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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

Ai sensi dell'articolo 13 del DLgs. 196/2003, UNI - titolare del trattamento dei dati, domiciliato in via Sannio 2 - 20137 Milano - informa che i dati richiesti sono raccolti e trattati per finalità di:

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Trattamento dei dati personali – Consenso ex artt. 23,24,25 DLgs. 196/2003

Il sottoscritto, dato atto di avere ricevuto l'informativa prevista all'art. 13 del DLgs. 196/2003 in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, espressamente garantisce il suo consenso ai sensi degli articoli 23, 24, 25 del summenzionato decreto (inclusivo di raccolta, registrazione, organizzazione, conservazione, elaborazione, modificazione, selezione, estrazione, raffronto, utilizzo, interconnessione, blocco, comunicazione, diffusione, cancellazione, distruzione) secondo i termini della summenzionata informativa e nei limiti ivi indicati, dei propri dati personali acquisiti o che saranno acquisiti in futuro dall'UNI.

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Rappresentano adozioni di norme internazionali ISO i quattro progetti proposti dalla Commissione Documentazione e informazione entrati nella importante fase dell’inchiesta pubblica preliminare. Sino al 16 dicembre per tutti i documenti sarà possibile inviare commenti nelle apposite pagine del sito web (>> vai alla banca dati).

Il primo progetto U30001371 “Documentazione e informazione - Interoperabilità fra sistemi aperti - Specificazione del protocollo del prestito interbibliotecario - Parte 1: Specificazione del protocollo” (adozione della ISO 10161-1:2014) definisce il protocollo del prestito interbibliotecario e i relativi modelli di definizione della conformità del protocollo di implemetazione, stabilendo le definizioni formali delle regole relative alle transazioni di prestito interbibliotecario tra due o più istituzioni partecipanti. Lo scopo della norma è limitato all’interconnessione tra sistemi. Tra i benefici attesi troviamo l’interoperabilità tecnica a livello di cooperazione interbibliotecaria.

Gli altri tre progetti, che adottano la norma ISO 28560:2014 parti da 1 a 3, rappresentano uno strumento normativo necessario alla comunità dei bibliotecari e più in generale agli specialisti nel settore della gestione documentale, per facilitare la gestione di tutte le tipologie di biblioteche. La norma fornisce infatti agli specialisti nel settore delle biblioteche uno strumento che assicura l'interoperabilità tra le biblioteche ai fini del riconoscimento in radiofrequenza delle diverse unità inventariali munite di etichette RFID, con la conseguente garanzia sulla conformità delle applicazioni RFID provenienti da fornitori diversi.
Dal titolo comune “Informazione e Documentazione - RFID in biblioteca”, i tre documenti specificano un modello per l'utilizzo della identificazione a radiofrequenza (RFID) per elementi di dati utilizzati in tutte le tipologie di biblioteche:

  • “Parte 1: Elementi di dati e indicazioni generali per l’implementazione” (progetto U30001381)
  • “Parte 2: Codifica degli elementi di dati in base alle regole di ISO/IEC 15962” (progetto U30001382)
  • “Parte 3: Codifica degli elementi a lunghezza fissa” (progetto U30001383).

La Parte 1 fornisce la struttura per assicurare l'interoperabilità tra le biblioteche ai fini del riconoscimento in radiofrequenza delle diverse unità inventariali munite di etichette RFID, con la conseguente garanzia sulla conformità delle applicazioni RFID provenienti da fornitori diversi. Essa specifica un insieme di elementi di dati relativi a: circolazione e prestito di materiali librari, acquisizione di materiali librari, transazioni di prestito interbibliotecario, specifiche di dati provenienti da editori, stampatori e altri fornitori e controllo inventariale e magazzino dei materiali librari. Fornisce infine le linee guida per la sicurezza degli elementi, i profili, la privacy dei dati, l'implementazione, la migrazione, la progettazione e la confezione delle etichette RFID.

La Parte 2 definisce le caratteristiche tecniche necessarie per codificare gli elementi di dati definiti nella Parte 1 in conformità alla ISO/IEC 15962. Questi sottoinsiemi di elementi di dati possono essere variati in relazione ai diversi materiali librari della medesima biblioteca. Le regole prevedono una codifica flessibile e di lunghezza variabile così come formati variabili di dati.

La Parte 3 specifica le regole per la codifica di un sottoinsieme di elementi di dati, tratto dall’insieme generale degli elementi di dati elencati nella Parte 1, in un blocco di base e altri elementi di dati in blocchi di espansione nell’etichetta RFID.

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