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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

Ai sensi dell'articolo 13 del DLgs. 196/2003, UNI - titolare del trattamento dei dati, domiciliato in via Sannio 2 - 20137 Milano - informa che i dati richiesti sono raccolti e trattati per finalità di:

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Trattamento dei dati personali – Consenso ex artt. 23,24,25 DLgs. 196/2003

Il sottoscritto, dato atto di avere ricevuto l'informativa prevista all'art. 13 del DLgs. 196/2003 in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, espressamente garantisce il suo consenso ai sensi degli articoli 23, 24, 25 del summenzionato decreto (inclusivo di raccolta, registrazione, organizzazione, conservazione, elaborazione, modificazione, selezione, estrazione, raffronto, utilizzo, interconnessione, blocco, comunicazione, diffusione, cancellazione, distruzione) secondo i termini della summenzionata informativa e nei limiti ivi indicati, dei propri dati personali acquisiti o che saranno acquisiti in futuro dall'UNI.

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stefanobonettoLa norma internazionale ISO 19600 “Compliance management systems – Guidelines” è stata pubblicata nel dicembre 2014, ma ha già richiamato l'interesse di alcuni esperti del settore. Abbiamo chiesto a Stefano Bonetto, presidente della Commissione Servizi e docente UNI ai corsi sui Modelli richiesti dal D.Lgs 231/01, alcune informazioni essenziali sulla norma: queste le sue prime considerazioni.

"Prima di tutto è bene sapere che la ISO 19600 non specifica i requisiti dei sistemi di gestione della compliance aziendale: lo si capisce leggendo lo Scopo e analizzando l'Introduzione, quella parte delle norme spesso trascurata ma che contiene molte informazioni di contesto essenziali per avere la giusta chiave di lettura. È una norma che definisce indicazioni guida per l’applicazione dei sistemi di gestione al delicato tema della compliance aziendale; non dovrebbe quindi essere utilizzata al fine della certificazione.
Un aspetto tecnico importante da sapere è che si tratta di una norma autoportante, da utilizzare quindi “stand-alone” secondo i termini utilizzati dallo standard. È comunque scritta secondo il nuovo modello per le norme ISO di tipo gestionale conosciuto con la sigla HLS (High Level Structure), e quindi perfettamente integrabile con tutte le altre ISO sui sistemi di gestione come le ISO 9000”.

“Passando agli aspetti meno tecnici ma più interessanti - prosegue Bonetto – è particolare il collegamento forte e chiaro fra compliance ed etica, due aspetti che non possono essere quindi disgiunti, potenziato da un riferimento immediato alla dimensione sociale, riportando anche la citazione della ISO 26000 (responsabilità sociale) nella Bibliografia e il concetto di aspettative degli stakeholder.
Nell'Introduzione della norma è evidente il riferimento agli ordinamenti giuridici nazionali e internazionali che possono utilizzare questa norma come benchmark nei loro sistemi di riduzione delle sanzioni, collegabili all'impegno dimostrabile delle organizzazioni alla prevenzione della "noncompliance". Qui siamo in piena applicabilità dei modelli di organizzazione e controllo previsti dal decreto legislativo 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa delle società e degli enti”.

“Per le imprese sarà inoltre utile la parte della norma che riguarda le Definizioni: a mio avviso è importante quella che finalmente collega i requisiti obbligatori e quelli autoimposti in un unico sistema di "obbligation". Ricordo infine che nello Scopo non si parla solo di efficacia del sistema, ma è presente anche il concetto di sistema "responsive", ossia che reagisce, indicando chiaramente che la compliance è un obiettivo da raggiungere anche attraverso errori e prove".

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