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Si è completato nelle scorse settimane, a Vilnius in Lituania, il lavoro di elaborazione della bozza finale (final draft) della nuova ISO 9001, partendo dalla bozza che era stata sottoposta nei mesi scorsi a valutazione da parte dei Paesi membri (vd. "Sistemi di gestione per la qualità: disponibile il nuovo ISO/DIS 9001" - 9/6/2014).
E' stata una meticolosa ma importante opera di perfezionamento che ha consentito di apportare gli opportuni miglioramenti a un testo che - come già ricordato in altre occasioni - presenterà alcune significative novità rispetto all'edizione del 2008.

intervista gigante mar2015Responsabile della delegazione italiana presso il working group internazionale dell'ISO/TC 176 che si sta occupando della revisione della celebre norma sui sistemi di gestione per la qualità, Nicola Gigante spiega quelli che potrebbero essere gli ultimi e più significativi aggiornamenti sui lavori in corso prima della pubblicazione definitiva della norma ISO 9001, prevista come da calendario nel prossimo mese di settembre.

"Il final draft sarà presumibilmente pubblicato entro la prima metà del mese di luglio. La discussione è stata costruttiva e i commenti italiani sono stati positivamente considerati".
Uno dei temi al centro di approfondite riflessioni è stato quello della applicabilità. Un punto che in passato ha creato non poche difficoltà agli utilizzatori della norma.
"Questo concetto è stato ora formulato in modo più chiaro, meno ambiguo. Adesso viene eliminato qualsiasi valore discrezionale nella applicabilità dei requisiti previsti dalla norma, delineando così un quadro decisamente più preciso e immediatamente interpretabile per tutte le organizzazioni che adotteranno la ISO 9001".
Per proseguire lungo la linea di una maggiore chiarezza, "abbiamo chiesto di eliminare, all'interno del testo, tutta quella serie di formule fuorvianti tipo 'se applicabile' o 'ove applicabile' che certo finora non ha contribuito a rendere la norma più chiara".

tb corso uni iso9001Un altro tema importante che è stato affrontato è quello terminologico.
"L'incontro di Vilnius è stata l'occasione per definire meglio il significato di alcuni termini", sottolinea Gigante. "Un'operazione, questa, quanto mai utile nell'ottica della futura traduzione del testo in lingua italiana. Questo lavoro terminologico ritengo ci consentirà infatti di pubblicare la traduzione italiana della ISO 9001 in maniera pressoché contestuale alla pubblicazione della norma in lingua inglese".

Confermata, nel testo sin qui elaborato, anche la centralità del concetto di rischio.
"Il 'risk based thinking' è una delle grandi novità della nuova ISO 9001 (vd. "Il 'Risk Based Thinking' nella futura ISO 9001", pubblicato sul numero di marzo di U&C - 3/2015)". Questo concetto confluisce, arricchendolo, nel più ampio quadro della gestione per processi che rimane sempre un punto centrale della norma ISO 9001.
"Il ruolo della gestione per processi viene non solo confermato ma anche enfatizzato nel nuovo testo", ribadisce Gigante. "Esso viene supportato, nei suoi aspetti applicativi, dal PDCA (Plan-Do-Check-Act, n.d.r.) che è un metodo di gestione per il controllo e il miglioramento continuo dei processi e dei prodotti e dal 'risk based thinking', che è un approccio mentale fondamentale. Quando le organizzazioni saranno riuscite a interiorizzare questi capisaldi, allora ci saranno pienamente le condizioni culturali e organizzative per implementare efficacemente un sistema di gestione per la qualità secondo la norma ISO 9001".

Anche sulla guida all'applicazione della ISO 9001 ci sono novità da segnalare.
"Esisteva effettivamente un dubbio", chiarisce Gigante. "In particolare se sviluppare uno standard vero e proprio - la ISO 9002 - o realizzare un libro, edito dall'ISO. Alla fine è stato deciso di procedere su entrambi i fronti: si pubblicheranno quindi sia la norma che l'handbook, ovviamente differenziando i due prodotti in modo che non ci siano sovrapposizioni e ridondanze".

La pubblicazione finale della nuova ISO 9001 rimane comunque confermata per il prossimo mese di settembre.
"Per il passaggio dalla vecchia alla nuova edizione è previsto un periodo di transizione di 36 mesi, con una gradualità precisa, disciplinata attraverso le guide pubblicate già da tempo dallo IAF (International Accreditation Forum, n.d.r.). Viene tuttavia caldamente raccomandato agli organismi di certificazione di occuparsi immediatamente del passaggio alla nuova norma, quindi di non attendere i tre anni di transizione e tantomeno la pubblicazione ufficiale della norma, ma di partire quanto prima in modo che le organizzazioni prendano immediatamente coscienza delle novità previste dalla nuova edizione 2015".

L'intervista a Nicola Gigante è disponibile sul canale UNI di YouTube.

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