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aesthetic surgeryLa chirurgia estetica – in controtendenza rispetto ad altri settori – non sembra soffrire dell’attuale periodo di crisi economica ma ha visto anzi una crescita costante, soprattutto negli ultimi anni.
L’ampia offerta di interventi a basso costo, proposti anche su Internet, indica che il turismo medico – in particolare quello rivolto alla chirurgia estetica – è diventato una realtà e quindi è avvertita l’esigenza di garantire i pazienti facendo in modo che siano bene informati e che possano fare affidamento su interventi sicuri, sia nel proprio paese che all’estero.

La nuova norma europea UNI EN 16372 stabilisce i requisiti per i servizi chirurgici forniti ai pazienti che desiderano modificare qualche tratto del proprio aspetto fisico e le raccomandazioni per i professionisti della chirurgia estetica. Queste raccomandazioni riguardano vari aspetti come, ad esempio, etica e marketing, informazioni fornite al paziente, competenze dei chirurghi, requisiti per i servizi clinici e controlli post operatori.

La EN 16372 è stata sviluppata dal CEN/TC 403, il Project Committee “Aesthetic surgery and aesthetic non-surgical medical services” costituito nel 2010. Tra gli stakeholder del comitato – oltre a numerosi professionisti – anche i rappresentanti di ANEC, l’associazione europea che rappresenta gli interessi dei consumatori nel processo di normazione tecnica.

“Gli standard europei stabiliscono alti livelli di qualità per i servizi di chirurgia estetica” – spiega Guido Molea (Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Napoli Federico II e coordinatore del gruppo di lavoro UNI “Servizi di chirurgia estetica e servizi di medicina estetica”). “La loro applicazione, attualmente, è solo su base volontaria ma, nell’ ottica della libera circolazione dei cittadini, rappresenta un orientamento sicuro nella scelta degli specialisti e delle strutture nelle quali essi svolgono la loro attività, su tutto il territorio comunitario.
Il riconoscimento dell’adesione alle raccomandazioni contenute nella norma rappresenterà un marchio di qualità valido in tutta l’Unione e i pazienti interessati alla chirurgia estetica non dovranno ignorarlo se vorranno salvaguardare la loro sicurezza e la loro salute. È da sottolineare inoltre – continua Molea – che nei paesi in cui esistono già delle norme governative, queste ultime, relativamente agli argomenti da esse trattati, prevalgono sugli standard europei che si riveleranno estremamente utili presso le numerose nazioni dell’Unione che non hanno prodotto alcun regolamento.
Mi auguro che con il tempo – conclude Molea – questi standard possano diventare una norma comunitaria che, con l’ obbligatorietà dell’applicazione, offrirebbe una reale salvaguardia per tutti i cittadini europei”.

Anche Johann Umscheden presidente del CEN/TC 403 e specialista austriaco in chirurgia plastica, estetica e ricostruttiva afferma che “La nuova norma europea definisce un alto livello qualitativo dei servizi di chirurgia estetica e fornisce le basi per un livello ottimale di sicurezza dei pazienti”.

Gli fa eco il chirurgo plastico belga Ivar van Heijningen “Questa norma è un punto di riferimento importante per i servizi di cura della salute, specialmente considerando la mobilità transfrontaliera dei pazienti di tutta Europa. Sia che vengano curati nel loro Paese che all’estero, questi pazienti si aspettano di essere trattati da professionisti competenti, in un ambiente sicuro, e di essere correttamente informati sugli eventuali problemi collegati ai trattamenti cui intendono sottoporsi, inclusi i rischi”.

Secondo quanto dichiarato da Ivar van Heijningen (che è anche segretario nazionale di ISAPS -International Society of Aesthetic Plastic Surgery) “solo alcuni stati membri dell’Unione europea hanno già specifiche leggi sulla chirurgia estetica ma la maggior parte no. Per colmare questo gap è arrivata ora la nuova norma europea volontaria per il mutuo beneficio sia dei pazienti che dei professionisti.
Sebbene in alcuni Paesi membri esistano specifici regolamenti – conferma il presidente Umscheden – alcuni di essi risultano carenti, ad esempio sotto il profilo tecnico e igienico, mentre altri non includono l’analisi dei rischi. Alcuni recenti rapporti sugli incidenti avvenuti nel contesto della chirurgica estetica hanno sottolineato l’importanza di disporre di una norma europea comprensiva di tutti questi aspetti, sviluppata tramite un processo basato sull’evidenza, aperto e multi disciplinare”.

Anche Stephen Russel, Segretario generale di ANEC, si dichiara soddisfatto della pubblicazione della nuova norma europea: “Come ANEC – dice Russel – consideriamo questa norma soddisfacente, in particolare per i consumatori, in quanto richiede standard molto alti ai fornitori di servizi di chirurgia estetica di tutta Europa. Questo è molto importante visto che attualmente sempre più persone si recano all’estero per ricevere trattamenti estetici”. Infatti – secondo Russel – “la norma EN 16372 potrà aiutare a garantire maggiormente i consumatori in quei paesi in cui non ci sono requisiti di legge in questo settore”.

Il comitato CEN che ha elaborato la EN 16372 sta attualmente sviluppando un altro nuovo progetto di norma europea (prEN 16844) che stabilisce i requisiti per i servizi di medicina estetica e fornisce raccomandazioni per procedure mediche non chirurgiche per trattamenti clinici, inclusi i principi etici e i principi generali sulla base dei quali tali servizi sono forniti dai professionisti di medicina estetica.
Il testo del progetto in questo momento è sottoposto all’inchiesta pubblica, fase durante la quale il documento viene messo a disposizione del mercato al fine di ricevere commenti da parte degli interessati.

Ulteriori informazioni sull’attività CEN in questo settore sono disponibili all’indirizzo:
www.cen.eu/work/areas/services

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