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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

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 Con l’inizio del 2015 si sono concluse le attività di revisione della norma dedicata agli impianti per la produzione e l’utilizzo di gas da gassificazione da biomassa combustibile ad opera della CT 904 “Biogas da fermentazione anaerobica e syngas biogenico” del CTI.

Il documento tecnico, da intendersi come strumento normativo atto ad agevolare la contrattazione tra committente/acquirente e fornitore della tecnologia, trova applicazione nel processo di acquisto e realizzazione di un impianto. Per tali ragioni, la norma è destinata principalmente a istituti bancari, produttori di tecnologia, società di progettazione e, dal momento che richiede specifiche procedure ai fini della tutela della salute umana e della salvaguardia dell’ambiente, la norma è di sicuro interesse anche per i comuni cittadini.

Tra gli elementi di novità, rispetto alla versione precedente, è da citare l’estensione del campo di applicazione. La norma, infatti, trova applicazione non solo nell’ambito della biomassa ligno-cellulosica, come definita dal Decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 (parte V, allegato X, parte II, sezione 4 “Caratteristiche delle biomasse combustibili e relative condizioni di utilizzo”), ma anche nell’ambito dei sottoprodotti provenienti da attività agricola, di allevamento, dalla gestione del verde e da attività forestale (rif. DM 6 luglio 2012, tabella 1.A punto 2). Per citare qualche esempio, ai fini dell’applicazione della norma in oggetto, la biomassa combustibile potrebbe essere: cippato di legno, sansa, nocciolino, paglia, pula, effluenti zootecnici, ecc.

Chiariti il campo di applicazione, la tipologia di biomassa ammessa e i soggetti coinvolti, è bene definire il reale scopo della norma, ovvero quello di definire le modalità di classificazione, i requisiti, le regole per l’offerta, l’ordinazione, la costruzione e il collaudo degli impianti per la produzione e l’utilizzo di gas da gassificazione di biomassa combustibile, destinati alla produzione in sito di energia elettrica e/o termica.
A tal proposito, si deve precisare che gli impianti termo-chimici non adibiti alla produzione prioritaria di gas di gassificazione o all’utilizzo del gas per usi differenti dalla produzione di energia elettrica e/o termica, non rientrano nel campo di applicazione.

Ma come si definisce un impianto di gassificazione? Un impianto di gassificazione è un insieme delle strutture, apparecchiature e attrezzature, organizzate in specifiche sezioni, che consentono di esercitare il processo di gassificazione, i relativi pre-trattamenti e post-trattamenti, e la conversione energetica del gas di gassificazione. Lo schema d’impianto comprende quindi le seguenti sezioni:

  • sezione di pre-trattamento del combustibile e alimentazione dell’impianto;
  • sezione di gassificazione comprendente reattore di gassificazione e apparecchiature per la preparazione e l’alimentazione dell’agente gassificante;
  • sezione di trattamento del gas di gassificazione;
  • sezione di collettamento (eventuale);
  • sezione di conversione energetica;
  • sezione di abbattimento delle emissioni in atmosfera;
  • sezione di trattamento dei residui solidi e liquidi comprendente anche la sezione di trattamento acque.

Nel suo complesso la norma, a breve in inchiesta pubblica UNI, fornisce:

  • le modalità di classificazione dei reattori in base all’alimentazione, alla tecnologia, all’agente gassificante e alla pressione di esercizio;
  • lo schema per la dichiarazione delle caratteristiche generali dell’impianto (combustibile alimentabile, taglia dell’impianto, potenza termica disponibile, ecc.) da compilare ad opera del costruttore e da allegare all’offerta definitiva;
  • i requisiti costruttivi, i requisiti dei prodotti di processo e i requisiti ambientali e di sicurezza. A tal proposito, la sezione di abbattimento delle emissioni deve essere prevista e progettata in base alle caratteristiche della biomassa combustibile alimentata ai fini del rispetto dei limiti di emissione previsti dalla legislazione vigente (rif. Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale”, l’allegato I, parte V, parte III “Valori di emissione per specifiche tipologie di impianti");
  • i dati minimi per la richiesta d’offerta che il committente fornisce al costruttore/fornitore, comprendenti anche una lista articolata di ciò che deve essere specificato per ogni tipologia di biomassa combustibile (dati di disponibilità, caratteristiche quantitative e proprietà chimico-fisiche);
  • i contenuti dell’offerta definitiva che il costruttore/fornitore fornisce all’acquirente;
  • le modalità di collaudo, ovvero l’insieme di procedure, verifiche e prove alle quali è sottoposto l’impianto per verificarne la conformità al progetto, il funzionamento delle apparecchiature e dei dispositivi e la rispondenza tra le prestazioni effettive e quelle dichiarate.

Mattia Merlini
CTI - Comitato Termotecnico Italiano
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Articolo pubblicato sulla rivista mensile del CTI "Energia e Dintorni. Il CTI informa", del mese di gennaio 2015.

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