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Il professor Jørgen Randers, della Norwegian Business School, è autore di un libro in cui ipotizza gli sviluppi economico-sociali e ambientali dell'umanità nei prossimi quarant'anni.
Non è nuovo, il professore norvegese, a questo genere di previsioni a medio e lungo termine. Già nel 1972 - giusto poco più di 40 anni fa - egli aveva svolto uno studio analogo ("I limiti dello sviluppo") di cui l'attuale pubblicazione è quindi la naturale evoluzione.
Ma non si tratta certo uno sterile esercizio accademico. Delineare gli scenari futuri della nostra società è anche un esercizio di sano realismo, un modo cioè per essere consapevoli del futuro che noi stessi andiamo costruendoci e per diventare pienamente responsabili delle nostre azioni.

j sandersIl futuro che il professor Randers descrive non è in verità dei più allettanti: lenta crescita economica, persistente tasso di disoccupazione, tensioni sociali, diseguaglianze crescenti sullo sfondo di un costante peggioramento delle condizioni climatiche.
Ovviamente non si tratta di uno schema di evoluzione deterministico e quindi infallibilmente prevedibile, ma ciò nonostante il lavoro del professor Randers può essere visto come un buon spunto - provocatorio, a detta dello stesso autore - di riflessione sul futuro che ci aspetta.

L'intento, come ammette Jørgen Randers, è quello di spingere le società democratiche ad una salutare presa di coscienza, innescando dunque una sorta di reazione che spinga ad adottare strategie di sviluppo più razionali e positive.
Il fatto è che adottare politiche di effettivo sviluppo sostenibile comporta dei costi e oggigiorno scelte - sicuramente coraggiose - di questo genere rischiano di essere impopolari e poco praticabili.
Ma, in fondo, quello che auspica il professor Randers è proprio questo: un cambio di paradigma.

Ciò che però risulta particolarmente significativo è che nelle riflessioni del professor Randers trova spazio anche la normazione tecnica internazionale. Il ruolo dell'ISO infatti risulta essere molto importante in questo contesto.
"Il fatto che esistano norme tecniche che spingono ad agire concretamente è di per sé meraviglioso", afferma il professore. "L'esistenza dell'ISO è in un certo senso un elemento di speranza in un futuro migliore, perché significa che la nostra società democratica è in grado di prendere decisioni concrete su basi egualitarie ed eque".
In questo senso la normazione tecnica assurge dunque a positivo modello di sviluppo: non solo per i contenuti tecnici che essa produce (e ve ne sono di importanti: si pensi, a puro titolo di esempio, alla ISO 26000 sulla responsabilità sociale o alla ISO 14065 sugli organismi di validazione e verifica dei gas ad effetto serra), ma anche per quelle caratteristiche di consensualità, democraticità, trasparenza e volontarietà che essa esprime nei suoi processi decisionali.

Sul canale YouTube dell'ISO è disponibile un'intervista al professor Jørgen Randers.

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