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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

Ai sensi dell'articolo 13 del DLgs. 196/2003, UNI - titolare del trattamento dei dati, domiciliato in via Sannio 2 - 20137 Milano - informa che i dati richiesti sono raccolti e trattati per finalità di:

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Trattamento dei dati personali – Consenso ex artt. 23,24,25 DLgs. 196/2003

Il sottoscritto, dato atto di avere ricevuto l'informativa prevista all'art. 13 del DLgs. 196/2003 in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, espressamente garantisce il suo consenso ai sensi degli articoli 23, 24, 25 del summenzionato decreto (inclusivo di raccolta, registrazione, organizzazione, conservazione, elaborazione, modificazione, selezione, estrazione, raffronto, utilizzo, interconnessione, blocco, comunicazione, diffusione, cancellazione, distruzione) secondo i termini della summenzionata informativa e nei limiti ivi indicati, dei propri dati personali acquisiti o che saranno acquisiti in futuro dall'UNI.

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classroomMancano solo pochi giorni per iscriversi alle prime classi di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2016/2017 e moltissime famiglie italiane stanno facendo una scelta che – come la cronaca ci ha mostrato proprio di recente – deve anche tenere conto della sicurezza dei locali e degli arredi/attrezzature che i propri figli utilizzeranno per molte ore al giorno.
È quindi utile ricordare che la sicurezza è garantita solo se gli arredi/attrezzature scolastiche sono conformi alle norme tecniche UNI, che definiscono i requisiti di sicurezza di sedie, banchi, cattedre e lavagne, nonché i livelli di illuminazione dei locali.

SEDIE E TAVOLI. UNI ha recentemente aggiornato la norma UNI EN 1729 "Mobili - Sedie e tavoli per istituzioni scolastiche" (Parte 1 "Dimensioni funzionali" e Parte 2 “Requisiti di sicurezza e metodi di prova”) per garantire una maggiore sicurezza d’uso e una corretta postura dell’utilizzatore. Tra le altre cose la norma stabilisce, ad esempio, che:

  • i bordi del sedile, dello schienale e dei braccioli delle sedie che vengono a contatto con l’utilizzatore devono essere arrotondati con un raggio minimo o uno smusso di 2 mm. Le superfici devono essere lisce, le estremità rivestite per evitare di generare schegge taglienti;
  • ogni sedia o banco “a norma” deve superare una serie di prove di laboratorio tra le quali quelle di stabilità, di resistenza, di durata e d’urto;
  • in relazione all'altezza dello studente le norme assegnano agli arredi scolastici delle vere e proprie "taglie". In questo modo le norme intendono favorire l'adozione di una corretta postura contribuendo allo sviluppo psicofisico di bambini e ragazzi;
  • l’inclinazione dello schienale deve essere compresa tra i 95° e i 110°, indipendentemente dalla statura dello studente.

Le norme fissano le dimensioni delle sedie e dei banchi anche in relazione alla crescente diffusione dell'utilizzo di PC nella didattica. Gli arredi scolastici a norma sono progettati in modo che gli studenti possano appoggiare le braccia mantenendo le spalle rilassate sia che si trovino dinanzi a un monitor sia che siano alle prese con i più tradizionali quaderni a righe o quadretti.

Come si riconoscono gli arredi scolastici a norma? Le sedie e i banchi scolastici dovranno recare ben visibili: la "taglia" e/o il codice colore (ad ogni codice colore corrisponde una “taglia diversa”); il nome o logo del fabbricante, del distributore, dell'importatore o del venditore; la data di fabbricazione che specifichi almeno l'anno e il mese di produzione.

 CATTEDRE. Esiste una norma specifica anche per gli arredi destinati ai docenti: la UNI 4856 stabilisce i requisiti di stabilità, resistenza e durabilità e i relativi metodi di prova per cattedre e sedie destinate agli insegnanti.
Oltre a tali requisiti la norma prende anche in considerazione quelli delle superfici dei componenti metallici (ad esempio la resistenza alla corrosione), i requisiti delle parti mobili (ad esempio la durata e la resistenza delle guide dei cassetti) e i requisiti dei pannelli a base di legno (ad esempio le emissioni di formaldeide).

LAVAGNE. Le lavagne rientrano nel campo di applicazione della UNI EN 14434 che riguarda tutte le “superfici verticali di scrittura”: la norma ha l’obiettivo di prevenire lesioni gravi durante il normale utilizzo. Per questo motivo specifica, ad esempio, che:

  • nessuna parte della superficie verticale deve costituire un potenziale pericolo per l'utente;
  • tutti i bordi e gli angoli accessibili devono essere arrotondati;
  • tra le varie parti della lavagna che si muovono in relazione l'una all'altra deve esserci sempre una distanza di sicurezza che deve essere meno di 8 o più di 25 mm in ogni posizione durante il movimento, per evitare intrappolamento e schiacciamento.

Le lavagne “a norma” vengono sottoposte a prove per verificarne l’attitudine alla scrittura e alla cancellazione, la resistenza all’abrasione, alla graffiatura, all’urto e alla macchiatura. Oltre ad essere sicure, devono anche essere facili da usare: la UNI EN 14434 fornisce alcuni requisiti ergonomici, come ad esempio il posizionamento di comandi e maniglie. La norma stabilisce infine la documentazione che deve accompagnare questi prodotti come, ad esempio, le istruzioni per il montaggio e l’installazione.

ILLUMINAZIONE. La UNI 10840 elenca i criteri generali per l’illuminazione artificiale e naturale delle aule e di altri locali scolastici, in modo da garantire condizioni che soddisfino il benessere e la sicurezza degli studenti, del personale docente e non. I locali scolastici vengono utilizzati prevalentemente durante le ore diurne, perciò la norma fornisce le prescrizioni generali sia per l’illuminamento artificiale sia per l’illuminazione naturale.
Per i livelli di illuminamento e le prescrizioni generali sull’illuminazione artificiale la norma fa ampio riferimento anche a un altro documento normativo: la UNI EN 12464-1 “Luce e illuminazione - Illuminazione dei posti di lavoro - Posti di lavoro in interni”. Tale norma prevede che i requisiti illuminotecnici debbano soddisfare tre esigenze fondamentali:

  • il comfort visivo, cioè la sensazione di benessere percepita;
  • la prestazione visiva, cioè la possibilità da parte degli studenti/lavoratori di svolgere le proprie attività anche in condizioni difficili e al lungo nel tempo;
  • la sicurezza, cioè la garanzia che l’illuminazione non incida negativamente sulle condizioni di sicurezza degli studenti.

Va ricordato che tra i principali parametri che caratterizzano l’ambiente luminoso in relazione alla luce artificiale e a quella diurna ci sono la direzione della luce, la sua variabilità, la resa dei colori, l’abbagliamento e lo sfarfallamento.

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