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La UNI/TS 11553:2014 è un documento che fornisce le specifiche per i combustibili solidi secondari (CSS) ottenuti dal trattamento meccanico dei rifiuti non pericolosi e classificati in conformità alla UNI EN 15359:2011.

Il CSS è definito come un combustibile solido ottenuto – ovvero lavorato, omogeneizzato e migliorato a una qualità che può essere oggetto di accordi specifici tra produttore e utilizzatore – da rifiuti non pericolosi, preparato per essere avviato a recupero di energia in impianti di incenerimento o co-incenerimento. Nello specifico, i CSS sono quindi prodotti a partire da rifiuti unicamente non pericolosi e non più economicamente riciclabili, e sono ottenuti, per esempio, da rifiuti urbani a valle della raccolta differenziata e da rifiuti speciali non pericolosi quali: rifiuti da costruzione e demolizioni, da attività manifatturiere e da trattamento di rifiuti.

La UNI/TS 11553 nasce a seguito del recepimento, in ambito nazionale, della EN 15359, norma europea sulla classificazione e specificazione dei CSS, introdotta dal decreto legislativo n. 205 del 2010. In particolare, l’entrata in vigore del D.Lgs n. 205 ha sostituito nel D.Lgs n. 152 la duplice definizione di Combustibili da Rifiuto (CDR e CDR-Q) di cui alle lettere r) ed s) dell’art 183, comma 1, con quella di CSS prodotto da rifiuti.

La UNI EN 15359 – tradotta dal CTI in lingua italiana – prevede la classificazione dei CSS in base a tre parametri: il potere calorifico inferiore (indice del valore energetico e quindi economico), il contenuto di cloro (indice del grado di aggressività sugli impianti) e il contenuto di mercurio (indice della rilevanza dell’impatto ambientale). Ciascun CSS è quindi classificato da una terna di numeri (es. PCI: 2, Cl: 3, Hg: 2 - in breve 2.3.2) corrispondenti alle classi in cui cadono:

  • la media del valore del PCI espresso come MJ/kg (tal quale);
  • la media del valore del contenuto di cloro espresso come % (sostanza secca);
  • la mediana e l’80° percentile del valore del contenuto di mercurio, espresso come mg/MJ (tal quale): la classe più alta tra la classe riferita alla mediana e la classe riferita all’80° percentile determina la classe del combustibile.

Tale classificazione fornisce all’utilizzatore un’informazione immediata e chiara del combustibile.

Tuttavia, dal momento che la sola classificazione non è sufficiente per l’utilizzatore, la UNI EN 15359 impone l’obbligo di fornire una descrizione più dettagliata del combustibile. Per tale ragione devono essere fornite le specifiche dei CSS, attraverso la determinazione analitica di diversi parametri fisico-chimici (parametri da fornire obbligatoriamente). A tal proposito, la norma europea non fornisce dei valori limite, poiché in ambito europeo tali valori sono solitamente frutto di un accordo commerciale tra produttore e utilizzatore. Con riferimento al contesto nazionale, si è voluto fare qualcosa di più, proponendo dei valori di riferimento ai produttori, agli utilizzatori e agli enti preposti ai controlli, onde evitare interpretazioni troppo permissive o troppo stringenti. I valori di riferimento, che non valgono in alcun caso per i CSS-combustibili come definiti dal Decreto Ministeriale 14 febbraio 2013, sono stati ottenuti attraverso un approfondito e condiviso processo che ha potuto contare sull’esperienza e sulla competenza pluriennale dei diversi soggetti in seno alla Commissione Tecnica (CT) 903 “Energia dai rifiuti” del CTI. La UNI/TS 11553 fornisce pertanto dei valori massimi, espressi come mediana, per i parametri chimico-fisici più significativi, quali: il cadmio, il tallio, l’arsenico, il cobalto, il cromo, il rame, il manganese, il nichel, il piombo, l’antimonio e il vanadio.

La norma di riferimento per la determinazione analitica di tali parametri è la UNI EN 15411, fatta eccezione per il cloro (UNI EN 15408), mentre per il campionamento dei CSS si deve fare riferimento alla UNI EN 15442 e alla UNI EN 15443. A tal proposito, il CTI sta portando a termine un rapporto tecnico che ha lo scopo di fornire i criteri e le procedure per l’applicazione delle norme tecniche europee – in particolare la EN 15359, la EN 15442, la EN 15443 e la EN 15358 – con l’obiettivo di: supportare le attività di laboratorio volte alla determinazione del campione di laboratorio (campione che è stato formato in impianto e che viene mandato a un laboratorio per analisi), agevolare i controlli effettuati dagli enti preposti sul materiale destinato all’impianto di utilizzo (come per esempio i controlli su singolo camion) e consentire un confronto immediato tra i valori di analisi (espressi come mediana) e quelli contenuti nelle autorizzazioni (espressi solitamente come media).

In conclusione, l’obiettivo della UNI/TS 11553 è di promuovere l’utilizzo dei CSS ottenuti dal trattamento meccanico dei rifiuti, di facilitare i rapporti commerciali tra produttori e utilizzatori e di aumentare la fiducia dell’opinione pubblica, oltre a fornire supporto alle procedure di autorizzazione e di controllo gestite dalle autorità competenti.

Mattia Merlini
CTI - Comitato Termotecnico Italiano
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Articolo pubblicato sulla rivista mensile del CTI "Energia e Dintorni. Il CTI informa", del mese di marzo 2015.

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