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leopoldo freyrie“Il 60% di adeguamento sismico significa miglioria, non antisismicità, ed è conseguente al fatto che la legge non poteva e non può stabilire di abbattere e ricostruire integralmente il patrimonio edilizio, sia esso aquilano che nazionale" – ha detto lo scorso 5 febbraio a L’Aquila il presidente del Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Leopoldo Freyrie, prima di aprire la celebrazione di inaugurazione della sede locale dell’Ordine degli Architetti.

“Sappiamo infatti che per garantire una sicurezza al 100%, quindi un adeguamento antisismico totale, non si può riparare ma si deve ricostruire da zero e questo giustamente comporta il riuso dell’esistente che, nei centri storici, esprime un grande valore” – ha continuato.

“È qui che entra in gioco il ruolo dell’industria e dell’innovazione, ma è proprio su questo snodo che il Paese si mostra fermo: è lento nel recepire qualunque cambiamento fino a paralizzarlo.
Basti pensare che le leggi tecniche in generale devono passare per il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e poi per il Ministero delle Infrastrutture: un percorso lunghissimo che non finisce mai.
Dunque, va ribadito con forza, e il palco aquilano è la sede giusta perché qui si trova il cantiere più grande d’Italia, che le leggi tecniche devono essere redatte dai tecnici, specificatamente dall’UNI, Ente italiano di normazione così come accade nel resto d’Europa".

“Sono certo – ha concluso Freyrie – che si debba procedere su queste direttrici:

  • incentivare la demolizione fuori dai centri storici per favorire l’adeguamento antisismico,
  • pianificare l’esistenza degli ecobonus triennalmente e non annualmente perché i tempi delle procedure bruciano quelli dell’iniziativa privata: chi prevede di installare sistemi e ritrovati innovativi non ha il tempo materiale per ottenere l’agevolazione,
  • incentivare l’iniziativa delle imprese innovative per arrivare dove lo Stato non sa arrivare”.
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