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Nelle scorse settimane si è tenuta presso UNI la riunione plenaria della Commissione "Mobili".
Sempre numerosi i temi al centro dell'attività di questa commissione tecnica che, da sempre, rappresenta un significativo punto di riferimento per un settore produttivo che si conferma - nonostante il periodo di crisi economica - una delle punte di diamante del made in Italy.
Un ruolo di primo piano dell'industria del nostro Paese riconosciuto anche a livello mondiale, con la presidenza e la segreteria del comitato ISO/TC 136 "Furniture" affidato proprio all'Italia.

Nel corso della riunione plenaria della Commissione "Mobili" si è dunque fatto il punto sull'attività normativa in itinere, che è in questo momento particolarmente orientata a rilanciare i lavori in ambito ISO.
"A livello CEN la situazione è ormai consolidata" - spiega Marco Fossi, Presidente della Commissione - "e l'attività è per lo più orientata alla manutenzione delle norme esistenti. Ora si tratta di trasferire il lavoro svolto sui metodi di prova - che riguardano la sicurezza, la resistenza e la durabilità dei mobili - in campo ISO".
Lo sguardo della Commissione è rivolto infatti ben oltre i confini strettamente nazionali.

Tra i lavori in corso va segnalato che al momento sono allo studio delle norme su specifici metodi di prova per sedie, tavoli e mobili contenitori. Ma non solo: "Stiamo affrontando anche il tema dei seggioloni per bambini e delle dimensioni di coordinamento per le cucine modulari", ricorda Fossi. "E' un lavoro che è partito da poco e stiamo raccogliendo commenti che verranno discussi nel corso del 2015".

mobili ufficioCerto, la Commissione è impegnata anche nella elaborazione di norme specificamente nazionali. E' il caso di un progetto di cui si era dato conto ad inizio anno, relativo ai criteri e ai requisiti per la disposizione dei mobili per ufficio. Ora la norma è pubblicata: si tratta della UNI 11534:2014 "Mobili per ufficio - Posto di lavoro in ufficio - Criteri per la disposizione dei mobili". Il documento definisce i requisiti dimensionali per la disposizione dei mobili per ufficio, con particolare riferimento alle superfici di lavoro, e stabilisce quando la sovrapposizione di tali superfici è ammessa.
In verità, al di là di alcuni specifici - e necessari - documenti tecnici, la normazione nel settore mobili segue una direttrice in parte differente: "negli ultimi anni si assiste alla tendenza marcata a ridurre i tradizionali confini di genere (mobili per ufficio, mobili per arredo ecc..., n.d.r.). L'intento è quello di definire criteri per così dire orizzontali, cioè validi per tutti i mobili a prescindere dalla loro particolare destinazione d’uso: un lavoro che ora può dirsi in gran parte concluso a livello europeo e che ora diventa in linea generale esportabile a livello ISO. Su questo siamo impegnati".

Altri lavori sono attualmente in corso.
"E' stata approvata la revisione delle norme sul comportamento delle superfici. Questa attività dovrebbe essere portata avanti con la collaborazione della Commissione 'Legno'".
Un allargamento dell’ambito tecnico che non deve stupire. Di fatto molti dei temi trattati dalla Commissione "Mobili" hanno un carattere spiccatamente trasversale.
"E' il caso delle pareti interne mobili, ossia quegli elementi che fungono da partizione interna degli spazi: esse sono considerati tradizionalmente un prodotto da costruzione più che un mobile, eppure materialmente questi elementi sono fatti dagli stessi produttori che fanno mobili per ufficio. Revisionare il contenuto di queste specifiche norme è dunque un'attività che chiama in causa direttamente anche la Commissione 'Mobili', necessariamente".

Un altro grande tema al centro dell'ultima riunione plenaria è quello dei mobili destinati ad un'utenza diversamente abile. "E' una domanda che giunge frequentemente dai produttori", ammette Fossi. "Quali caratteristiche devono avere i mobili per essere accessibili da persone con disabilità? Esistono già documenti elaborati da altri enti normatori europei. Noi riteniamo che sia un argomento molto importante e che abbia poco senso trattarlo nell'esclusivo ambito della Commissione 'Mobili'. Anche in questo caso è necessario affrontare il tema in modo più articolato, coinvolgendo ad esempio chi si occupa di prodotti e processi edilizi".
Una ulteriore prova di come la normazione tecnica, al di là delle sue partizioni interne, non costruisca steccati bensì favorisca un approccio globale ai problemi della quotidianità.

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