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 illuminazione beniculturaliIl 17 maggio scorso ha tenuto la sua prima riunione il nuovo gruppo di lavoro “Illuminazione dei beni culturali”, un gruppo misto nato dalla necessità di far convergere in un unico organo tecnico UNI le esigenze emerse in seno alla Commissione "Luce e illuminazione" e "Beni culturali", nella quale opera il gruppo di lavoro "Ambiente" che stava appunto sviluppando un filone normativo dedicato allo studio delle problematiche dell’illuminazione e dell’impatto che questa può avere sui manufatti in ambiente museale. Coordinatrice del nuovo GL sarà Costanza Cucci, esperta di spettroscopia applicata ai beni culturali presso l’Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara” del CNR.

L’esigenza di disporre di una norma tecnica in questo settore è stata stimolata anche dalla pubblicazione - avvenuta in sede europea - della specifica tecnica CEN/TS 16163:2014 “Conservazione dei beni culturali - Linee guida e procedure per scegliere l'illuminazione adatta a esposizioni in ambienti interni” - adottata in Italia dall’UNI - che definisce le procedure per realizzare una adeguata illuminazione che tenga conto, in particolare, della corretta conservazione dei beni culturali. Frutto dell’attività del vecchio GL misto JWG 6 formato da esperti dei comitati europei CEN/TC 346 “Conservation of Cultural Heritage” - con segreteria UNI - e CEN/TC 169 “Light and lighting”, la specifica tecnica fornisce uno strumento per predisporre una politica comune europea e una guida per aiutare i curatori, i conservatori e i direttori di progetto a stabilire una corretta illuminazione che possa assicurare la salvaguardia degli oggetti esposti in ambienti confinati.

“È partita proprio da questo documento - spiega Costanza Cucci - l’esigenza di disporre di una norma tecnica a livello nazionale che colmasse alcune lacune individuate nella specifica CEN. L’ambito museale presenta infatti aspetti non del tutto consolidati, per cui si tratta di focalizzarci su questi aspetti e di lavorare per cercare di trovare le soluzioni più adeguate”.

“Cercheremo quindi di partire dai riferimenti normativi esistenti - aggiunge Cucci - sia dalla già citata specifica tecnica europea, sia dalle linee guida ministeriali emanate a livello nazionale, per provare a elaborare un documento più aggiornato e più completo che tenga conto dei nuovi sviluppi in ambito illuminotecnico”.

La materia è piuttosto complessa e normarla, a quanto pare, non è per nulla semplice. L’ambiente museale è infatti molto particolare e sono tanti i problemi che incontra chi deve realizzare l’illuminazione di beni culturali esposti in un palazzo storico, in un museo o in una galleria d’arte.

“La problematica fondamentale - spiega Cucci - consiste nel fatto che in ambito museale l’illuminazione è basilare per la fruibilità del bene ma -allo stesso tempo- l’esposizione alla radiazione luminosa è potenzialmente dannosa per quasi tutti i tipi di manufatti, anche se i materiali artistici presentano differenti livelli di sensibilità alla luce. Dobbiamo quindi riuscire a mediare queste due esigenze e cioè -da una parte- quella di illuminare le opere in modo da valorizzarle al massimo e -dall’altra- quella di rispettare i limiti di illuminazione e di esposizione alla luce che servono a garantire la salvaguardia del bene nel lungo periodo”.

La futura norma tecnica UNI terrà quindi conto del nuovo panorama a livello di sorgenti di illuminazione e di soluzioni tecniche e architettoniche e fornirà il know-how necessario a tutte le figure professionali coinvolte.

Chi fosse interessato a partecipare all’attività del gruppo di lavoro “Illuminazione dei beni culturali” può rivolgersi all’UNI, ufficio Relazione con i Soci, e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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