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Il settore degli apparecchi di sollevamento è molto articolato. Vari sono infatti i macchinari e gli accessori che ricadono in questo ambito (gru, piattaforme di lavoro elevabili, organi di sollevamento, catene, funi, cinghie ecc...) e per i quali la definizione di appropriati requisiti di sicurezza risulta essere non solo auspicabile ma fondamentale.
La normazione tecnica, anche come indispensabile supporto alla Direttiva Macchine, si è sempre occupata di questo particolare genere di macchine e ha sempre avuto un respiro non solo nazionale ma anche internazionale.

intervista cianottiRecentemente abbiamo intervistato il presidente della Commissione tecnica UNI "Apparecchi di sollevamento e relativi accessori", Roberto Cianotti, il quale ha tracciato un quadro generale dei lavori in corso e degli sviluppi futuri più prossimi. A questo proposito si segnala una interessante evoluzione normativa: "Essa riguarda le attrezzature intercambiabili", spiega Cianotti, "che modificano la destinazione d'uso di macchine base, rendendole ad esempio adatte al sollevamento di carichi sospesi. Ebbene, l'Italia sta lavorando affinché nelle norme che si stanno sviluppando vengano inseriti dei requisiti generali di sicurezza per le macchine base".

Proprio nel campo degli apparecchi di sollevamento, nel corso del 2014 è stata tradotta in italiano la norma UNI EN 280 relative alle piattaforme di lavoro elevabili ("Calcoli per la progettazione - Criteri di stabilità - Costruzione - Sicurezza - Esami e prove"). Si tratta di un documento molto rilevante per chi opera nel settore perché specifica i requisiti tecnici e le misure di sicurezza per tutti i tipi e per tutte le dimensioni di piattaforme di lavoro elevabili (i cosiddetti MEWP), destinate a spostare persone. Si tratta della revisione della precedente edizione che risaliva al 2009.
intervista palmieriSecondo Piero Palmieri, Coordinatore del GL “Piattaforme di lavoro elevabili” che ha seguito questi lavori di revisione, "la norma ha le sue inevitabili criticità perché abbraccia una gamma di macchinari molto vasta. Il fatto è che in questi anni si è assistito a un aumento delle soluzioni tecniche che ha portato necessariamente ad allargare i contenuti normativi per adeguarli a tali diversità". Questa rincorsa ad una evoluzione tecnologica sempre più rapida è insieme "la forza e il limite della nuova UNI EN 280".

Si tratta in fondo della peculiarità di ogni norma, sempre tesa nella dialettica tra la definizione condivisa di uno stato dell'arte e il costante procedere dell'innovazione tecnica che sposta continuamente i confini di ciò che è conosciuto.
intervista filipMa è proprio nella definizione di uno spazio comune di tecniche e conoscenze il valore più alto della normazione. E la UNI EN 280 ne è un esempio, come ricorda Paolo Filip, membro del medesimo gruppo di lavoro "Piattaforme di lavoro elevabili": "Le macchine sono tutte molto diverse tra loro. Ma la norma UNI EN 280 crea un sistema condiviso che permette di affrontare i problemi di interpretazione e di realizzazione dei prodotti. Ciò la rende un valido aiuto nel lavoro di tutti i giorni".

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