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 second hamd goodsNuova tendenza sociale o atto di resistenza anti-consumismo? Il commercio di beni di seconda mano – modello di consumo alternativo – è in costante crescita, guidato dalla necessità non solo di ridurre i costi in periodo di crisi economica ma anche gli impatti sull’ambiente.
Un prodotto di seconda mano è senz’altro più conveniente a livello economico, ma non per questo meno performante di uno nuovo; la direzione non è quella di sacrificare la qualità, ma di reinventare il ciclo di vita tra venditore o donatore e acquirente o beneficiario.

Partendo dal presupposto che i beni d’occasione non devono generare maggiori rischi per la salute, la sicurezza o l’ambiente rispetto a un prodotto nuovo, e che la loro qualità, durata e utilizzo devono rispondere alle aspettative del consumatore (consapevole dell’acquisto di un “second-hand goods”), l’ISO ha pubblicato una specifica tecnica che precisa i criteri di selezione minimi per il commercio transfrontaliero di beni di seconda mano. Si tratta della ISO/TS 20245:2014 “Cross-border trade of second-hand goods”, che ha l’intenzione di proteggere la salute dei consumatori, la sicurezza e l’ambiente.

Molti beni d’occasione sono venduti o donati dai paesi più ricchi verso paesi in via di sviluppo e coprono una grande varietà di categorie di prodotto: auto, pezzi di ricambio, vestiti, aerei, telefoni cellulari, macchine, dispositivi medici…
Mentre in molti paesi a livello nazionale esistono norme, leggi e direttive volte a tutelare i consumatori, fino alla pubblicazione della ISO/TS 20245 non esistevano linee guida universalmente applicabili per i beni di seconda mano.

Acquistando un bollitore di seconda mano, si è disposti ad accettare un graffio ma non che il prodotto non riesca a raggiungere la temperatura di ebollizione o che esploda al primo utilizzo. I beni d’occasione dovrebbero rispondere a criteri di accettazione e a requisiti di qualità, di informazione sul prodotto e di utilizzo. La ISO/TS specifica come valutare e classificare i prodotti secondo il loro stato: A (molto buono), B (buono), C (discreto) e D (mediocre).

Questi criteri misurabili saranno utilizzati da importatori, esportatori e governi per controllare le entrate sul territorio e il transito di beni di seconda mano, garantendo la protezione dei consumatori e dell’ambiente.

I lavori normativi sono stati seguiti dal comitato internazionale ISO/PC 245 “Cross-border trade of second-han goods” a segreteria SAC (Standardization Administration of China), composto dai rappresentanti di 20 Paesi tra i quali l’Italia. A livello nazionale il tema è seguito dalla Commissione tecnica Commercio.

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