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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

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Trattamento dei dati personali – Consenso ex artt. 23,24,25 DLgs. 196/2003

Il sottoscritto, dato atto di avere ricevuto l'informativa prevista all'art. 13 del DLgs. 196/2003 in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, espressamente garantisce il suo consenso ai sensi degli articoli 23, 24, 25 del summenzionato decreto (inclusivo di raccolta, registrazione, organizzazione, conservazione, elaborazione, modificazione, selezione, estrazione, raffronto, utilizzo, interconnessione, blocco, comunicazione, diffusione, cancellazione, distruzione) secondo i termini della summenzionata informativa e nei limiti ivi indicati, dei propri dati personali acquisiti o che saranno acquisiti in futuro dall'UNI.

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La Commissione Sicurezza ha elaborato due progetti di norma (U5002B790 e U5002B930), sottoposti in queste settimane a inchiesta pubblica finale, che hanno per oggetto i requisiti generali di prestazione e i metodi di prova per gli indumenti di protezione per attività che si svolgono in ambienti in cui è praticata attività venatoria e i sistemi di protezione individuale dalle cadute.

Il primo progetto specifica i requisiti generali di prestazione e i metodi di prova per gli indumenti di protezione per attività che si svolgono in ambienti in cui è praticata attività venatoria, destinati, se previsto, a rendere visibile l'utilizzatore e proteggerlo da lesioni di tipo balistico. Dal titolo “Dispositivi di protezione individuale - Indumenti di protezione per attività che si svolgono in ambito venatorio - Requisiti e metodi di prova”, il progetto considera la sola visibilità diurna (in quanto non è permessa attività venatoria notturna) e, per quanto riguarda la protezione balistica, considera solo le zone vulnerabili del corpo umano e solo le cartuccie da caccia a munizione spezzata. Specifica inoltre i requisiti relativi alla marcatura, l'imballaggio, le informazioni per l'uso e la manutenzione.
La moderna tecnologia tessile, attraverso l’utilizzo di fibre tessili ad altissima tenacità, consente la realizzazione di indumenti in grado di conferire una significativa protezione meccanica contro lo sparo accidentale. Gli indumenti possono pertanto costituire un buon dispositivo di protezione individuale se sono in grado di:

  • migliorare la visibilità dei soggetti che li indossano, per ridurre il rischio che siano colpiti accidentalmente, perché non visti;
  • costituire una buona protezione balistica nei confronti dei fucili da caccia, per ridurre i rischi legati alle ferite da fucile da caccia;
  • non costituire intralcio per chi maneggia un fucile da caccia, rendendo difficile la sua imbracciata e imprecisa la mira.

Il secondo progetto – che sostituisce la UNI 11158 del 2005 – definisce i sistemi di protezione individuale dalle cadute e fornisce i criteri per l’individuazione dei sistemi di trattenuta, dei sistemi di posizionamento sul lavoro, dei sistemi di arresto caduta e dei sistemi di salvataggio.
Il documento “Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto - Sistemi di protezione individuale delle cadute - Guida per la selezione e l’uso” specifica i criteri per:

  • l'individuazione dei sistemi di trattenuta, dei sistemi di posizionamento sul lavoro, dei sistemi di arresto
  • caduta e dei sistemi di salvataggio;
  • la selezione e l'uso dei sistemi di trattenuta, dei sistemi di posizionamento sul lavoro e dei sistemi di
  • arresto caduta.

Fornisce inoltre i principi per la valutazione del rischio connesso al pericolo di caduta dall'alto inerente i lavori in quota.

La fase di inchiesta pubblica finale terminerà giovedì 3 settembre 2015.
Chiunque fosse interessato può scaricare i documenti e inviare eventuali commenti dalla pagina "UNI: inchiesta pubblica finale".

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