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intervista dandreaDopo la recente pubblicazione della norma UNI 11531-1 “Costruzione e manutenzione delle opere civili delle infrastrutture - Criteri per l'impiego dei materiali - Parte 1: Terre e miscele di aggregati non legati” il gruppo di lavoro UNI sui "Materiali granulari non legati, cementizi e marginali" della Commissione Costruzioni stradali ed opere civili delle infrastrutture ha da poco avviato anche i lavori sulla parte 2.

La parte 1 tratta i materiali che vengono utilizzati per la costruzione del corpo stradale e di alcune parti della sovrastruttura stradale: sono i cosiddetti materiali non legati cioè aggregati o terre che vengono utilizzati per costituire i rilevati, i sottofondi e - in parte - anche gli strati base e di fondazione. La seconda parte della norma - appena avviata - riguarda invece i miglioramenti e le stabilizzazioni, un campo molto vasto perché comprende stabilizzazioni a calce, a cemento, miste calce-cemento, a bitume, con emulsioni ecc. Queste tecniche permettono di ottenere maggiore certezza dei risultati e quindi minori degradi e minori esigenze di manutenzione.

Ne abbiamo parlato con Antonio D’Andrea, professore ordinario di Strade, ferrovie e aeroporti dell’Università La Sapienza di Roma e relatore della norma UNI (>> guarda l’intervista).

“La Parte 1 della norma era molto attesa da tutti gli operatori della filiera delle costruzioni stradali - ci ha spiegato D’Andrea - in quanto aggiorna e sostituisce la vecchia norma UNI CNR 10006 del 1963 (aggiornata nel 2000 per la sola parte dei materiali riciclati) che dava indicazioni universalmente riconosciute e che costituiva un riferimento univoco per i capitolati, per le verifiche, i controlli e per l’individuazione dei materiali”.

Nel corso dell’intervista D’Andrea spiega anche l’importanza delle norme tecniche come strumenti per far fronte ai principali problemi che si riscontrano in questo settore.

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