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simone cencettiAbbiamo parlato con Simone Cencetti - Head of Environment, Health and Safety Manufacturing EMEA and Global Coordination di Fiat Group Automobiles S.p.A - dell'importanza della sicurezza nel modello WCM, dell'esperienza Fiat e del coinvolgimento nell'attività di normazione che ha portato alla pubblicazione del rapporto tecnico UNI/TR 11542. Ecco la sua opinione.

Nell’ambito del World Class Manufacturing (WCM) la sicurezza rappresenta il primo pilastro perché non può esistere un sistema di produzione eccellente che non veda la sicurezza come un prerequisito fondamentale. Fiat rappresenta un’esperienza vincente in tal senso come dimostrato dagli indicatori di tutti gli stabilimenti dove è in corso di implementazione il WCM e nei quali risulta evidente la relazione tra il miglioramento ottenuto e il livello di implementazione dello stesso. Il fatto che stabilimenti con migliaia di dipendenti (per fare due esempi SATA di Melfi e Vico di Pomigliano) che hanno raggiunto lo score 4 nel pilastro Sicurezza registrino ormai da diversi anni zero infortuni (incluse le medicazioni) rappresenta non solo un elemento di orgoglio per l’azienda ma anche la dimostrazione che ciò che abbiamo attuato funziona davvero.

Consapevole di questo fatto Fiat ha deciso di partecipare attivamente alla redazione dell’UNI/TR 11542:2014 perché ha ritenuto importante mettere a disposizione la propria esperienza per contribuire a stimolare il maggior interesse possibile da parte delle aziende e dei professionisti che si occupano di sicurezza nei confronti del WCM.

fiat chryslerCome risulta chiaro dalla lettura del TR la forza del WCM non risiede solo nell’efficacia dei metodi e degli strumenti ma nel fatto che la sicurezza viene veramente integrata nel sistema di produzione dell’azienda. Attraverso questo processo d’integrazione è quindi possibile arrivare alla piena diffusione di una vera cultura della sicurezza consentendo di ottenere risultati importanti in termini di riduzione del fenomeno infortunistico e di minimizzazione di tuti i rischi con particolare riferimento a quelli legati ai comportamenti.
È ovvio come gli strumenti e le metodologie proposte dal WCM da sole non portino a niente se al contempo non viene garantito il pieno coinvolgimento attivo di tutte le risorse dell’azienda, ai diversi livelli, nell’affrontare e risolvere attraverso la logica del PDCA tutti i problemi inerenti la sicurezza.

L’implementazione del WCM e quindi del pilastro della sicurezza richiede uno sforzo importante e un “commitment” adeguato da parte di chi governa un’azienda in quanto non si tratta di un’iniziativa “one shot” ma di un processo continuo che deve essere sostenuto nel tempo e che richiede un forte impegno e convinzione e la focalizzazione sui risultati.

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