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gestione foresteLa gestione sostenibile delle foreste è ormai una sfida gobale e i consumatori, sempre più esigenti, richiedono prodotti di legno provenienti da foreste "gestite correttamente". Le preoccupazioni ambientali – in particolare gli effetti del disboscamento illegale e indiscriminato che porta alla deforestazione, il degrado delle foreste e la produzione di emissioni di carbonio – hanno spinto l’Organismo internazionale di normazione-ISO a dare il via ai lavori su una nuova norma per la tracciabilità dei prodotti in legno.

Rispondendo ad alcune domande poste dall'ISO, Jorge Cajazeira, Chairman del comitato ISO/PC 287 che sta sviluppando la futura norma ISO 19228, fa sapere qualcosa di più…

Perché il problema del taglio illegale degli alberi è così grave? Quale ruolo potrà giocare la tracciabilità dei prodotti in legno?
Il disboscamento illegale e la deforestazione danneggiano l’integrità dell’ecosistema e della nostra società a differenti livelli. Prima di tutto distruggono la biodiversità: gli ecosistemi forestali ospitano più del 50% delle specie viventi conosciute. Il disboscamento illegale si accompagna anche a violazioni dei diritti umani, costringe le popolazioni ad abbandonare le loro case e la loro cultura, provoca un grave degrado del territorio e l’erosione del suolo aumenta il rischio di catastrofi naturali. Altrettanto importante, la deforestazione può condurre a un aumento delle emissioni di gas a effetto serra, amplificando il fenomeno dei cambiamenti climatici e rendendo l’ambiente più pericoloso e più ostile per le persone che lo abitano. È quindi di vitale importanza per la società la garanzia che i prodotti a base di legno presenti sul mercato provengano da foreste gestite in modo sostenibile e non vengano invece associati alla distruzione delle foreste nel mondo.

Perché l’ISO ha creato un comitato sulla tracciabilità dei prodotti in legno e a base di legno?
Tre motivi principali hanno portato alla creazione dell’ISO/PC 287 "Chain of custody of wood and wood-based products". Primo: elaborare una norma che potesse unificare le norme vigenti in materia di tracciabilità e fornire informazioni coerenti sull’origine del legname. Secondo: ridurre i costi attuali di una doppia o tripla certificazione. Terzo: aumentare la percentuale di prodotti tracciabili e riconducibili alla fonte per prevenire l’entrata nella catena di fornitura dell’industria forestale di legname di origine illecita o controversa.

Cosa ci si attende dalla futura norma? Quali benefici?
Il vantaggio principale è evidente. La norma consentirà alle aziende del settore di rassicurare i propri clienti – e, indirettamente, la società nel suo insieme – che il legno utilizzato per i propri prodotti non proviene da foreste illegalmente sfruttate, degradate, disboscate.
L’obiettivo finale è quello di elaborare una norma armonizzata che tutte le imprese potranno adottare per garantire l’affidabilità e la corretta tracciabilità dei prodotti in legno, dalla foresta agli scaffali dei rivenditori, in tutto il mondo.

Esistono già diverse norme sulla catena di approvvigionamento del legno e dei prodotti a base di legno. In che cosa si distinguerà la futura ISO 19228?
Le norme di tracciabilità attuali sono paradossalmente diverse e simili tra loro. Qui sta il problema. Il sistema attuale della chain of custody (COC) copre solo il 25% delle foreste produttive nel mondo. Regioni come l’Asia e l’Africa, così come l’industria forestale tropicale, non sono coperte. La nuova norma saprà bilanciare l’esigenza di tracciabilità con i requisiti che le imprese – indipendentemente dalla loro dimensione o dalla regione nella quale operano – dovranno garantire, cioè che i prodotti in legno immessi sul mercato provengano da fonti sostenibili. Ma, soprattutto, un unico standard di riferimento consentirà ai produttori di gestire i propri sistemi di tracciabilità in maniera efficace e trasparente e di fornire ai consumatori delle informazioni attendibili e fidate sull’integrità ambientale e sociale dei prodotti offerti.

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