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Abbiamo voluto fare una riflessione sulla presenza femminile e sul ruolo ricoperto dalle donne all’interno del sistema di normazione nazionale, tradizionalmente quasi esclusivamente appannaggio degli uomini.
I numeri lo confermano: di tutti i presidenti di Commissioni tecniche e Sottocommissioni solamente poco più dell’11% è donna, con alcune sostanziali differenze tra un settore e l’altro.

Nonostante ciò, negli ultimi anni si rileva una tendenza all’aumento e le donne che hanno accettato la sfida della normazione hanno anche dimostrato di saper portare un grande contributo in termini di capacità, di competenze e di professionalità.

Abbiamo chiesto loro – in particolare a chi ricopre una carica nelle Commissioni tecniche (CT) e Sottocommissioni (SC) del Sistema UNI – di parlarci della loro esperienza, di dirci quale ritengano sia stato il loro contributo alla normazione in qualità di donne e quali consigli si sentirebbero di dare alle colleghe che si avvicinano o che già operano in questo settore. Ecco alcune testimonianze.

8marzo cilonaApriamo la nostra carrellata con un tema emergente, di grande attualità, quello della responsabilità sociale d’impresa, un tema che già racchiude in sé i concetti di etica, di pari opportunità, di conciliazione responsabilità famigliari e impegni lavorativi, insomma questioni che attengono fortemente l’universo femminile. A parlarci della propria esperienza è Ornella Cilona (CGIL Nazionale), presidente della Commissione tecnica UNI sulla Responsabilità sociale delle organizzazioni.

“Quest'anno – ci racconta Ornella Cilona – festeggio i dieci anni di impegno all'interno dell'UNI, un decennio fondamentale per la mia crescita umana e professionale. Agli inizi del 2005, infatti, sono entrata a far parte della Commissione ‘Responsabilità sociale delle organizzazioni’, di cui sono poi divenuta pesidente. Credo che la normazione tecnica abbia bisogno di noi donne. L'apertura ai nuovi temi della responsabilità sociale, delle risorse umane, degli acquisti sostenibili offre alla normazione possibilità di sviluppo inimmaginabili fino a qualche anno fa. E noi donne abbiamo da tempo acquisito una preziosa competenza su queste materie che è tutta da valorizzare. Inoltre, a mio giudizio, il linguaggio delle norme tecniche dovrebbe tenere conto sempre di più anche delle richieste e delle specificità femminili. Nel gruppo di lavoro ISO sulla responsabilità sociale, a esempio, un folto gruppo di esperte ha chiesto e ottenuto che le Linee guida ISO 26000 puntassero a promuovere le pari opportunità. Mi auguro che nel 2015 aumenti la presenza delle donne nelle commissioni dell'UNI. Io credo in un mondo della normazione più rosa!”.

Nel settore della cultura vi è una presenza femminile importante. Lo testimoniano Paola Manoni (Biblioteca Apostolica Vaticana) che ricopre il ruolo sia di presidente della Commissione tecnica UNI Documentazione e informazione che della Sottocommissione "Automazione e documentazione" e Flavia Cancedda (CNR) la quale – all’interno della stessa commissione – presiede la SC "Presentazione, identificazione e descrizione dei documenti".

8marzo manoni“Il contributo che intendo portare nell’attività normativa – dichiara Paola Manoni – si pone per me come duplice sfida: rappresentare, da un lato, un sapere di ordine tecnico che nasce nel mondo umanistico, al servizio della documentazione e dell’informazione e dall’altro contribuire, nel sodalizio dell’UNI, a collegare tale settore nell’ambito della più generale comunità tecnico-industriale in esso fortemente rappresentata, con la consapevolezza che, nonostante le differenze di ambito, può legarci il comune filo conduttore dell’impegno per la normazione che non vede confini né di provenienza culturale né di alterità uomo/donna poiché si svolge sul piano della serietà professionale”.

8marzo cancedda“Ho la fortuna di lavorare al CNR – afferma Flavia Cancedda – in un campo -biblioteconomia e documentazione- che ha un rapporto privilegiato con la standardizzazione. Regole e norme sono il pane quotidiano per un tecnologo dell’informazione come me. L’approdo in Commissione UNI è stato quindi un passo naturale quando si è resa necessaria la presenza di un componente CNR esperto per quelle discipline.
Come donna penso di avere un’innata capacità nel mettere insieme conoscenze e metodologie maturate in precedenti esperienze professionali per applicarle a contesti operativi nuovi. Estrarre dal know-how acquisito, mescolare con ciò che offre l’attività in corso e non respingere soluzioni innovative a problemi nuovi ma anzi favorirle ritengo sia caratteristica tipicamente femminile.
Non poniamoci il problema di genere! La spontaneità e il pragmatismo con cui noi donne siamo abituate a risolvere i problemi quotidiani nelle attività lavorative (soprattutto quelle collegiali) sono il miglior modo per affrontare normazione e colleghi!”.

8marzo scaldaferriInes Scaldaferri (Potters Ballotini s.a.s.) è presidente della Sottocommissione "Attrezzature stradali" (Commissione tecnica Costruzioni stradali e opere civili delle infrastrutture).

“La funzione di coordinatrice e presidente di un gruppo di lavoro o di una sottocommissione richiede la capacità di ascoltare e permettere a tutti i partecipanti di esprimere la propria opinione ed infine guidare il gruppo nella definizione delle posizioni e decisioni che meglio lo rappresentano. Penso che le donne siano facilitate in questo ruolo, almeno io lo eseguo con interesse e piacere e una certa immediatezza.
Con il mio lavoro – conclude Scaldaferri – mi auguro di contribuire, anche solo in minima parte, a salvare vite umane: è questa la mia missione, sia come professionista che come donna”.

8marzo santucciuAbbiamo chiesto un parere anche a Patrizia Santucciu (INAIL) che ricopre la carica di presidente della Commissione Unichim “Ambienti di lavoro”.

“L’inizio della mia attività diretta nella normazione intesa come sviluppo di metodi Unichim per gli ambienti di lavoro – spiega Patrizia Santucciu – nasce come naturale azione dell’istituto che rappresento. Lo sviluppo di metodi condivisi è infatti un primo strumento per la prevenzione nei luoghi di lavoro. Nella guida alla realizzazione e all’aggiornamento di metodi e documenti tecnici ho potuto constatare quanto sia necessario individuare e tradurre in essi ‘regole chiare e precise’ ma soprattutto ‘pragmatiche’, requisiti che credo le donne possano facilmente declinare ricevendone soddisfazioni professionali”.

8marzo ciampellaAmina Ciampella (Presidente Ordine Tecnologi Alimentari Lombardia Liguria) presiede la Commissione UNI Agroalimentare e lavora in un settore che vanta da sempre una forte componente femminile.

"Collaboro da alcuni anni con UNI come presidente della Sottocommissione tecnica sulla ‘Ristorazione fuori casa‘ – ci spiega –; la nostra commissione è molto equilibrata dal punto di vista delle rappresentanze di genere e conseguentemente non si avvertono squilibri. I gruppi di lavoro vivono delle esperienze e delle competenze delle componenti che sanno e devono tradurre i propri interessi in interessi collettivi. Nei tavoli cui ho partecipato, questo assioma fondamentale è stato sempre e spontaneamente rispettato, indipendentemente dal genere del rappresentante portatore di interesse. Dunque non mi pare di poter dire che abbia prevalso la componente di genere sulla validità del nostro scambio tecnico culturale, ma che sempre sia emersa, pur nella dialettica accesa, la volontà di capire e introiettare il difficile lessico normativo, la complicata sintassi delle norme".

8marzo serraUn settore innovativo, quello delle micro e nanotecnologie, viene seguito in UNI dall’omonima Commissione tecnica presieduta da Rosanna Serra (Fiat Chrysler Automobile).

“La normazione per me è questo: uno strumento riconosciuto da tutti per garantire il corretto utilizzo della conoscenza, per questo è viva ed in continua evoluzione.
Sia nella mia esperienza in Fiat Chrysler Automobile, sia in quella di vita, riconosco alle donne la capacità di organizzare con buon senso e rigore le loro attività. Il loro operato è sempre guidato dall’attenzione alla vita e pertanto il miglioramento che portano avanti è onesto e concreto. Questo spirito è sicuramente il più adatto a garantire una normazione che sia di reale beneficio ad una crescita sostenibile.
A tutte le donne, come a chiunque operi in questo campo – conclude Rosanna Serra – consiglierei di far prevalere l’eccellenza della competenza, il rigore nella prescrizione, il rispetto per chi dovrà operare, per la salute e l’ambiente con lo spirito di migliorare la vita. Su quest’ultimo punto le donne sono già molto sensibili, devono solo farlo valere senza mai farsi intimidire, lavorando con la tenacia che le contraddistingue. Alla fine basta essere donne vivendo con fierezza per le nostre specificità”.

8marzo valentinetti“Nell’ambito delle attività di sviluppo, assistenza tecnica e ricerca sui prodotti petroliferi – interviene Maria Rita Valentinetti (Eni refining & marketing) – ho avuto l’opportunità di coprire differenti ruoli, relativi principalmente ai prodotti bituminosi e lubrificanti. Fra queste mansioni annovero la rappresentanza ai lavori sullo sviluppo delle normative sia a livello nazionale che europeo. L’esperienza accumulata mi ha permesso di accrescere ulteriormente le conoscenze e le relazioni in questo settore. Oggi coordino il gruppo bitumi che opera nella Commissione ‘Prodotti petroliferi’ di Unichim.
Nell’ambito dei prodotti bituminosi, coordino un network interdisciplinare molto affiatato. Questa capacità, in particolare, è un tratto che considero molto spiccato in noi donne. Generalizzare è sempre sbagliato, ritengo però che le donne abbiano vari punti di forza, come quello appena citato o, per fare un altro esempio, un positivo approccio nell’affrontare i problemi e individuare una soluzione operativa con efficacia e in modo molto pragmatico”.

Queste sono alcune delle donne che operano nel sistema di normazione. Le loro parole non lasciano dubbi: sono professioniste appassionate del loro lavoro che portano le rispettive esperienze nell’attività di normazione. A noi di UNI non rimane che ringraziarle per il loro prezioso contributo, per quanto hanno fatto finora e per quanto continueranno a fare in futuro.

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