “Linea guida per la definizione dei modelli organizzativi di distribuzione e vendita al consumo - Requisiti dei modelli - Parte 2: Commercio al dettaglio dei prodotti Moda, Abbigliamento, Calzature, Pelletterie, Tessile per la casa e Articoli sportivi”
UNI 11566-3:2015 “Linea guida per la definizione dei modelli organizzativi di distribuzione e vendita al consumo - Requisiti dei modelli - Parte 3: Dettaglio alimentare con modalità di vendita assistita”
UNI 11616:2016 “Linea guida per la definizione dei modelli organizzativi di gestione dei Pubblici esercizi / Bar - Requisiti dei modelli”.

 


 

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