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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

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Trattamento dei dati personali – Consenso ex artt. 23,24,25 DLgs. 196/2003

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A dieci anni dalla sua pubblicazione è uscita ora la nuova edizione della norma UNI 10459 sui requisiti del professionista della security aziendale. La nuova versione presenta molte novità rispetto all’edizione precedente: ha una impostazione completamente rivista e maggiormente articolata per renderla adeguata all’attuale contesto sociale ed economico e aggiunge considerazioni sull’attuale contesto legislativo inquadrandosi nell’ambito della legge 4/2013 sulle professioni non ordinistiche. Inoltre la norma è stata allineata allo schema delle norme sulle professioni non regolamentate, conformemente alle linee guida di indirizzo che l’UNI ha definito nell’aprile 2011.

intervista messinaMa chi è il professionista della security? Lo abbiamo chiesto a Michele Messina* coordinatore del gruppo di lavoro che ha messo a punto la nuova norma: “Si tratta –spiega Messina- di professionisti che, a vario titolo, si occupano di valutare, gestire, coordinare, prevenire e mitigare i rischi di origine criminosa di qualsiasi tipo di Organizzazione. Devono possedere adeguate conoscenze, abilità e competenze nel campo della security tali da garantire alla stessa Organizzazione di operare e svilupparsi in piena sicurezza”.

Vi è infatti la consapevolezza da parte delle organizzazioni che, indipendentemente dall’ambito in cui operano, l’equilibrio gestionale può essere alterato da una serie di eventi di diversa natura. Ogni tipo di organizzazione è infatti costantemente esposta a minacce di natura dolosa, colposa o accidentale. Questo in relazione ai processi produttivi, alle azioni dei dipendenti, ai rapporti con l’esterno e, più in generale, all’essere parte di un mondo globalizzato caratterizzato dall’incertezza e dalla conflittualità.

Rispetto alla precedente edizione la nuova norma prevede tre livelli di specializzazione del profilo professionale: il Security Expert, professionista di livello operativo, Il Security Manager, professionista di livello manageriale e il Senior Security Manager professionista della Security di alto livello manageriale competente per la “massima” complessità di security.

Il professionista della security deve saper sviluppare le strategie di security in linea con le politiche stabilite dal vertice dell’Organizzazione e deve garantire la loro messa in atto. Deve inoltre essere in grado di tutelare le persone e le risorse, sia materiali sia immateriali dell’Organizzazione, analizzando e valutando i rischi e predisponendo, attuando e controllando i piani e le politiche di security condivise con il suo vertice, assicurando infine la continuità delle attività dell’Organizzazione anche in situazioni straordinarie o di crisi.

La nuova edizione della UNI 10459 non è stata redatta specificamente per le esigenze del settore della vigilanza privata in quanto si tratta di una norma ad ampio spettro, al servizio dell'intero mercato. La figura del "Security manager" è nata inizialmente all'interno delle aziende di maggiori dimensioni (ad esempio industrie automobilistiche, società produttrici di energia, gruppi bancari) con seri problemi di sicurezza anticrimine ed è stata via via introdotta anche in altri settori. Soltanto di recente è stato imposto, con il decreto ministeriale 269/2010, alla categoria degli istituti di vigilanza di attrezzarsi, al proprio interno, anche con la figura professionale del Security manager, allo scopo di elevare maggiormente la qualità dei servizi di sicurezza offerti alla clientela.

Considerato il tipo di attività che svolgono, questi professionisti dovrebbero essere in possesso di requisiti particolari, sia a livello di formazione professionale sia a livello di personalità e di integrità morale... “Si tratta –come spiega Messina- di un’attività professionale molto delicata che richiede particolari doti di integrità morale e una formazione culturale adeguata, coerente con il quadro europeo delle qualifiche (EQF) che si basa sul principio secondo il quale sono determinanti i risultati dell’apprendimento e non solo il percorso effettuato, per consentire la trasferibilità fra ambiti formali, informali e non formali”.

La videointervista completa a Michele Messina è disponibile sul canale UNI di YouTube, nella playlist “Professioni non regolamentate”.

Guarda la videointervista.

*Michele Messina è Vicepresidente vicario di A.I.PRO.S (Associazione italiana professionisti della sicurezza) Consulente della Sicurezza anticrimine, antincendio e sul lavoro e coordinatore del GL 5 “Organizzazione e gestione della sicurezza” della Commissione “Sicurezza della società e del cittadino”.

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