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intervista olivettiÈ stata pubblicata il 10 settembre scorso una nuova norma che riguarda le professioni non regolamentate e che si colloca quindi nel quadro della Legge 4 del 2013. Si tratta della UNI 11591 “Attività professionali non regolamentate - Figure professionali operanti nel campo della traduzione e dell'interpretazione - Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”.

La norma definisce i requisiti relativi all’attività professionale del traduttore e dell’interprete ossia dei professionisti che consentono la comunicazione tra diverse realtà linguistiche e culturali e ne stabilisce la qualifica, le conoscenze, le abilità e le competenze. Stiamo parlando di oltre 5.000 professionisti che operano in questo settore e che – nonostante l’estrema delicatezza del lavoro svolto e l’altissimo livello di preparazione richiesto – non possono vantare un riconoscimento giuridico vero e proprio.

La norma riconosce due figure professionali, il traduttore e l’interprete, due professioni che pur avendo molti aspetti in comune richiedono una preparazione e una formazione diversa. Per ciascuna di queste professioni la norma definisce quattro profili specialistici. Per quanto riguarda gli interpreti abbiamo l’interprete di conferenza, l’interprete in ambito giuridico-giudiziario, l’interprete in ambito socio-sanitario e l’interprete in ambito commerciale. Per quanto riguarda invece i traduttori abbiamo il traduttore tecnico-scientifico, l’adattatore-dialoghista, il traduttore giuridico-giudiziario e il localizzatore.

Per approfondire gli obiettivi del documento, individuare le motivazioni che hanno portato all’elaborazione della norma stessa e analizzare i benefici che essa potrà portare a questa categoria professionale, abbiamo parlato con Orietta Olivetti, vicepresidente di AITI (Associazione Italiana Traduttori e Interpreti) e coordinatrice dello specifico gruppo di lavoro UNI.

“Le norme tecniche volontarie nell’ambito delle professioni non regolamentate fissano i requisiti dei professionisti, nel nostro caso si occupano dei professionisti della comunicazione interlinguistica” – spiega Orietta Olivetti – “La norma UNI rappresenta quindi uno strumento utile a fare chiarezza sia per gli utenti sia per i professionisti”.

Guarda la videointervista completa a Orietta Olivetti.

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