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La presenza di concentrazioni significative di sostanze azotate nelle acque può essere interpretata come indice di inquinamento e costituisce un pericolo per la salute e l’ambiente. Due progetti UNICHIM, che vanno a determinare le concentrazioni di azoto ammoniacale e di azoto totale nelle acque, si trovano in questi in questi giorni nella fase di inchiesta pubblica preliminare.

Entrambi i progetti – elaborati dalla CT 410/GL 01 “Metodi chimici e chimico-fisici” – riguardano i test in cuvetta, sempre più utilizzati nei laboratori analitici: veloci, pratici, economici, essi aiutano a ridurre il volume dei rifiuti prodotti e dei reagenti utilizzati. La loro domanda crescente sul mercato necessita però della presenza di metodi ufficiali.

Il primo progetto UNI1601535 “Qualità dell'acqua - Determinazione dell'azoto ammoniacale (NNH4) in acque di diversa natura mediante test in cuvetta” descrive le modalità di determinazione di azoto ammoniacale in acque destinate al consumo umano - di falda, di superficie, di scarico e di balneazione - e acque minerali mediante la tecnica della prova in cuvetta. L’intervallo di concentrazione è compreso tra 0,01 e 140 mg/l. Il metodo si articola in due parti, con determinazione diretta o analisi dopo distillazione (questa seconda modalità viene utilizzata nel caso di acque di scarico con elevate concentrazioni di elementi interferenti). Il metodo proposto è in grado di eseguire l’analisi dell’ammoniaca sia per campioni semplici sia per campioni che richiedono la preventiva distillazione, ottimizzando in termini di tempistiche e semplicità anche questa complessa attività.

Il metodo descritto nel secondo progetto “Qualità dell'acqua - Determinazione dell'Azoto Totale in acque di scarico, naturali e destinate al consumoumano mediante test in cuvetta” (UNI1601536) fornisce una metodologia per la determinazione dell’azoto totale mediante test in cuvetta in acque di diversa provenienza: acque naturali (comprese acque di mare, previa filtrazione su letto di solfato d’argento per ridurre i cloruri), acque destinate al consumo umano e acque reflue, in un intervallo di concentrazione generalmente compreso tra 0,5 e 100 mg/l di azoto totale. L’azoto totale comprende le forme inorganiche, azoto nitrico, nitroso, ammoniacale e tutte le forme organiche. Il metodo proposto va a sostituire con ottimi risultati metodi sicuramente più complessi dal punto di vista operativo, come dimostrato dai dati prestazionali.

I progetti rimarranno nella fase dell’inchiesta pubblica preliminare sino al 14 marzo 2016: aspettiamo i vostri commenti.

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