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Come noto, il problema della qualificazione e - prima ancora - della “riconoscibilità” delle professioni è uno dei grandi temi che la normazione tecnica sta affrontando.
In queste settimane sono entrati nella fase di inchiesta pubblica finale - e quindi a disposizione per i commenti di chiunque fosse interessato - quattro progetti di norma che hanno per oggetto proprio la qualificazione (in termini di conoscenze, abilità e competenze) di specifiche professioni.
Vediamoli nel dettaglio.

Il primo (U63000160) è stato elaborato dalla commissione "Sicurezza della società e del cittadino" e tratta della figura professionale del Disaster Manager, ossia del professionista della protezione civile.
La norma delinea tre livelli del profilo di Disaster Manager, in funzione dei contesti organizzativi di diversa complessità e di attività nei quali esso opera.

Il secondo progetto (E0206F320), di competenza del CTI (Comitato Termotecnico Italiano) si occupa invece delle figure professionali di coloro che operano sui generatori di calore e sugli impianti termici (e le loro componenti) a biocombustibile solido, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione. Riguarda in particolare le operazioni di installazione, manutenzione e pulizia.

Entrambi questi progetti resteranno in inchiesta pubblica finale sino al 17 settembre prossimo.

Un altro progetto sviluppato dal CTI (UNI1601336), ha invece per oggetto quelle figure professionali che effettuano l'audit dei sistemi di gestione della sicurezza per impianti a rischio incidente rilevante. Un ambito, quello degli SGS-PIR, regolato in Italia dal Decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105 ("Attuazione della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose").
Questo progetto rappresenta la parte 2 di una norma più articolata sui sistemi di gestione della sicurezza, che si accompagna ad una parte 1, anch'essa ora in inchiesta pubblica finale con il numero UNI1601323.
Quest'ultimo progetto di norma riguarda le linee guida per l'effettuazione di tali audit, stabilendone i criteri generali, in accordo con le norme UNI 10616 e UNI 10617.

Il progetto U08000150, di competenza della specifica commissione "Attività professionali non regolamentate", specifica invece i requisiti professionali - sempre in termini di di conoscenza, abilità e competenza - degli insegnanti di yoga. Essi sono definiti come quelle figure professionali che, in relazione alle loro tradizioni culturali, alle caratteristiche della professione e in funzione delle sue peculiari finalità, operano per l’armonizzazione delle facoltà corporee, emozionali, relazionali, etiche, mentali e spirituali dell’essere umano.

Questi due progetti termineranno l'inchiesta pubblica finale il 14 ottobre prossimo.

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