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biodiselLa pressante e crescente richiesta di combustibili più “puliti” - proveniente dal mercato - ha fatto emergere la necessità per i produttori di combustibili paraffinici di poter disporre di un nuovo documento tecnico aggiornato e ha portato alla pubblicazione della nuova norma europea EN 15940. Il documento è la dimostrazione concreta della effettiva e fattiva collaborazione tra i produttori di combustibili, i produttori di autoveicoli e gli stakeholder europei, che ha condotto al raggiungimento di un consenso su un documento riguardante una nuova generazione di combustibili diesel più puliti destinati al settore dei trasporti.

La norma - che sarà adottata dall’UNI entro la fine del 2016 (e che sostituirà la precedente versione del 2012, pubblicata come specifica tecnica) - stabilisce i requisiti e i metodi di prova per la commercializzazione e la distribuzione del gasolio paraffinico contenente un livello massimo del 7% di esteri metilici di acidi grassi (FAME) destinato ai motori diesel.

Il gasolio paraffinico può portare a un miglioramento della qualità dell’aria senza dover introdurre cambiamenti nella infrastruttura di carburante già esistente. Può essere utilizzato come un componente della miscela nei diesel convenzionali o come prodotto finito al 100% cosa che viene già fatta in numerosi mercati europei.

I gasoli paraffinici sono combustibili liquidi che possono essere creati sinteticamente da materie prime come il gas naturale (GTL), biomasse (BTL) o carbone (CTL) o mediante idrotrattamento di oli vegetali o grassi animali. Questi carburanti di alta qualità assicurano una migliore combustione rispetto al combustibili diesel fossile e sono quindi in grado di ridurre le emissioni nocive a livello locale come gli ossidi di azoto e il particolato.

“L’utilizzo di combustibili paraffinici, quando la materia prima di partenza è rinnovabile, come è il caso dell’HVO da oli vegetali o grassi animali, contribuisce a rispettare la quota minima di biocarburanti - derivante da obblighi europei - che è crescente di anno in anno ed è pari attualmente al 5,5% (in contenuto energetico) del quantitativo di benzina e gasolio immesso in consumo” - spiega Davide Faedo (Innovhub – SSI, Area Combustibili), esperto italiano ai lavori del comitato tecnico europeo.
“Le ottime caratteristiche ambientali di tali prodotti - prosegue Faedo - che sono praticamente privi di zolfo e di composti aromatici e possiedono una qualità di accensione/numero di cetano decisamente migliore rispetto al normale gasolio, e il fatto che non hanno limiti di miscelazione, a patto di rispettare la specifica EN 590 (il gasolio che troviamo alla stazione di rifornimento) ne fanno un’interessante alternativa al tradizionale biodiesel (o FAME). In diversi paesi europei, Italia compresa, sono stati introdotti recentemente gasoli commerciali che contengono HVO”.

“La norma europea EN 15940 rappresenta una pietra miliare e un successo per le autorità pubbliche, per i produttori di veicoli e di combustibili ma soprattutto per i consumatori di tutta Europa” dichiara Jorg Spanke presidente della Taskforce CEN “Paraffinic Fuel”.
La norma è stata sviluppata dal comitato tecnico CEN/TC 19 “Gaseous and liquid fuels, lubricants and related products of petroleum, synthetic and biological origin” la cui segreteria è gestita dall’ente normatore olandese (NEN).

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