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Nel campo della lavorazione delle materie plastiche e della gomma, molte sono le tipologie di macchine in uso e molti sono inevitabilmente i rischi specifici associati a ciascuna di esse.
Il CEN/TC 145 "Plastics and rubber machines" è il comitato europeo che si occupa di elaborare le norme tecniche relative a tali macchinari, con particolare attenzione alle misure di sicurezza che devono essere adottate. Norme armonizzate, dunque, in relazione alla Direttiva "Macchine" 2006/42/CE (che col tempo ha sostituito la "storica" 98/37/CE).

intervista celataSi tratta di un settore sul quale la normazione tecnica gioca da sempre un ruolo rilevante e che va presidiato con attenzione in quanto la continua innovazione tecnologica da un lato e l'ampliarsi dei mercati dall'altro - con l'ingresso di sempre nuovi produttori - ridisegnano gli scenari con notevole rapidità.
Alla presidenza sia del CEN/TC 145 che dell'ISO/TC 270 siede l'italiano Claudio Celata (ASSOCOMAPLAST), a cui abbiamo chiesto un sintetico quadro generale della situazione in campo europeo e internazionale.

"Il CEN/TC 145 ha col tempo elaborato circa venti norme europee relative alla sicurezza delle macchine per la lavorazione di materie plastiche e gomma. Sono numerose ed esiste un documento per ciascuna di esse: macchine a iniezione, presse a compressione, estrusori, mescolatori a cilindri, agglomeratori, termoformatrici ecc."
Nei giorni scorsi si è tenuta in UNI una riunione del CEN/TC 145/WG 9 "Reaction injection moulding machines - Safety", il gruppo di lavoro che si sta occupando ora dell'aggiornamento di una norma pubblicata ormai nel lontano 2008, la EN 1612-1.
"In sette anni lo stato dell'arte si è indubbiamente modificato", spiega Celata. "La norma che stiamo aggiornando riguarda le cosiddette 'reaction moulding machines', ossia le macchine per lo stampaggio a reazione, utilizzate per produrre diversi componenti per i settori ad esempio dell'arredamento, dell'automobile e degli elettrodomestici. Per intenderci, è la macchina che produce le schiume che si vedono ad esempio nei sedili o nelle intercapedini per gli isolamenti. E' un tipo di macchinario molto diffuso."

Proprio la diffusione di queste macchine porta con sé problematiche che vanno affrontate nei modi opportuni.
"Ora è sorta l'esigenza di cominciare a elaborare norme internazionali in questo settore, anche alla luce dei numerosi nuovi soggetti che nel tempo si sono affacciati sul mercato delle macchine per materie plastiche e gomma. Cina, Giappone, Stati Uniti, Brasile sono importanti produttori."
Mancano però ancora sicuri riferimenti condivisi.
"Per questo da meno di un anno è stato creato l'ISO/TC 270, che sta ora lavorando - grazie alla creazione del WG 1 - proprio sulle 'injection moulding machines'. L'intento è quello di convincere i partner mondiali ad adottare gli stessi dispositivi di sicurezza già studiati in ambito europeo e che si sono rivelati efficaci, in quanto già oggetto di numerose revisioni".

L'intervista a Claudio Celata è disponibile sul canale UNI di YouTube.

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