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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

Ai sensi dell'articolo 13 del DLgs. 196/2003, UNI - titolare del trattamento dei dati, domiciliato in via Sannio 2 - 20137 Milano - informa che i dati richiesti sono raccolti e trattati per finalità di:

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Trattamento dei dati personali – Consenso ex artt. 23,24,25 DLgs. 196/2003

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Il mondo delle costruzioni sta vivendo la genesi di una tra le sue più profonde rivoluzioni, dopo il calcestruzzo armato e la prefabbricazione, e questa volta la rivoluzione non è hard ma soft.
Questa rivoluzione silenziosa si chiama BIM: Building Information Modelling.
Dapprima tecnologica e ora metodologica, essa ha subito una fortissima accelerazione da quando la Gran Bretagna ha imposto il BIM negli appalti pubblici a partire dal 2016. Seguendo l’Inghilterra, la Comunità europea ha introdotto il BIM nella nuova direttiva Appalti e i governi di Francia e Germania hanno intrapreso a tappe forzate la strada della “digitalizzazione” BIM del settore costruzioni. L’Italia, invece, sembra ancora tentennare sulla strada da percorrere.
Oltre alla normativa cogente, nazionale e comunitaria, sui tavoli internazionali, comunitario e, in questo caso, anche nazionali ISO, CEN e UNI si sta nel contempo scrivendo e completando anche il quadro normativo tecnico volontario di accompagnamento alle varie legislazioni locali, perché il BIM trovi poi effettiva e condivisa applicazione nei vari mercati e tra tutti gli operatori interessati.

 Normazione nazionale italiana
In sede nazionale UNI sui temi del BIM sta lavorando il tavolo UNI/CT 033/GL 05 "Codificazione prodotti e processi", coordinato da Alberto Pavan del Politecnico di Milano (senior partner di BAEC).
Partecipano al tavolo i principali stakeholder di settore: per la PA, Autorità Anticorruzione, Provveditorato Opere Pubbliche e Regione Lombardia; per la ricerca, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, ITC-CNR; per le imprese, ANCE, Salini Impregilo, Cmb e Permasteelisa; per l’industria, Federlegno, Unicmi, Andil, Assobeton e Finco; per la grande committenza, Legacoop e Aspesi; per i progettisti, Manens-Tifs; per gli enti, Agenzia CasaClima e Camera di Commercio di Milano; per l’informatica, Autodesk, One-Team, Harpaceas, Bentle e Nemestchek; per le professioni, i Consigli Nazionali di Ingegneri e Architetti, Arup, Watson, Farley & Williams, Conteco.
Il tavolo normativo UNI, dopo l’esperienza della piattaforma nazionale BIM INNOVance, che ha visto come partner di progetto molti dei partecipanti al tavolo stesso, sta oggi riscrivendo l’originaria norma quadro di riferimento la UNI 11337:2009 dove, sin dall’origine era prevista la redazione di un’apposita specifica tecnica per la regolamentazione del BIM in Italia.

bim img articolo pavan

 La nuova norma (che uscirà prima come specifica tecnica per una preventiva verifica sul mercato) nella sua strutturazione aggiornata all’evoluzione del BIM si suddividerà nelle seguenti parti:

  • parte 1 "Linee d’indirizzo, digitalizzazione del settore costruzioni e gestione informativa (information management)"
  • parte 2 "Denominazione e codifica univoca prodotti, processi e opere"
  • parte 3 "Schede informative di prodotto [marcato e non marcato]"
  • parte 4 "Definizione dei livelli informativi".

Si prevede la chiusura dei lavori per il 2015 e la pubblicazione delle differenti parti della norma tra il 2105 ed il 2016.

Normazione europea
In sede CEN sui temi del BIM sta lavorando il tavolo CEN/BT/WG 215 "Building Information Modeling", promosso e coordinato dalla Norvegia.
I quattro esperti rappresentanti l’Italia al tavolo europeo sono: A. Pavan (UNI), F. Romano (ANAC, Autoritá Anticorruzione), F. Re Cecconi (ANCE, Associazione Costruttori), P. Odorizzi (Harpaceas, Societá di consulenza informatica).
I paesi aderenti al gruppo di lavoro sono, ad oggi: Norvegia, Italia, Francia, Austria, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Olanda, Danimarca, Belgio, Repubblica Ceca, Estonia, Portogallo, Svezia e Finlandia.
Il gruppo di lavoro europeo è ancora agli inizi del suo percorso normativo che prevede il recepimento delle tre norme ISO su:

  • BIM Information Delivery Manual (IDM) - ISO 29481 parti 1 e 2
  • Industry Foundation Classes (IFC) - ISO 16739
  • International Framework for Dictionaries (IFD) - ISO 12006 parti 2 e 3.

Particolare attenzione verrà posta all’armonizzazione europea delle tavole di classificazione e delle proprietà dei prodotti da costruzione, argomenti molto cari sia all’Italia che alla Francia.
Si prevede la chiusura dei lavori per il 2016 e la pubblicazione delle norme in progetto entro il 2017.

Normazione internazionale
In sede internazionale ISO sui temi del BIM sta lavorando il tavolo ISO/TC 59/SC 13/WG 13 "Information Management", promosso e coordinato dalla Gran Bretagna.
I due rappresentanti italiani al tavolo internazionale sono: A. Pavan (UNI) e Angelo Ciribini (Università di Brescia).
I paesi aderenti al gruppo di lavoro sono, ad oggi: Gran Bretagna, Italia, Germania, USA, Australia, Austria, Giappone, Norvegia e Olanda. Esiste già un ampio spettro normativo ISO in ambito BIM, tra cui:

  • ISO STEP 10303 “STandard for the Exchange of Product model data”
  • ISO 12006 "Building construction - Organization of information about construction works”
  • ISO 16354 “Guidelines for knowledge libraries and object libraries”
  • ISO 16739 “Industry Foundation Classes (IFC)”
  • ISO 16757 “Data structures for electronic product catalogues for building services”
  • ISO 29481 “Building information modelling. Information delivery manual (IDM)”
  • ISO/TS 12911 “Framework for building information modelling (BIM) guidance”.

La struttura portante della nuova norma ISO prende origine da una recente proposta di norma inglese (BSI) la PAS 1192, nelle sue parti 2 e 3, relative alla gestione informativa BIM nelle fasi di progettazione e costruzione e nelle fasi di gestione e manutenzione.
La nuova norma prenderà il nome di ISO 19650-1 "Gestione informativa attraverso il BIM" (Information management using building information modelling) e si dividerà in 4 parti:

  • Part 1: Principi (Concepts and Principles);
  • Part 2: Fase di progettazione e produzione dei beni immobili (Delivery phase of the assets);
  • Part 3: Fase di gestione e manutenzione dei beni immobili (Operational phase of assets);
  • Part 4: Piattaforma informativa (Server based systems).

La norma prevede, al momento, sulla scorta della PAS inglese, l’introduzione di una serie di atti e documenti che, se confermati, rivoluzioneranno l’assetto processuale e contrattuale consolidato di molti dei paesi partecipanti. Tra questi avremo, ad esempio:

  • EIR (Employer’s Information Requirement), definizione delle esigenze informative della committenza, differente dal nostro Documento Preliminare alla Progettazione;
  • BEP (BIM Execution Plan) piano di esecuzione e gestione delle informazioni dell’appaltatore.

La PAS, in ultimo, contiene anche una proposta embrionale di riferimento per i livelli di definizione o dettaglio del modello e delle informazioni complessivamente considerate (LOD-D; LOI) suddivise in: Brief (fattibilità), Concept (preliminare), Design (definitivo), Definition (esecutivo), Built and Commission (operativo), Handover and Close-up (as-built), Operation and In-use (gestione e manutenzione), End of Life (dismissione).
Si prevede la chiusura dei lavori di scrittura della norma entro il 2015, un periodo di consolidamento e condivisione del testo che comprenda tutto il 2016 e la definitiva pubblicazione di almeno le prime due parti della norma nel primo trimestre del 2017.

Alberto Pavan
Politecnico di Milano
Coordinatore UNI/CT 033/GL 05 “Codificazione prodotti e processi”

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