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paracolpi lettinoNegli scorsi giorni si è tenuta una riunione del Gruppo di lavoro UNI “Sicurezza abbigliamento per bambini”.
Il gruppo, che svolge la sua attività nel quadro della commissione “Tessile e abbigliamento”, segue a livello europeo i lavori del CEN/TC 248/WG 34 (gruppo congiunto insieme al CEN/TC 252 “Child use and care articles”) e del CEN/TC 248/WG 20 “Safety of children's clothing”.

La delicatezza dei temi trattati è confermata dalla stretta interconnessione esistente tra i lavori di normazione sviluppati dagli esperti e le indicazioni date dalla Commissione europea, che proprio nel settore della sicurezza dei prodotti concentra molti dei suoi sforzi. Sforzi che vedono appunto nelle norme tecniche uno strumento fondamentale in grado di dispiegare compiutamente la politica comunitaria.
L’abbigliamento per bambini, poi, non può che essere oggetto di particolare attenzione. E lo è nei fatti, quanto meno se si considera che nel 2014 i prodotti più ritirati dal mercato europeo – perché non conformi ai requisiti di sicurezza obbligatori - sono stati proprio i capi d'abbigliamento per bambini, e nel 2015 questi sono stati superati – ma solo di stretta misura - dai giocattoli.

a donati2016Coordinato da Angela Donati, che rappresenta UL-ICQ, il Gruppo di lavoro “Sicurezza abbigliamento per bambini” sta ora lavorando a tre nuovi progetti.
In questo momento i lavori più avanzati riguardano tre norme sulla sicurezza dell'ambiente sonno del bambino: i piumoni da lettino, i sacchi nanna e i paracolpi da lettino”.
In tutti questi casi i progetti – che hanno avuto un iter di elaborazione piuttosto articolato - si trovano ora nella fase di seconda inchiesta (2nd inquiry).
E’ normale”, prosegue Angela Donati. “Sono tanti gli esperti che partecipano e tante dunque le visioni differenti e gli approcci alle problematiche che devono trovare il giusto livello di sintesi. Bisogna anche tenere conto che si tratta di norme completamente nuove su prodotti che prima non erano normati”.

Questo è un aspetto rilevante, che mette in luce il processo attraverso il quale si giunge ai tavoli della normazione.
Per questi articoli”, spiega ancora Angela Donati, “c'è una Decisione della Commissione europea del 2010 in cui si segnalano alcuni pericoli legati all'utilizzo di questi specifici prodotti. In conseguenza di questo è stato dato mandato al CEN di scrivere tre norme tecniche che stabiliscano i metodi di prova per verificare che questi pericoli non sussistano”.
Come detto, i progetti sono ad uno stadio avanzato di elaborazione.
Quando le norme verranno pubblicate, verranno armonizzate sotto la direttiva ‘Sicurezza generale dei prodotti’”.

abbigliamento bimbiOltre ai tre progetti sull’ambiente sonno del bambino, c’è un altro lavoro sul tavolo del GL.
Per quanto riguarda l'abbigliamento per bambino ad oggi c'è un rapporto tecnico europeo che specifica i potenziali pericoli legati a questi prodotti, tra i quali si segnala in particolare quello legato alla presenza di piccole parti che possono staccarsi dall'abbigliamento e, se ingerite, provocare soffocamento”.
E’ dunque anche questo un aspetto che va affrontato attraverso un’attività di normazione specifica.
La Commissione europea”, continua Angela Donati, “sta scrivendo una Decisione che porterà a un futuro mandato proprio in tema di tenuta delle piccole parti, non solo nell'abbigliamento ma anche nelle calzature”.
In questo caso i lavori sono ancora allo stato embrionale, ma la direzione comincia già a delinearsi.

Se in Europa il quadro si presenta ben delineato, va detto che la globalizzazione dei mercati impone un confronto con scenari spesso molto variegati. Scenari che tuttavia testimoniano nel complesso una accresciuta sensibilità per il tema della sicurezza.
In termini generali”, spiega Donati, “le norme americane (ASTM) sono un po' meno dettagliate rispetto a quelle europee, per quanto riguarda ad esempio la presenza nell’abbigliamento di lacci e corde”. C’è insomma maggior spazio lasciato alla discrezionalità rispetto all’approccio maggiormente prescrittivo della UE. “Negli Stati Uniti si è però molto più attenti al discorso dell'infiammabilità, un aspetto regolamentato da un codice federale. Il mercato cinese sembra invece prendere spunti sia dall'Europa – per quanto riguarda l’attenzione alle piccole parti, a lacci e corde – sia dagli Stati Uniti per quanto concerne il tema della infiammabilità”.

Approcci e culture differenti, che le norme tecniche riprendono rispecchiandone anche i mutamenti e le evoluzioni.

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