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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

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Trattamento dei dati personali – Consenso ex artt. 23,24,25 DLgs. 196/2003

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Sono passati quasi dieci anni – era il dicembre del 2006 – da quando l’Assemblea delle Nazioni Unite ha approvato la Convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità. Il documento, ratificato poi dal Parlamento italiano con la legge 18/2009, indica la strada per garantire i diritti di uguaglianza e di inclusione sociale di tutti i cittadini con disabilità.
In particolare l'articolo 19 ("Vita indipendente ed inclusione nella società") stabilisce che "... le persone con disabilità abbiano la possibilità di scegliere, su base di uguaglianza con gli altri, il proprio luogo di residenza e dove e con chi vivere".
Si tratta di una indiscutibile evoluzione culturale, etica e giuridica che ovviamente ha spinto e spinge tuttora a rimodulare il sistema dei servizi alle persone.

intervista faini2016La revisione della norma UNI 11010, sviluppata dal GL UNI “Servizi socio-sanitari e servizi sociali” e approdata proprio in questi giorni alla fase di inchiesta pubblica finale (vd. UNI: inchiesta pubblica finale), va proprio in questa direzione.

"L'approvazione della Convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità”, spiega Marco Faini di ANFFAS, membro del GL UNI, “rappresenta un cambio di paradigma. Vi si indica espressamente la finalità del sistema dei servizi alla persona, che deve essere la promozione dell'affermazione dei diritti e l'inclusione sociale. Da qui la necessità della revisione della norma pubblicata nel 2002".

La futura nuova UNI 11010 avrà per titolo “Servizi per l’abitare e servizi per l’inclusione sociale delle persone con disabilità (PcD) - Requisiti del servizio”. Ha dunque un ampio ambito di applicazione.
La norma non si applica solo a due tipologie di servizi”, prosegue Faini. “Quelli rivolti ai minori con disabilità e quelli per l'inserimento lavorativo. Questo a causa della particolare specificità di questi due ambiti di intervento del sistema dei servizi”.

Ma il tema dell’inclusione sociale come influisce sulle forme e sui modi di erogazione dei servizi?
Inclusione sociale significa sostanzialmente cambiare le regole del gioco dello sviluppo e del funzionamento delle comunità. La centralità e il protagonismo della persona con disabilità che utilizza il servizio sono senz'altro i punti salienti del nuovo progetto di norma. L'organizzazione deve quindi dare evidenza dei modi con cui ci si è preoccupati di rendere accessibile e fruibile tutta l'informazione attinente al servizio erogato; dare conto dell'effettivo coinvolgimento della persona e del come si tiene conto delle opinioni, dei desideri e delle aspettative della persona con disabilità”.

Il progetto di norma (U8300A130), disponibile in queste settimane nella banca dati dei progetti in inchiesta pubblica finale, presenta una significativa novità: il formato “facile da leggere”. Un aspetto non solo formale, che Marco Faini sottolinea con la giusta enfasi:
Vogliamo che il testo sia pienamente comprensibile anche dalle persone con disabilità (intellettiva, in questo caso – n.d.r.). Rendere una comunicazione accessibile vuol dire infatti creare le condizioni indispensabili affinché le persone possano effettivamente partecipare su basi di uguaglianza a un determinato processo”.

L’intervista completa a Marco Faini è disponibile sul canale UNI su YouTube.

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