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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

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foodIngerire alimenti non sicuri può comportare devastanti conseguenze, sia per la salute dei consumatori che per le imprese in tutto il mondo. I prodotti alimentari viaggiano ben oltre i confini nazionali: la norma ISO 22000 si rivela oggi più essenziale che mai per garantire la sicurezza alimentare a livello globale lungo tutta la filiera.

Dopo un decennio di buon servizio, la ISO 22000 relativa ai sistemi di gestione per la sicurezza alimentare sta subendo una modifica completa. È infatti in corso una revisione approfondita per far sì che la norma conservi tutta la sua rilevanza nei confronti delle esigenze e dei requisiti attuali di sicurezza. La norma si trova ora allo stadio di Committee Draft (CD).
Il gruppo di lavoro ISO/TC 34/SC 17/WG 8 - incaricato della revisione e gestito dall’Ente danese DS - ha recentemente tenuto a Buenos Aires la sua quarta riunione. Gli esperti hanno prima lavorato sugli oltre 1.000 commenti raccolti sul testo del nuovo progetto di norma e li hanno presi in esame nel corso della riunione al fine di incorporarli nel documento. In parallelo, il WG 8 ha chiarito alcuni concetti chiave contenuti nella revisione; tra questi:

  • l’applicazione della nuova High-Level Structure (HLS) alla ISO 22000, ormai obbligatoria per l’elaborazione o la revisione delle MMS (management system standards): la nuova struttura definisce infatti un quadro che facilita le aziende a integrare più sistemi di gestione
  • fornire indicazioni agli utilizzatori della norma sui diversi approcci basati sul rischio. Il concetto di “rischio” interviene a differenti livelli ed è importante che le imprese agroalimentari distinguano la valutazione del rischio a livello operativo - attraverso il metodo HACCP-Hazard Analysis Critical Control Point - e il rischio d’impresa che incorpora anche il concetto di opportunità
  • fornire ulteriori chiarimenti sul funzionamento del ciclo Plan-Do-Check-Act (PDCA) includendo nella norma due cicli PDCA separati, operanti uno dentro l’altro a livello di sistema di gestione e a livello operativo rispettivamente
  • descrivere chiaramente agli utilizzatori le differenze tra i punti critici di controllo (CCP), i programmi di prerequisiti operativi (oPRP) e i programmi di prerequisiti (PRP).

Abbiamo chiesto a Stefano Cardinali di DNV GL Business Assurance Italia Srl - membro del GL 14 “Sistemi di gestione per la sicurezza alimentare” (Commissione Agroalimentare) ed esperto italiano all’ISO/TC 34/SC 17/WG 8 - quali novità introdurrà la nuova ISO 22000 e quale è l’interesse a livello nazionale: “L’allineamento della ISO 22000 alla High-Level Structure mantenendo nel contempo la totale coerenza con l’HACCP del Codex Alimentarius è una sfida importante per garantire l’integrazione dei sistemi di gestione (per es. qualità e ambiente) e per sfruttare pienamente il potenziale di efficacia ed efficienza che tali sistemi possono portare alle aziende. D’altra parte, e questa è la nostra posizione nazionale, è estremamente importante semplificare, senza banalizzare, lo standard in modo da massimizzarne l’utilità anche per le piccole e medie imprese: ridurre le prescrizioni, chiarire questioni tecniche quali “cosa sono e come si gestiscono i Programmi dei Prerequisiti Operativi” e utilizzare un linguaggio più diretto e chiaro sono condizioni essenziali per migliorare in modo significativo lo standard attuale”.

La prevenzione, la riduzione o l’eliminazione dei pericoli legati alla sicurezza alimentare sono indispensabili per mantenere un prodotto sicuro lungo tutta la filiera. La revisione della norma integrerà degli elementi chiave che permetteranno di garantire la sicurezza a tutti i livelli della filiera alimentare fino alla tappa finale del consumo. Questi sono:

  • la comunicazione interattiva a tutti i livelli
  • l’approccio sistematico della gestione
  • i programmi di prerequisiti
  • i principi HACCP.

L’introduzione di un pericolo per la sicurezza alimentare può verificarsi in qualsiasi “anello” della catena di approvvigionamento: è dunque fondamentale disporre di controlli adeguati in ciascuna tappa. Anche una buona comunicazione è essenziale per garantire l’identificazione dei pericoli e la loro gestione al livello operativo adeguato. Di conseguenza la sicurezza alimentare non può essere che il frutto degli sforzi congiunti di tutti gli attori della filiera alimentare: dai produttori di mangimi e di alimenti, agli operatori e subappaltatori incaricati del trasporto e stoccaggio, ai rivenditori.

Gli esperti che si sono riuniti a Buenos Aires hanno ritenuto necessaria la stesura di un secondo Committee Draft per arrivare a un documento più maturo. Ci sono grandi interessi in gioco nella catena alimentare globale e un livello di consenso deve ancora essere raggiunto. Il compito del WG 8 è quello di chiarire e di comunicare i concetti fondamentali nei termini più semplici e concisi, al fine di elaborare una norma comprensibile e facile da utilizzare per le imprese - grandi o piccole - lungo tutta la catena alimentare.

Molte ancora le sfide da affrontare. La prossima tappa è fissata nelle giornate 14-16 giugno a Copenhagen, in Danimarca, dove si completerà la stesura del secondo Draft.

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