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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

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Trattamento dei dati personali – Consenso ex artt. 23,24,25 DLgs. 196/2003

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Quando si parla di servizi residenziali e diurni per persone disabili e con difficoltà bisogna usare sempre grande attenzione e delicatezza. In particolare bisogna comprendere le esigenze di coloro che si trovano nella triste situazione di doversi rivolgere a uno di questi centri e che vogliono essere assolutamente sicuri del livello qualitativo dei servizi offerti e dell’assistenza che verrà prestata ai propri cari.

Per questo nel 2002 era stata pubblicata la norma UNI 11010 “Requisiti dei servizi residenziali e diurni per persone con disabilità”, che intendeva proprio fornire i requisiti affinché una struttura si potesse definire qualificata a 360°.

A più di dieci anni di distanza dalla sua pubblicazione e in considerazione del cambiamento culturale in atto nella società già da diversi anni che prevede come obiettivo il reinserimento del disabile nella società - concetto sancito anche dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità adottata nel 2006 e ratificata dallo Stato italiano con Legge 18 del 2009 - il gruppo di lavoro UNI ha dato inizio a un confronto sui contenuti della norma stessa che dovranno essere coerentemente modificati e integrati.

intervista bortolozzoIn particolare è stato definito il nuovo titolo "Servizi per l’abitare e servizi per l’inclusione sociale di persone con disabilità - Requisiti del servizio" oltre a un nuovo scopo e campo di applicazione.
La futura norma si applicherà alle forme di servizio che, attraverso modelli organizzativi differenziati e interventi di natura psicologica, educativa e assistenziale, promuovono il diritto alla vita indipendente, le forme dell’abitare e l’inclusione sociale delle persone con disabilità. Comune a questi servizi è il rispetto dei diritti civili e sociali e dell’autodeterminazione della persona.

intervista francescuttiParticolare enfasi nel lavoro di revisione della norma viene data quindi alla persona, alla sua centralità. La persona deve essere vista come protagonista e pertanto in tutte le fasi dei processi organizzativi e quindi in tutte le attività proposte (dal momento dell’ammissione fino alla dimissione) deve essere offerta all'utente la possibilità concreta di poter scegliere e di poter indicare ciò che è preferibile per sé stesso in quel momento della vita. All’aspetto riabilitativo - di per sé molto importante - la nuova norma UNI affianca un altro aspetto fondamentale: la necessità di attivare processi di inclusione sociale e cioè di offrire l’opportunità di essere cittadini a tutti gli effetti.

intervista fainiI requisiti del servizio riguarderanno: la mission e le politiche della struttura, l'informazione, le fasi di ammissione, inserimento e il piano personalizzato per ciascun utente, la realizzazione dei servizi e la verifica dei risultati, l'individuazione dei risultati attesi nei confronti dell'utente, requisiti e responsabilità del personale, ecc..

Ne abbiamo parlato con la coordinatrice del gruppo di lavoro “Servizi socio-sanitari”, Alessia Bortolozzo (CSQA Certificazioni) e con altri due esperti che partecipano ai lavori di revisione della norma UNI: Carlo Francescutti dell’Azienda servizi sanitari n. 5 di Pordenone e Marco Faini di ANFFAS, l’Associazione delle famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale.

Guardate le videointerviste…

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