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forum qualite tunisQualità dei prodotti e responsabilità sociale delle organizzazioni sono due temi sempre più interdipendenti. È questo il messaggio che viene da Tunisi, dove si è celebrata lo scorso 13 novembre con un'importante conferenza la giornata mondiale della qualità.
L'evento, organizzato da Forum Qualité, ha visto la partecipazione di oltre cinquanta rappresentanti del mondo delle imprese, docenti, esperti ed esponenti dell'ente di normazione nazionale tunisino INNORPI.
“È il quinto anno consecutivo che organizziamo a Tunisi un incontro in occasione della giornata mondiale della qualità” spiega Zouhaier Marrakchi, esperto in gestione integrata e organizzatore dell'evento. “Quest'anno abbiamo voluto incentrarlo sul rapporto fra la famiglia di norme ISO 9000 e le linee guida ISO 26000 sulla responsabilità sociale delle organizzazioni, perché, a nostro avviso, il mondo delle imprese tunisino è sempre più consapevole della complementarietà fra queste norme”.

Ornella Cilona, in qualità di presidente della Commissione tecnica UNI sulla responsabilità sociale delle organizzazioni, ha tenuto il primo intervento della giornata, presentando i contenuti e gli obiettivi di ISO 26000.
Djenidi Ben Daoud, a lungo direttore generale dell'ente di normazione algerino IANOR, e Rachid Nafti, esperto tunisino in materia di sviluppo sostenibile, hanno poi elencato le sfide e le opportunità di un cammino integrato fra qualità e responsabilità sociale per le aziende dell'area del Magreb. Mohamed M'Hamdi, docente all'Università di Fez, ha ripercorso le principali tappe che hanno portato all'elaborazione del concetto di sostenibilità e della strategia denominata Oceano Blu, che chiede alle aziende di impegnarsi in prima persona nelle questioni sociali, ambientali e di governance. Mohamed Tahar Sassi, ingegnere a capo delle politiche di responsabilità sociale nell'azienda farmaceutica SAIPH, ha dal canto suo mostrato come è stata applicata in questa impresa la ISO 26000 dichiarando “Stiamo integrando i principi e i concetti della responsabilità sociale presenti nella ISO 26000 nella nostra attività quotidiana, investendo nello sviluppo sostenibile”.
I lavori della giornata, caratterizzata da un interessante dibattito, sono stati chiusi da Yoshito Hirabayashi, direttore della società giapponese per il controllo della qualità JSQC, che ha anticipato le principali novità che caratterizzeranno la norma ISO 9001:2015. Hirabayashi si è soffermato sul fatto che la revisione della ISO 9001 assegna grande spazio al concetto di “parti interessate”, fra le quali, oltre ai clienti, compaiono le comunità locali, i lavoratori, le ONG e altri stakeholder.

Proprio quest'aspetto e la maggiore attenzione al tema dello sviluppo sostenibile avvicinano la ISO 9001:2015 (la cui pubblicazione è prevista fra un anno circa) e la ISO 26000, aprendo la possibilità di un fertile e vantaggioso dialogo fra le due norme. Nonostante il fatto che la ISO 9001 preveda la certificazione mentre la ISO 26000 non è certificabile, già oggi le due norme sono compatibili fra loro: un'organizzazione può, infatti, decidere di certificarsi ISO 9001 e poi utilizzare le linee guida ISO 26000 per avviare al proprio interno un percorso di sostenibilità sociale e ambientale, oppure, al contrario, dopo aver adottato la ISO 26000, può decidere di migliorare la propria relazione con i clienti certificandosi ISO 9001. Dopo la revisione di quest'ultima, il rapporto con la ISO 26000 diventerà più evidente, permettendo alle imprese e alle organizzazioni di aumentare la propria competitività, grazie alla qualità e alla responsabilità sociale.

In tema di revisione della norma ISO 9001, il Centro di Formazione UNI organizza il seminario "Verso la bozza finale (ISO/FDIS) della ISO 9001:2015", che si svolgerà a Roma in data 10 dicembre prossimo.

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