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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

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Trattamento dei dati personali – Consenso ex artt. 23,24,25 DLgs. 196/2003

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intervista cenniLa Commissione Ergonomia dell’UNI è strutturata in quattro gruppi di lavoro (Microclima, Videoterminali e sale di controllo, Principi generali, Antropometria e biomeccanica) e ha al suo attivo oltre cento norme tecniche attualmente in vigore. Tali norme spaziano dall’ergonomia dell'interazione uomo-sistema alla progettazione ergonomica di centri di controllo, dall'analisi e valutazione dei fattori di rischio psicosociale e da stress lavoro-correlato alla valutazione degli ambienti di lavoro, dall'ergonomia nella progettazione dei macchinari alla progettazione accessibile...

Recentemente questa attività si è ulteriormente ampliata: il gruppo di lavoro “Principi generali” ha infatti avviato lo studio di una norma specifica sulla figura professionale dell’ergonomo che ne definisce i requisiti di conoscenza, abilità e competenza in conformità al Quadro europeo delle qualifiche (European Qualifications Framework ‐ EQF). Requisiti che vengono espressi in maniera tale da agevolare i processi di valutazione e convalida dei risultati dell’apprendimento.

Questa figura professionale “non ordinistica” rientra a pieno titolo tra quelle considerate dalla legge 4 del 14 gennaio 2013 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate” che - pur non rendendole obbligatorie - fa esplicito riferimento alle norme tecniche UNI per la qualificazione dei professionisti.

Tra i compiti dell’ergonomo vi è quello di progettare e valutare i requisiti ergonomici di ambienti, strumenti, apparecchiature, posti di lavoro, prodotti, servizi e attività.

Di questa figura professionale e della norma tecnica attualmente allo studio, abbiamo parlato con Paola Cenni di SIE (Società italiana di ergonomia) coordinatrice del gruppo di lavoro UNI che sta mettendo a punto la nuova norma.
“L’ergonomo - ci spiega Paola Cenni - deve avere competenze che attengono a tre aree disciplinari diverse: l’area politecnica (occorre infatti che le attrezzature siano progettate adeguatamente), l’area biomedica (deve esserci una sorveglianza medica adeguata) e l’area psicosociale (con particolare riferimento alla prevenzione dello stress lavoro correlato)”.

A questo proposito Paola Cenni ha ricordato la pubblicazione - avvenuta nel corso del 2012 - del rapporto tecnico UNI/TR 11457 “Analisi e valutazione dei fattori di rischio psicosociale e da stress lavoro-correlato - Il contributo delle norme tecniche ergonomiche”.

La videointervista completa a Paola Cenni è disponibile sul canale UNI di YouTube.

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