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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

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Trattamento dei dati personali – Consenso ex artt. 23,24,25 DLgs. 196/2003

Il sottoscritto, dato atto di avere ricevuto l'informativa prevista all'art. 13 del DLgs. 196/2003 in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, espressamente garantisce il suo consenso ai sensi degli articoli 23, 24, 25 del summenzionato decreto (inclusivo di raccolta, registrazione, organizzazione, conservazione, elaborazione, modificazione, selezione, estrazione, raffronto, utilizzo, interconnessione, blocco, comunicazione, diffusione, cancellazione, distruzione) secondo i termini della summenzionata informativa e nei limiti ivi indicati, dei propri dati personali acquisiti o che saranno acquisiti in futuro dall'UNI.

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Che si tratti di un esaurimento fisico ed emotivo o di semplice malessere psicologico è poco importante: lo stress lavoro correlato è una sfida di forte impatto sociale. Le maggiori aspettative, l’aumento della competizione e i sempre più rapidi sviluppi tecnologici, mettono spesso sotto pressione i lavoratori i quali si vedono costretti alle volte a prolungare il proprio orario di lavoro, a raddoppiare gli sforzi, o più semplicemente a ripensare al proprio ruolo all’interno dell’azienda.

wsd2016Tenendo in considerazione la gravità delle conseguenze che questo tipo di problematica può avere sulla salute mentale e sul benessere delle persone, l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) ha scelto proprio questo tema per celebrare il World Day for Safety and Health at Work.
Ma molto si può fare per prevenire e gestire questo fenomeno, ad esempio mettendo in atto programmi efficaci di promozione del benessere e riducendo gli eventuali rischi per la salute e la sicurezza che possono verificarsi a causa del lavoro.

Le future norme tecniche nazionali, europee e internazionali su questa tematica aiuteranno le imprese a migliorare la salute e il benessere dei propri lavoratori e a ridurre lo stress professionale anche mediante l’implementazione di sistemi di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro.
Questo comporta in particolare l’esigenza di saper identificare e gestire pericoli e rischi, di mettere in atto le misure necessarie per assicurarsi che i lavoratori non siano sottoposti a carichi di lavoro eccessivi, verificando che esista una supervisione adeguata e che ci siano processi chiari per la comunicazione tra la direzione e l’insieme dei lavoratori. Le norme aiutano anche le imprese a ridurre gli incidenti sul lavoro e le malattie lavoro correlate e a promuovere uno stato d’animo positivo in materia di salute e di sicurezza.

A livello internazionale l’ISO sta sviluppando una nuova norma, la ISO 45001Occupational health and safety management systems – Requirements”, per fornire alle imprese delle linee guida generali per migliorare la sicurezza, ridurre i rischi e creare condizioni migliori per i lavoratori di tutto il mondo. La futura norma ISO 45001 seguirà l’impostazione delle altre norme sui sistemi di gestione, come la UNI EN ISO 14001 per l’ambiente e la UNI EN ISO 9001 per la qualità.

Secondo Fabrizio Benedetti -rappresentante INAIL nella Commissione Centrale Tecnica UNI e membro della Commissione Sicurezza - “il ruolo dei sistemi di gestione della sicurezza sul lavoro è essenziale per aumentare le performance prevenzionali delle organizzazioni. Il gruppo italiano che segue lo sviluppo della ISO 45001 sta lavorando con attenzione a questa norma, che si ritiene importante ed essenziale.
Obiettivo dello standard deve essere quello di migliorare le condizioni di salute e sicurezza sul lavoro applicando il sistema di gestione, identificando requisiti condivisi a livello internazionale e nel rispetto formale e sostanziale degli accordi e delle convenzioni. L’applicazione di tale obiettivo rende uniforme a livello internazionale le modalità di gestione della salute e sicurezza sul lavoro delle aziende. Di conseguenza, sarà possibile elaborare e applicare procedure di certificazione basate su requisiti realmente condivisi e riconosciuti nel mercato globale.
Nei mesi scorsi un ulteriore contributo all’integrazione della gestione della sicurezza nella gestione complessiva delle organizzazioni è venuto dalla pubblicazione della UNI/TR 11542 che declina i requisiti del 'pillar safety' della World Class Manufacturing.
Infine - sebbene frutto del lavoro in un’altra commissione tecnica UNI - importante rimane il contributo verso la declinazione di positivi approcci verso la responsabilità sociale di impresa che comprendano anche la salute e la sicurezza sul lavoro della UNI ISO 26000”.

Secondo Marco Vigone, presidente della Commissione Sicurezza dell’UNI “gli sforzi che si stanno facendo a livello normativo tecnico sia nazionale che internazionale sono enormi ma spesso questi sforzi non vengono correttamente compresi da coloro che dalla normazione tecnica possono solo trarne vantaggi. E’ importante, visto gli argomenti allo studio, che tutte le parti sociali partecipino attivamente ai lavori tecnici in quanto la sicurezza sul lavoro non è un settore per ‘iniziati’ ma il contributo di tutti e la corretta applicazione dei documenti elaborati non può che portare ad un miglioramento delle condizioni di lavoro e conseguentemente ad un risparmio economico non solo per la società ma anche per le singole imprese”.

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