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Si chiama "decarbonizzazione". Ed è quella strategia produttiva che mira alla riduzione delle emissioni di carbonio attraverso processi e tecnologie ecosostenibili.
Nel settore delle costruzioni questo obiettivo riveste una valenza particolarmente significativa perché gli edifici divorano letteralmente energia. E’ stato infatti calcolato che la spesa energetica rappresenta circa il 40% del totale dei costi operativi di un immobile.

bimIl nuovo "approccio olistico", che è stato sviluppato da un gruppo di lavoro congiunto dell’ISO dedicato alle performance energetiche degli edifici (Energy performance using holistic approach), può rivelarsi lo strumento adatto per riconciliare le esigenze di salvaguardia dell’ambiente da un lato e le necessità energetiche dall’altro.
E con le norme della futura serie ISO 52000, in corso di elaborazione, il settore delle costruzioni avrà a disposizione strumenti migliori per conseguire risultati di efficienza energetica e quindi, di conseguenza, per migliorare la propria efficacia operativa attraverso migliori tecnologie e, in ultima analisi, per essere capofila dell’innovazione.

"L’industria delle costruzioni viene a confrontarsi con nuove sfide e opportunità quando si avvia lungo la strada della riduzione dei consumi energetici e dell’incremento dell’uso delle energie rinnovabili", spiegano Dick van Dijk ed Essam E. Khalil, co-coordinatori dell'ISO joint working group.
Una delle questioni di maggior rilievo è legata alla necessità di affrontare la crescente domanda di energia da parte delle economie emergenti. E anche in un contesto di forte crescita industriale, i Paesi in via di sviluppo sono chiamati a seguire la strada del basso consumo energetico, a basso tenore di carbonio e dell’uso efficiente delle risorse.
"Ora diversi Paesi industrializzati hanno fissato obiettivi ambiziosi di riduzione dei consumi energetici nei prossimi anni. Questi Paesi puntano a distretti energetici a impatto zero, con particolare attenzione alla ristrutturazione di edifici esistenti e all’incremento dell’uso di energie rinnovabili".

cityChiari e coerenti obbiettivi politici svolgono senza dubbio un ruolo determinante nel promuovere l’innovazione nel settore delle costruzioni. E in questo ambito le norme tecniche internazionali possono svolgere un ruolo fondamentale per armonizzare i termini, le definizioni, le procedure e gli indicatori di valutazione, così da sviluppare in modo efficace nuovi concetti e nuove tecnologie.
Ma qual è la novità introdotta dall’approccio olistico?
"In passato", spiegano ancora Dick van Dijk ed Essam E. Khalil, "i requisiti di efficienza energetica venivano impostati a livello di singoli componenti: l’isolamento termico, l’efficienza minima dei prodotti… Questa impostazione tuttavia portava a soluzioni non sempre ottimali e soprattutto a creare una barriera alle necessarie evoluzioni tecnologiche. L’approccio olistico, che mira alla valutazione globale delle prestazioni energetiche degli edifici e dell’ambiente costruito, così come viene fornito dalle norme della serie ISO 52000, è uno strumento chiave per superare tali barriere".
La serie ISO 52000 permetterà infatti di valutare il rendimento energetico globale di un edificio. Questo significa che qualsiasi combinazione di tecnologie potrà essere usata per raggiungere il livello di rendimento energetico previsto, al costo più basso. Una flessibilità molto importante dal punto di vista operativo.

progettoProprio a causa di questa "concorrenza" tra diverse tecnologie, l’approccio olistico si può rivelare un fattore chiave per l’innovazione tecnologica e il cambiamento. Paesi che utilizzano questo approccio già da anni, come ad esempio i Paesi Bassi, ne hanno sperimentato i vantaggi in termini di risparmio e ottimizzazione su una grande varietà di nuove tecnologie per quanto riguarda l’isolamento termico, le finestre, il riscaldamento e il raffreddamento, l’illuminazione, la ventilazione o i sistemi di acqua calda domestica, il building automation o le fonti energetiche rinnovabili.
In generale l’approccio olistico consiste quindi nel valutare il rendimento energetico come l’energia totale impiegata per il riscaldamento, il raffreddamento, l'illuminazione, la ventilazione, l’acqua calda sanitaria, e, in alcuni casi, gli elettrodomestici.

Ovviamente uno degli scopi principali delle norme cosiddette EPB (Energy Performance of Buildings) è quello di essere utilizzate in leggi e in regolamenti, eventualità che le renderebbe di fatto cogenti.
In ambito edilizio esistono senza dubbio delle peculiarità nazionali dovute a diversi fattori: il clima, la cultura, la tradizione… Ma l’approccio olistico, nella sua flessibilità, ha la capacità di salvaguardare tutte queste specificità. La struttura modulare delle norme EPB ne permette infatti anche una più facile implementazione nelle diverse realtà nazionali.

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