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Aprendosi al settore dei servizi, la normazione tecnica è passata col tempo da essere semplice strumento per l'industria e i produttori a strumento utile a tutti i cittadini.
Il caso della educazione finanziaria è emblematico in questo senso.
platea01 mi6marzo2015Dal 2008, da quando è stata pubblicata la norma internazionale UNI ISO 22222 ("Pianificazione finanziaria, economica e patrimoniale personale - Requisiti per i pianificatori finanziario-economico- patrimoniali personali"), UNI ha sviluppato - attraverso il GL "Pianificazione, educazione e welfare finanziario assicurativo previdenziale" della Commissione “Servizi” - un'attività specifica in tema di servizi finanziari, che ha portato alla pubblicazione di altri documenti tecnici: oltre a una guida all'applicazione della norma ISO (la specifica tecnica UNI/TS 11348), segnaliamo l'UNI/TR 11403 ("Linee guida per la scelta del pianificatore finanziario-economico- patrimoniale personale previsto dalla UNI ISO 22222:2008"), la norma UNI 11402 ("Educazione finanziaria del cittadino - Requisiti del servizio") e la UNI/TS 11503 ("Educazione finanziaria - Indicazioni per l’applicazione e la verifica della UNI 11402 e requisiti dei soggetti (organizzazioni) che erogano servizi di educazione finanziaria").

intervista educazione finanziaria mi6mar2015Insomma, l'educazione finanziaria non è più un tema nuovo per la normazione tecnica ed è soprattutto un tema al centro della ormai ben nota "Azione 44", il piano di sviluppo del welfare comunitario voluto dal Comune di Milano, che ha trovato in PROGeTICA, Università Cattolica di Milano e UNI partner significativi.
Venerdì 6 marzo, nel penultimo giorno del 4° Forum delle Politiche Sociali che si è tenuto a Milano, un incontro organizzato presso la sede UNI dal titolo "Educazione finanziaria e benessere: politiche sociali in azione" ha visto riuniti rappresentanti della Pubblica Amministrazione, aziende private e organizzazioni del Terzo Settore per approfondire il tema della educazione e del counselling finanziario.
"Abbiamo bisogno di una popolazione più consapevole", dichiara Emanuele Patti, portavoce del Forum del Terzo Settore Città di Milano. "Fornire strumenti di conoscenza che possano permettere ai cittadini di interloquire con il mondo dell'economia e della finanza è fondamentale".
Si tratta, in fondo, di un grande problema di democrazia: "Più il cittadino è informato più è libero di scegliere e di decidere".

balzani majorinoE' un punto cruciale, che mette in luce tutta la valenza sociale del progetto messo in campo dal Comune di Milano.
"E' importante lavorare perché le persone, soprattutto i soggetti più deboli, abbiano piena consapevolezza dei propri mezzi e delle proprie opportunità", ricorda Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche Sociali e Cultura della Salute del Comune di Milano. "L'educazione finanziaria è la traduzione pratica di questo impegno. Spesso chi non è addetto ai lavori quando sente parlare di 'educazione finanziaria' pensa a un concetto strano, complicato, lontano dalla propria quotidianità. Non è vero. L'educazione finanziaria di qualità può dare ai cittadini milanesi - e mi auguro in futuro anche a tutti i cittadini italiani - strumenti per poter fare scelte consapevoli".

Scelte che riguardano il loro futuro e che hanno una dimensione non solo personale ma anche sociale perché - come ricorda Sergio Sorgi, vicepresidente di PROGeTICA - il benessere dei cittadini è il fine dell'agire pubblico e il benessere dei cittadini passa anche attraverso la tranquillità economica. Un concetto ribadito da Emanuele Patti, secondo il quale "non c'è dubbio che la fragilità economica incida fortemente su molti aspetti della vita sociale" e soprattutto ben sintetizzato da Francesca Balzani, Assessore al Bilancio, Patrimonio e Tributi del Comune di Milano: “Bisogna cominciare a declinare il concetto di educazione finanziaria non solo in una accezione domestica ma anche in una accezione fortemente pubblica. Perché, per citare Calamandrei, è attraverso l'informazione che la democrazia funziona e va avanti”.

platea02 mi6marzo2015Insomma, accostare il concetto di welfare a quello di educazione finanziaria può sembrare bizzarro ma non lo è affatto.
E' semplicemente un modello nuovo. Non a caso Pierfrancesco Majorino sottolinea come il welfare debba muoversi sui binari della innovazione e del cambiamento. E sulla stessa linea si pone Gaetano Megale, presidente di PROGeTICA, quando afferma che "il welfare non è solo sostegno al reddito", ma anche azione preventiva, di educazione alla cittadinanza economica e di attiva promozione del benessere.

In campo internazionale ci sono già state esperienze molto significative in questo campo, che hanno dato importanti modelli di riferimento: il "Money Advice Service" in Gran Bretagna e il "Financial Enpowerment Center" a New York, ad esempio.
Il welfare comunitario - di cui l'educazione finanziaria è uno dei pilastri - mette al centro il cittadino e lo responsabilizza. Non è un astratto esercizio teorico, ma - a Milano - sta ora diventando una concreta opportunità per tutti.
Da poche settimane è infatti stato inaugurato, in Zona 8 (quartiere Quarto Oggiaro), il primo sportello di educazione finanziaria: un banco di prova impegnativo, visto che coinvolge circa 190.000 abitanti, come messo in evidenza da Gianluca Alfano di Spazio Agorà.

I progetti di educazione finanziaria si aprono dunque sempre più verso il Terzo Settore.
Ne seguiremo gli sviluppi.

Il materiale presentato dai relatori nel corso dell'incontro è ora disponibile sulla piattaforma slideshare:
http://www.slideshare.net/normeuni

Le interviste realizzate sono disponibili sul canale UNI di YouTube.

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