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Al e Reef sono dei professionisti esperti che lavorano con la Guardia Costiera, fornendo la loro preziosa collaborazione nelle attività di soccorso. Sottoposti a un meticoloso addestramento e a periodiche verifiche delle competenze, di loro ci si può veramente fidare.
A proposito: Al e Reef sono due bellissimi cani Terranova.
E non sono certo una curiosità da eccentrici. Da anni infatti i cani forniscono la loro insostituibile opera affiancando l'uomo in molte attività e costituendo un binomio di grande e collaudata affidabilità.

Di questo binomio uomo-cane si occupano i formatori cinofili, cioè quelle figure professionali che si dedicano nello specifico all'istruzione, educazione e addestramento dei cani nei più svariati ambiti operativi, sociali, comportamentali e sportivi.
Certo, in questo settore ci si scontra con realtà molto eterogenee, differenti e a volte difficilmente equiparabili, soprattutto in merito alla qualità e alla definizione delle competenze professionali richieste ai formatori cinofili.

intervista marconiProprio dalla volontà di uniformare, a livello europeo, un quadro così variegato nasce il lavoro del CEN/WS 78 "Competences for dog training professionals", che ha tenuto la sua prima riunione operativa proprio in questi giorni a Milano, presso la sede dell'UNI.
Notevole l'interesse per questo argomento e grande la partecipazione da parte degli operatori del settore provenienti da vari Paesi della UE.
"L'obiettivo è quello di arrivare a una regolamentazione del settore", spiega Cinzia Marconi, presidente del CEN/WS 78. "Non esistono infatti regole precise e condivise al momento. Questo anche perché il settore cinofilo è caratterizzato da una certa autoreferenzialità".
Incontrarsi, confrontarsi e avviare un percorso comune. Questi dunque i primi - e già pienamente raggiunti - obiettivi di questo Workshop CEN che intende sviluppare nei prossimi mesi delle linee guida, nello specifico un CWA (CEN Workshop Agreement), cioè un documento tecnico di applicazione volontaria appositamente pensato per introdurre nel mondo della normazione temi di particolare valenza innovativa.

Solo nel nostro Paese”, prosegue Marconi, “il mondo dei professionisti cinofili è costituito da circa 35000 unità, che lavorano come liberi professionisti o che svolgono la loro attività all'interno di centri o di organizzazioni di settore”.
Già da questi numeri si capisce l’enorme potenziale che un futuro documento tecnico sulle competenze professionali dei dog trainer può avere. Sotto molti punti di vista.
Il documento porterà sicuramente a una maggiore certezza della prestazione, quindi un miglior servizio dal lato consumatori, ma porterà benefici anche in relazione alla tutela e benessere animale. Questo è un aspetto importante. Si tratta di quei risvolti etici dell'attività professionale che vanno tenuti sempre nella massima considerazione”.

intervista tamburriniI lavori del CEN/WS 78 sono ancora alle battute iniziali, ma ci sono tutte le premesse affinché gli sforzi congiunti portino finalmente al risultato atteso.
Oggi abbiamo ottenuto un ottimo risultato”, dichiara con soddisfazione il project leader, Giammarco Tamburrini. “Si sono seduti allo stesso tavolo più di 65 soggetti operanti in ambito cinofilo che cercano da più di vent'anni di regolamentare ciò che non è ancora regolamentato. Ora siamo sulla strada giusta”.
Senza dubbio il futuro CWA è destinato a regolamentare, anche se in modo totalmente volontario, un settore che ha necessità di parlare una lingua comune.
In questa riunione si è discusso in particolare delle definizioni del ‘dog trainer professional’”, continua Tamburrini. “Al momento ci sono delle qualificazioni in ambito associativo, dei percorsi formativi diversificati, ma niente di regolamentato con tutti gli altri attori del percorso. Ora si sta colmando questa lacuna. Andiamo verso una più precisa regolamentazione europea”.

sics03Particolarmente positivo è il fatto che siano gli stessi operatori del settore a sentirne fortemente l’esigenza.
Il CEN Workshop è una importante occasione di confronto tra tutti i professionisti della comunità cinofila”, conferma Ferruccio Pilenga del SICS (Scuola Italiana Cani Salvataggio), accompagnato da Al, “cucciolo” di Terranova di soli 11 mesi. “Sono oltre 300 i cani certificati al soccorso dalla nostra associazione SICS. Tutte le nostre unità cinofile devono ogni anno riaffrontare la certificazione, passando attraverso prove difficili e impegnative proprio perché le attività di soccorso obbligano chi vi è coinvolto a un grado di efficienza massimo”.

L’uso di unità cinofile è ormai diffuso da molti anni, a conferma della loro utilità ed efficacia.
Nell’ambito della marina ovviamente si sfrutta l'acquaticità di alcune razze come i Terranova - il cui utilizzo nell’ambito di operazioni di soccorso è nato 30 anni fa – ma anche i Labrador e Golden Retriever”, spiega Pilenga. “Il cane dà certamente una chance in più nel soccorso. E l'addestramento è tutto basato sul gioco e sul legame tra cane e conduttore”.
Un legame unico e delicato, a cui i lavori del CEN/WS 78 possono fornire ora uno strumento tecnico di enorme utilità.
Le linee guida in preparazione saranno un sicuro riferimento per l'attività professionale”, conclude Cinzia Marconi. “E’ un lavoro di condivisione che porterà non solo tutti gli operatori a lavorare meglio ma anche ad elevare la qualità della loro prestazione professionale”.

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